Ricostruire un cuore con la stampante 3D per un futuro senza infarto del miocardio

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Ecografia Vascolare Articolare Reumatologo CUORE STAMPANTE 3D INFARTO Medicina Estetica Luce Pulsata Depilazione Macchie Capillari Mappatura Nei Dietologo Roma  Radiofrequenza Cavitazione Cellulite PelleIl cuore è un organo estremamente semplice eppure estremamente complesso, robusto eppure delicato, dal suo corretto funzionamento dipende la nostra salute. Uno dei sogni dei ricercatori di tutto il mondo è sempre stato quello di creare un cuore “di ricambio” in laboratorio ed oggi forse questo sogno potrebbe essere un po’ più accessibile.

Risonanza magnetica e stampante 3D
Ricostruire un cuore funzionante con una stampante in 3D, oggi non è più fantascienza grazie ad una particolare tecnica di stampa sviluppata dagli esperti di bioingegneria della Carnagie Mellon University di Pittsburgh. Nei loro laboratori hanno già preso forma piccoli cuori embrionali e arterie coronarie, fatti con materiali biologici morbidi come il collagene.
Le loro strutture riproducono fedelmente quelle ‘fotografate’ dal vivo con la risonanza magnetica, e in futuro potranno essere ulteriormente arricchite con cellule viventi per permettere la contrazione. Il risultato, annunciato sulla rivista Science Advances, apre nuove prospettive per la ricostruzione degli organi con la medicina rigenerativa, che in un futuro non troppo lontano potrebbe perfino risolvere il problema delle liste d’attesa per i trapianti.

Il segreto del successo è nei materiali
“La sfida che si pone nell’usare materiali morbidi come gelatine è che quando vengono stampati in 3D tendono a collassare sotto il loro stesso peso”, spiega il bioingegnere Adam Feinberg. ”Per risolvere questo problema – aggiunge – abbiamo pensato di stampare i materiali morbidi dentro ad un materiale di supporto. In pratica, stampiamo un gel dentro ad un altro gel, che ci permette di sistemare il materiale morbido nella giusta posizione man mano che viene depositato”. Una volta completata la stampa, il gel di supporto viene eliminato semplicemente facendolo sciogliere ad una temperatura pari a quella del corpo umano: in questo modo il materiale biologico stampato e le eventuali cellule viventi presenti al suo interno non vengono danneggiati.
La nuova tecnica di stampa per biomateriali morbidi (chiamata ‘Fresh’, Freeform Reversible Embedding of Suspended Hydrogels) è stata sviluppata partendo da una semplice stampante 3D che costa meno di mille dollari. ”Non ha solo un prezzo abbordabile – sottolinea Feinberg – ma grazie ad un software open-source permette di controllare in modo preciso i parametri di stampa, ottimizzando la qualità del prodotto”.

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

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