Cos’è la carie dentale e cosa fare per prevenirla?

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Specialista in Medicina Estetica CARIE DENTALE COSA FARE PREVENIRLA Roma Cavitazione Pressoterapia Grasso Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Pancia Sessuologia Sesso Pene Laser Filler Rughe BotulinoLa bellezza di un volto è legata alla bellezza della bocca: per mantenerla in salute non possiamo non conoscere i suoi principali nemici, la placca e la carie dentale. Ma cosa sono di preciso la placca e la carie?

La placca è una pellicola bianco-giallastra composta da batteri, residui di cibo e saliva, che si attacca ai denti, soprattutto nei punti in cui la pulizia risulta più difficile: solchi dentali della superficie masticatoria, spazi tra dente e dente e bordo gengivale. I batteri presenti nella placca, trasformano gli zuccheri in acidi, i quali possono intaccare prima lo smalto e poi la dentina, dando luogo alla formazione di una carie dentale, una  patologia degenerativa che origina dalla superficie e procede in profondità, fino alla polpa dentale causando dolore e mafifestandosi come una caratteristica cavità.
La carie, promossa da scarsa igiene orale e da un abbassamento delle difese immunitarie, se non curata può ingrandirsi distruggendo progressivamente il dente. Un dente attaccato dalla carie non guarisce quasi mai da solo, ecco perché la prevenzione e la cura della carie dentale sono così importanti. La carie è una delle patologie croniche più diffuse a livello mondiale. In Italia a livello giovanile dati rilevati nel 2006 indicano una prevalenza del 22% a 4 anni e del 44% a 12 anni.

Come progredisce la carie dentale?

La carie dentale inizia dallo smalto, il tessuto duro che ricopre il dente: esso è il tessuto più duro del nostro corpo, ed anche il più ricco di minerali. Nella fase iniziale, quando la carie è limitata allo smalto, questo diventa prima di colore bianco pallido, rimanendo liscio, per poi diventare ruvido. Durante questa fase è ancora possibile un processo di “autoguarigione”del dente, effettuando una corretta igiene orale con prodotti a base di fluoro e limitando l’introduzione di zuccheri.
Se la carie dentale non viene curata durante questo stadio,progredisce formando una cavità nello smalto. Le carie dentale può raggiungere poi la dentina. I tubuli dentinali, presenti nella dentina, sono comunicanti con la polpa, dove si trovano i nervi dentali, quindi molto spesso il dente diventa sensibile al caldo, al freddo e ai cibi dolci. Proseguendo ulteriormente , la carie può raggiungere la polpa dentale, provocando un’infiammazione, spesso dolorosa che nei casi più gravi può coinvolgere anche il tessuto osseo.

TIPI DI CARIE

La profondità della carie

L’estensione di ogni carie viene valutata mediante una scala di valori variabili da 1 a 4.
Carie di grado 1: il processo cariogeno non si spinge oltre lo smalto. La carie è superficiale, dunque facilmente risanabile mediante una semplice otturazione.
Carie di grado 2: l’infezione dentale, che origina comunque dallo smalto, ha intaccato anche la dentina superficiale o profonda. Anche in questa fase, l’otturazione può risanare completamente il dente.
Carie di grado 3: la carie è evoluta in pulpite. L’infezione, che ha coinvolto anche la polpa dentale, non può essere trattata con una semplice otturazione: in queste circostanze, l’intervento più indicato è la devitalizzazione. Se il dente coinvolto è un terzo molare, l’intervento raccomandato è invece l’estrazione del dente del giudizio.
Carie di grado 4: il tipo di carie più grave in assoluto. Il dente presenta polpa necrotica con evidente coinvolgimento dei tessuti parodontali dell’apice radicale. La carie di grado 4 viene inserita nella lista delle malattie periapicali.

Carie acute e croniche

Questi due tipi di carie sono distinti in base alla durata temporale della rispettiva evoluzione.
Il termine acuto è qui utilizzato in modo improprio, dato che la progressione del processo infettivo dura comunque alcuni mesi (almeno sei). Una carie si definisce invece cronica quando il processo si completa nell’arco di un paio d’anni.

Carie secca

Per “carie secca” s’intende una carie arrestata nel tempo: ciò significa che il processo infettivo si blocca senza creare ulteriori danni agli altri tessuti del dente. La variante arrestata è dunque un tipo di carie che non crea danni nel breve termine. Alcuni dentisti consigliano tuttavia di procedere con un’otturazione in quanto la lesione, pur non danneggiando il dente dal punto di vista funzionale, può comprometterne l’estetica. Difatti, anche la carie secca si presenta con un piccolissimo puntino nero, dalla superficie molto dura.
Ricordiamo, tuttavia, che una carie secca può ritrasformarsi in attiva in qualsiasi momento: per questo motivo, si raccomanda vivamente di tenere sempre sotto controllo la lesione.

Carie recidivante (recurrent caries) e secondaria

Talvolta, i termini recidivante e secondaria – riferiti alle carie – vengono impropriamente utilizzati come sinonimi. In realtà, i due tipi di carie sono differenti.
Le lesioni cariose possono recidivare quando non accuratamente otturate. Questo tipo di carie è la recidiva di un’infezione cariosa mal trattata, che può comparire al di sopra (oppure ai margini) di un’otturazione preesistente.
Normalmente, con il termine secondaria si indica una carie conseguente ad una nuova lesione cariosa. La neo-infezione si manifesta in prossimità di un’otturazione andata a buon termine, la cui carie d’origine era stata completamente eliminata. In altre parole, la carie secondaria compare in uno stesso dente otturato, senza tuttavia aver alcuna relazione con la carie precedente.

 

PREVENZIONE DELLA CARIE DENTALE

Igiene orale
Nella prevenzione della carie dentale, l’igiene orale gioca un’importanza fondamentale, rimuovendo placca e residui di cibo che portano alla sua formazione.

Spazzolino
È importante spazzolare i denti dopo ogni pasto, con maggiore attenzione la sera prima di coricarsi. Normalmente, lo spazzolino deve avere setole morbide e arrotondate e non essere troppo grande, in modo da poter raggiungere agevolmente tutte le superfici dentali.
Spazzolini consumati, oltre a non permettere un’igiene corretta, possono danneggiare le gengive; lo spazzolino dovrebbe quindi essere cambiato ogni due o tre mesi, o appena le setole sono consumate o piegate. Per esigenze particolari il vostro dentista potrebbe consigliarvi uno spazzolino specifico adatto al caso. L’uso di un dentifricio contenente fluoro aiuta a proteggere i denti dalla carie.

Filo interdentale
Per rimuovere placca e particelle di cibo dalla superficie dei denti è sufficiente usare lo spazzolino, ma per la pulizia tra dente e dente è necessario usare il filo interdentale: questo risulta essenziale nella prevenzione della carie, che molto spesso inizia proprio dalla zona tra dente e dente.

Compresse rivelatrici di placca
Colorando in maniera più evidente le zone dove si accumula la placca permettendo di controllare il corretto uso del filo interdentale dello spazzolino.

Alimentazione
Gli zuccheri, soprattutto quelli semplici (contenuti in caramelle, dolci, bevande zuccherate, etc..) hanno una grossa responsabilità nella formazione della carie dentale.
I batteri responsabili della carie, trasformano gli zuccheri non rimossi dai denti, in acidi durante un intervallo di circa 20 minuti. Evitate snacks frequenti con cibi dolci, specialmente se appiccicosi (marmellata, miele, cioccolato, caramelle): fuori dai pasti, infatti la limitata produzione di saliva, favorisce l’adesione ai denti degli zuccheri in maniera prolungata. Inoltre, tanto maggiori sono la frequenza con cui gli zuccheri vengono introdotti e il tempo in cui gli zuccheri rimangono a contatto con i denti, tanto più alto il rischio di carie dentale.

Fluoro
È un minerale in grado di rafforzare i denti e proteggerli dalla carie. È normalmente presente nell’acqua potabile ed in alcuni alimenti (es. pesce, arachidi e tè), oltre che i prodotti per l’igiene orale. Utili nella prevenzione della carie dentale, l’applicazione locale con l’uso di dentifrici e collutori a base di fluoro, e trattamenti di fluoroprofilassi durante le sedute di igiene in studio. L’assunzione di fluoro sottoforma di compresse, può essere indicata nella fase di crescita dei denti (fino all’età di 12 anni circa), soprattutto quando l’acqua potabile assunta quotidianamente non abbia già un quantitativo di fluoro ottimale (da 0,5 a 1,0 mg F/l).

La carie dentale dipende dall’età?

La carie dentale si sviluppa più rapidamente e più frequentemente nei denti dei bambini e dei ragazzi, nei quali può essere utile un trattamento di sigillatura dei solchi. Tuttavia, la carie dentale è comune anche tra gli adulti e gli anziani; talvolta può svilupparsi attorno al bordo di un’otturazione indebolita o fratturate dal tempo e dall’usura. Tra gli adulti si possno inoltre verificare carie che colpiscono le radici dei denti, quando queste risultino scoperte dall’abbassamento delle gengive (recessione gengivale). La radice del dente non essendo ricoperta dallo smalto dentale è infatti, più suscettibile alla carie. Come si cura un dente cariato?
Per curare un dente cariato, il vostro dentista rimuoverà la parte di dente danneggiato dalla carie fino a trovare tessuto sano. La cavità così ottenuta viene poi disinfettata e, il dente vine restaurato con materiale scelto in base alla posizione del dente, alla grandezza e alla posizione della cavità ottenuta, ad esigenze estetiche, masticatorie e di robustezza del restauro. In base ai criteri sopraelencati, il dente può essere restaurato con un’otturazione, un intarsio, una corona, una faccetta, etc…
Quando la carie è molto profonda, può essere necessario eseguire un trattamento più lungo e complesso (cura canalare) per salvare il dente, prima di procedere con un restauro.

Perché curare la carie nella fase iniziale?

La carie dentale è un processo irreversibile (solo carie microscopiche hanno qualche possibilità di rimineralizzarsi). Una volta individuata la carie, è preferibile curarla subito, anche se il dente non fa male: essa infatti progredisce danneggiando seriamente il dente, a volte in maniera irreparabile. Curare un dente cariato ne migliora la funzionalità masticatoria ed estetica, ed è importante anche per evitare che la carie coinvolga i denti vicini. Restaurare un dente cariato durante la stadio iniziale, comporta un procedimento più semplice ed economico rispetto ad una cura canalare o ad altre procedure che possono rendersi necessarie quando la carie ha già seriamente danneggiato il dente.

Predisposizione alla carie dentale

La predisposizione alla carie dentale, può essere di natura ereditaria, ma dipende anche da altri fattori: denti storti o molto vicini tra di loro, la cui pulizia risulta difficile; denti con solchi molto accentuati, nei quali placca e residui alimentari ristagnano più facilmente; condizioni fisiologiche quali gravidanza ed allattamento, che a causa di modificazioni ormonali alterano la composizione salivare.

Per aiutare a prevenire la carie

mantenete una corretta igiene orale spazzolando i denti dopo ogni pasto con un dentifricio al fluoro; pulite quotidianamente tra dente e dente con filo o scovolino interdentale;
fate dei pasti sostanziosi, limitando gli spuntini fuori orario. Se fate degli spuntini è preferibile siano a base di frutta o verdura crude, che oltre a detergere la bocca, contengono zuccheri (come fruttosio) non altamente cariogeni;
proteggere i vostri denti, consultandovi col vostro dentista sull’opportunità di fare delle applicazioni di fluoro, o di fare delle sigillature ai denti dei vostri bambini;
fate dei controlli dentistici e delle sedute di igiene in studio regolarmente (circa ogni sei mesi, salvo indicazioni diverse da parte del vostro dentista).

 

TIPI PARTICOLARI DI CARIE

Carie da biberon

Le carie da biberon sono provocate da latte e liquidi zuccherati che assunti col biberon, rimangono a contatto con i denti del bambino per periodi prolungati. Si possono prevenire mettendo solo acqua nel biberon prima di dormire, evitando liquidi zuccherati per far addormentare il bambino e, pulendo dapprima le gengive, poi i primi denti del bambino con un tampone inumidito dopo ogni poppata.

Carie centrale

Quella centrale è un tipo di carie molto particolare, che cresce in direzione inversa rispetto alla carie “tradizionale”.
Quando un’infezione raggiunge la polpa dentale provocando una gangrena, le pareti del canale pulpare vengono esposte nell’ambiente orale. La carie centrale ha inizio proprio su queste superfici e si propaga dai tubuli della dentina verso la superficie esterna (direzione inversa rispetto al classico processo carioso). Con l’avanzare della lesione, le pareti della radice vengono via via assottigliate e distrutte: così facendo, si assiste ad una migrazione verso l’esterno della stessa radice che, talvolta, scompare dopo alcuni anni.

Carie senile

Detta anche del cemento o root caries, la carie senile esordisce nei colletti dentali esposti come conseguenza di una recessione gengivale. Tuttavia, il processo carioso si manifesta intorno a questi colletti senza intaccare lo smalto: non dovendo perforare lo smalto, i batteri vengono facilitati nel loro inarrestabile processo distruttivo. Non trovando impedimenti, i microorganismi riescono a raggiungere facilmente la polpa dentale, creando un danno maggiore (pulpiti) ed in breve tempo.

Carie da vapori acidi

Questo tipo di carie è una lesione tipica degli individui che, per motivi lavorativi, sono costretti a rimanere costantemente a contatto con vapori di acidi forti. È stato osservato che, dopo qualche settimana dall’esposizione, i denti di questi lavoratori vengono bersagliati da infezioni d’ogni tipo, tra cui anche le carie. Le lesioni cariose possono essere multiple, estese, diffuse, fragili, pigmentate, rammollite od estremamente sensibili. Se non accuratamente trattate, queste infezioni dentali possono degenerare, fino a causare pulpiti e perdita dei denti.

Carie dei lavoratori dello zucchero

Similmente al caso precedente, questo tipo di carie è tipico di pasticceri, zuccherieri e di tutti quei lavoratori che per ragioni professionali sono costantemente a contatto con le polveri di zuccheri e farine. Depositandosi sui colletti dei denti, queste polveri favoriscono l’insorgenza di carie, spesso affiancate da fastidiose gengiviti.

Carie da radiazioni ionizzanti

Si tratta di processi cariosi estesi, ad evoluzione rapida. Queste carie tendono a manifestarsi dopo pochi giorni od alcuni anni da un trattamento per la cura di tumori del cavo orale. Questo tipo di lesioni cariose può provocare perdita del dente, pulpiti o fibrosi della polpa. Le carie da radiazioni ionizzanti possono degenerare: tra le complicanze dell’infezione dentale non possono mancare granulomi ed osteomielite.
Queste particolari malattie vengono spesso considerare differenti dagli altri tipi di carie dentarie.

Vi lascio con un augurio di buon sorriso a tutti voi!

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

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