L’obesità rappresenta una condizione cronica caratterizzata da un eccessivo accumulo di tessuto adiposo che altera in modo significativo l’equilibrio biomeccanico dell’apparato locomotore determinando un sovraccarico progressivo sulle articolazioni portanti in particolare ginocchia anche e colonna vertebrale che si trovano a sostenere un carico superiore rispetto alla fisiologia. Il peso corporeo eccessivo aumenta la forza di compressione sulle superfici articolari e accelera i processi degenerativi della cartilagine articolare predisponendo all’artrosi precoce e alla riduzione della mobilità l’aumento del carico assiale. Comporta inoltre una maggiore sollecitazione dei menischi e dei legamenti con conseguente incremento del rischio di lesioni microtraumatiche e degenerative a lungo termine. La distribuzione del peso alterata determina modifiche posturali adattative che coinvolgono la colonna con iperlordosi lombare accentuata e squilibri muscolari che aggravano la sintomatologia dolorosa e la fatica articolare.
Leggi anche: Distribuzione del grasso nell’uomo e nella donna: androide e ginoide
Impatto metabolico e infiammatorio sul tessuto osseo e cartilagineo
Oltre al sovraccarico meccanico l’obesità agisce anche come fattore biologico negativo per l’apparato scheletrico in quanto il tessuto adiposo non è un semplice deposito energetico ma un organo endocrino attivo che secerne citochine proinfiammatorie come TNF-alfa interleuchina-6 e leptina che favoriscono uno stato infiammatorio cronico. Questo ambiente infiammatorio altera l’omeostasi del condrocita e promuove la degradazione della matrice cartilaginea contribuendo alla progressione dell’osteoartrosi. La leptina e l’adiponectina influenzano anche l’attività osteoblastica e osteoclastica modificando il turnover osseo e predisponendo a una riduzione della qualità dell’osso subcondrale inoltre l’obesità è spesso associata a insulino-resistenza e sindrome metabolica condizioni che compromettono la microcircolazione articolare e riducono l’apporto di nutrienti e ossigeno ai tessuti osteocondrali accentuando il danno strutturale e il dolore.
Leggi anche: Indice glicemico: cos’è, a che serve, perché è così importante?
Alterazioni funzionali dell’apparato locomotore
Il paziente obeso sviluppa nel tempo una serie di compensi motori e posturali che peggiorano la funzionalità generale del sistema muscolo-scheletrico. L’aumento del peso determina un’andatura più lenta con base d’appoggio allargata e ridotta flessibilità articolare. Il controllo dell’equilibrio risulta compromesso per la difficoltà di mantenere il baricentro entro i limiti di stabilità e questo si traduce in un rischio elevato di cadute e traumi. Le modificazioni biomeccaniche interessano anche la muscolatura con tendenza all’ipotrofia dei muscoli estensori dell’anca e del ginocchio e contratture compensatorie dei flessori. La riduzione della performance muscolare compromette ulteriormente la stabilità articolare e accelera i processi degenerativi a livello di cartilagini e menischi. Nel lungo periodo si osserva una perdita di efficienza globale del cammino con incremento del consumo energetico e comparsa di dolore cronico diffuso che limita la partecipazione alle attività quotidiane e riduce la qualità della vita.
Leggi anche: Sono normopeso, sottopeso o sovrappeso? Come si calcola l’Indice di Massa Corporea (BMI)?
Patologie ortopediche associate all’obesità
Numerose evidenze scientifiche documentano l’associazione tra obesità e un’ampia gamma di patologie ortopediche. L’artrosi di ginocchio, o gonartrosi, rappresenta la più comune e colpisce in modo particolare soggetti con indice di massa corporea superiore a 30.
L’eccessivo carico meccanico e l’infiammazione cronica locale accelerano la distruzione della cartilagine e la deformità articolare, con necessità frequente di ricorrere a chirurgia protesica anche in età relativamente giovane.
Altre condizioni frequentemente correlate sono la coxartrosi, la lombalgia cronica, le ernie discali lombari e cervicali e la fascite plantare. Nei soggetti obesi è inoltre più elevata l’incidenza di fratture periarticolari e da stress, per la ridotta qualità ossea e il minor controllo neuromuscolare. L’obesità rappresenta inoltre un importante fattore di rischio per complicanze postoperatorie ortopediche, come infezioni, ritardo di consolidamento e fallimenti protesici, legati alla difficoltà di riabilitazione e al persistente sovraccarico meccanico.
Leggi anche: Vi spiego perché chi va in palestra ingrassa di più
Approccio terapeutico e prospettive preventive
La gestione ortopedica del paziente obeso richiede un approccio multidisciplinare che integri riabilitazione, nutrizione e chirurgia ortopedica quando indicata.
La perdita di peso, anche modesta, determina una significativa riduzione del dolore articolare e un miglioramento della funzionalità, grazie alla diminuzione del carico sulle articolazioni portanti. L’esercizio fisico mirato deve privilegiare attività a basso impatto, come nuoto, cyclette e cammino in acqua, per potenziare la muscolatura senza sovraccaricare le articolazioni. Parallelamente, la fisioterapia posturale e la chinesiterapia migliorano l’allineamento corporeo e la stabilità articolare.
Nei casi più gravi o refrattari, la chirurgia bariatrica può rappresentare un’opzione terapeutica che produce benefici ortopedici documentati, in termini di riduzione del dolore artrosico e miglioramento della deambulazione.
Sul piano preventivo risulta fondamentale l’intervento precoce sui soggetti in sovrappeso, attraverso programmi educativi che promuovano corretta alimentazione, attività fisica regolare e monitoraggio del peso corporeo.
L’obiettivo è interrompere il circolo vizioso che lega obesità e degenerazione articolare, preservando la funzionalità motoria e la qualità della vita.
Leggi anche:
- Liposuzione: rischi, costi, convalescenza nel post operatorio
- Liposcultura in uomo e donna: prezzi, addome, culotte, gambe
- Addome a grembiule o pendulo: immagini e rimedi
- Addominoplastica: rischi, costi, cicatrice, convalescenza
- Differenza tra liposuzione, liposcultura e lipofilling
- Differenza tra obesità e sovrappeso
- Differenza tra obesità di primo, secondo e terzo grado
- La dieta ti sta facendo perdere massa magra o massa grassa? Scoprilo con la bioimpedenziometria
- Perché non riesco a dimagrire? I nove errori tipici di chi è a dieta
- Sleeve gastrectomy: rischi, costi, controindicazioni, complicanze
- Chirurgia bariatrica: complicanze, costi, interventi, rischi
- Differenza tra bypass gastrico, bendaggio, gastrectomia e diversione biliopancreatica
Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine