Perché è così difficile smettere di fumare?

MEDICINA ONLINE CIGARETTE SIGARETTA FUMO PASSIVO ATTIVO TERZIARIO DANNI DIFFERENZE NICOTINA SMETTERE DI FUMARE NO STOP SMOKING CANCRO POLMONE TOSSICODIPENDENZA VIZIO ARIA TUMOREMolti pensano che il fumare sigarette sia un vizio, cioè una brutta abitudine, e per questo si chiedono il motivo per cui è così difficile smettere, anche volendolo con tutte le proprie forze. Qualcuno risponde che è difficile smettere perché le sigarette sono “buone” o perché fumare è rilassante o perché mantiene svegli e vigili. Queste sono tutte risposte false. Si fuma per un unico motivo: perché la nicotina è una droga e come tutte le droghe genera una dipendenza difficile da spezzare. Per questo è difficile smettere.

Il fumo non è un vizio

Gettare una carta per terra anziché nel cestino è un vizio. Mettersi le dita nel naso è un vizio. Fumare non è un vizio: pensare il contrario è un errore che in Italia commettono ancora quasi tutti. In realtà fumare è una tossicodipendenza e la nicotina è una droga che dà forte assuefazione, al pari di cocaina o eroina. Dopo le prime sigarette fumate, il fumatore si ritrova a vivere un circolo vizioso di cui è all’oscuro:

  1. il fumatore, come tutti i tossicodipendenti, deve combattere sempre per mantenere una quantità minima di sostanza nel sangue, nel caso del fumatore è la nicotina (blood serum nicotine level);
  2. per mantenere questo livello di nicotina, fuma una sigaretta;
  3. appena la concentrazione di nicotina (immessa nel sangue con l’ultima sigaretta) si abbassa al di sotto del livello minimo, il fumatore sente una crisi di astinenza, esattamente come avviene in un eroinomane o un cocainomane;
  4. si sente in ansia, inquieto e di cattivo umore (lui non se ne rende conto, ma sono i sintomi da astinenza da nicotina);
  5. l’unico sollievo viene da un’ altra sigaretta, se la accende e cosi il fumatore si rifornisce di nicotina nel sangue, ripristinando quel livello minimo che gli permette di non sentire i sintomi dell’astinenza: quindi si sente meglio. Così lui crede di aver piacere nel fumare, ma la realtà è che fumando ha solo spento i brutti sintomi dell’astinenza causati dall’aver fumato la sigaretta precedente, in un circolo vizioso infinito.

Essere un fumatore significa indossare un paio di scarpe strette tutto il giorno, solo per il piacere di provare la sera, nel togliersele. Non solo. Essere un fumatore è come essere un bravo equilibrista. E’ necessario per il fumatore mantenere sempre un livello di nicotina “normale” che gli impedisca di provare i sintomi dell’astinenza. E’ per questo che, come per tutte le tossicodipendenze, è difficile smettere. Spenta l’ultima sigaretta, dopo circa una mezz’ora, i livelli di nicotina nel sangue si abbassano al punto che si sente il “craving”, cioè la fastidiosa astinenza che ci porta a desiderare fortemente di fumare di nuovo ed è a questo punto che ci sono due strade:

  • accendersi una sigaretta, cioè spegnere i sintomi dell’astinenza creando i presupposti per nuovi sintomi di astinenza e continuare in questo circolo vizioso per tutta la vita;
  • non accendersi una sigaretta, sentire per un certo periodo i sintomi dell’astinenza, ma – alla fine – uscire dal circolo vizioso e smettere di fumare.

La verità e che, questo “certo periodo”, per fortuna non dura per sempre. Dopo un po’ di tempo, i sintomi fisici fastidiosi creati dall’astinenza, diminuiscono d’intensità. Per prima cosa la voglia di fumare diminuisce poi, ci si smette di pensarci. Tutto sta a resistere i primi giorni (di solito un paio di settimane): perché un provare? Molti non riescono a smettere o trovano enormemente difficile smettere proprio perché non sopportano i sintomi di astinenza (che loro interpretano come “voglio fumare perché la sigaretta è “buona”) ma basta resistere qualche giorno per non provarli quasi più del tutto. E’ anche vero che i sintomi di astinenza diminuiscono ma non scompaiono mai del tutto: anche a distanza di anni, un ex fumatore è sempre “a rischio” e basta fare un paio di tiri per ritornare nel circolo vizioso che ho esposto prima.

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