Enfisema polmonare: sintomi, tipi, cause, diagnosi e terapia

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma ENFISEMA POLMONARE SINTOMI SI MUORE CURA Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgL’enfisema è una grave patologia che interessa i polmoni, associata a deterioramento anatomico-funzionale degli alveoli polmonari e dei bronchioli terminali e classificata tra quelle di tipo polmonare ostruttivo (BPCO). L’enfisema polmonare rappresenta uno stato morboso cronico e solitamente bilaterale (colpisce cioè entrambi i polmoni).
L’enfisema è caratterizzato da:

  • dilatazione degli spazi aerei a valle dei bronchioli terminali;
  • distruzione delle loro pareti;
  • assenza di evidente fibrosi.

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Quanto è diffuso l’enfisema polmonare?

L’enfisema interessa nel mondo circa 210 milioni di persone e causa la morte, ogni anno, di 3 milioni di individui. Un tempo, era più diffuso tra gli uomini, perché quest’ultimi fumavano più delle donne (essendo il fumo di sigaretta uno delle principali cause di enfisema) e praticavano lavori più a rischio. Oggi, invece, le cose sono cambiate e, considerato l’elevato numero di fumatrici, donne e uomini si ammalano di enfisema più o meno con la stessa frequenza.

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Si possono distinguere 4 tipi di enfisema:

  • Centroacinoso
  • Panacinoso
  • Parasettale
  • Irregolare
  1. Enfisema centroacinoso. L’enfisema centroacinoso ha una frequenza maggiore rispetto alla seconda, rappresentando il 95% dei casi. La caratteristica di questo tipo di enfisema è legata al modo in cui sono coinvolti i lobuli polmonari. Sono interessate, infatti, le parti centrali degli acini più vicine ai bronchioli terminali, formate dai bronchioli respiratori, mentre gli alveoli distali non sono coinvolti. Si determina così la coesistenza di spazi aerei normali e di quelli con enfisema nello stesso lobulo. Le lesioni che appaiono più frequentemente, e che sono anche quelle più gravi, riguardano i lobi superiori. Questo tipo di enfisema colpisce maggiormente i forti fumatori e si associa spesso alla condizione di bronchite cronica (nel qual caso si parla di BPCO).
  2. Enfisema panacinoso. L’enfisema panacinoso è caratterizzato da un aumento di volume degli acini, a partire dai bronchioli respiratori fino agli alveoli terminali. Questa forma, a differenza di quella precedente, è più frequente nelle regioni inferiori e anteriori; solitamente è più grave alle basi. Si associa con una deficienza di alfa1-antitripsina (che svolge la funzione di anti-elastasi).
  3. Enfisema parasettale. L’enfisema parasettale interessa prevalentemente la parte distale dell’acino. Risulta più grave nella periferia dei lobuli, nelle zone vicine alla pleura e lungo i setti connettivali interlobulari. La caratteristica fondamentale è la presenza di molti spazi aerei dilatati.
  4. Enfisema irregolare. L’enfisema irregolare è chiamato così perché l’interessamento dell’acino avviene in maniera irregolare ed è solitamente associato a fenomeni di cicatrizzazione. È in genere asintomatico.

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Altri tipi di enfisema polmonare

Sotto la voce enfisema polmonare è possibile in realtà includere anche stati morbosi in cui – al posto di un ampliamento degli spazi alveolari e di un deterioramento dei setti – si verifica un’iperdilatazione o un’atrofizzazione dei polmoni .
Si parla di iperdilatazione (o iperdistensione) in presenza di un incameramento d’aria abnorme e in zone inadeguate dei polmoni; tale condizione si registra in caso di:

  • Enfisema acuto, tipico di coloro che soffrono di asma.
  • Enfisema bolloso, caratterizzato dalla formazione di bolle d’aria.
  • Enfisema interstiziale, contraddistinto da un accumulo d’aria attorno ai lobuli e al di sotto della pleura (strato di rivestimento dei polmoni). È provocato generalmente da forti attacchi di tosse.

Si parla invece di atrofizzazione dei polmoni nel caso del cosiddetto enfisema polmonare senile. Tale condizione è dovuta a un rimpicciolimento degli alveoli.

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Sintomi di enfisema

Di solito il primo sintomo è la dispnea (ovvero la difficoltà di respiro), che inizia in modo insidioso, ma progressivo: all’inizio, compare solo sotto sforzo, poi, diventa manifesta anche a riposo.
In alcuni pazienti, il disturbo principale è la tosse o il respiro sibilante, interpretati come asma. Frequente è la perdita di peso, a volte così grave da far pensare alla presenza di una neoplasia maligna nascosta. L’unico indizio sicuro e presente in maniera costante è un rallentamento dell’espirazione forzata. Altri sintomi possono essere tachicardia e labbra e unghie bluastre o grigiastre.

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La causa principale legata all’enfisema polmonare è il fumo ma anche l’esposizione ad altre sostanze che irritano le vie aeree: le sostanze inquinanti presenti nell’aria e le polveri di carbone e silice. In casi più rari, invece, l’enfisema polmonare è causato da fattori ereditari, che riguardano la carenza di una particolare proteina che protegge le strutture elastiche dei polmoni. Ci sono, poi, diversi fattori di rischio: l’essere dei fumatori – come detto prima – un’età compresa tra i 40 e i 60 anni, esposizione al fumo passivo, esposizione lavorativa ai fumi o alle polveri e l’esposizione all’inquinamento interno ed esterno.

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Come si sviluppa la patologia?

La patogenesi delle due forme principali di enfisema (centroacinoso e panacinoso) non è ancora del tutto chiara. L’ipotesi più accreditata per spiegare la distruzione delle pareti alveolari sembrerebbe essere il meccanismo proteasi-antiproteasi. In base a questa teoria, la distruzione delle pareti degli alveoli sarebbe il risultato di uno squilibrio a livello polmonare tra il sistema di proteasi (in particolare l’elastasi) e quello delle antiproteasi. L’elastasi, prodotta dai neutrofili, è in grado di digerire il tessuto polmonare; tale fenomeno è però inibito dall’α1-antitripsina (principale antiproteasi umana, sintetizzata dal fegato). Inoltre, la stessa elastasi può provocare l’insorgenza di enfisema. Ciò avviene se vi sono bassi livelli di alfa1-antitripsina e se i neutrofili sono presenti in numero aumentato (in seguito ad infezioni, fumo di sigaretta, inalazione di inquinanti ambientali); in questa situazione il processo di distruzione del tessuto elastico diventa inarrestabile e si instaura l’enfisema. Indipendentemente dalle cause e dai meccanismi qui sopra esposti che la rendono possibile, la lesione essenziale dell’enfisema è la rottura dei setti interalveolari. In diretta conseguenza meccanica della rottura dei setti infatti, la forza elastica polmonare condiziona passivamente una serie di importanti modificazioni dell’architettura polmonare che sono direttamente responsabili delle alterazioni cliniche dell’enfisema. Queste modificazioni dell’architettura polmonare sono caratterizzate essenzialmente dalla formazione di raccolte aeree intraparenchimali la cui estensione eccede quella degli alveoli messi in comunicazione dalla rottura dei setti interalveolari ed è quindi accompagnata da un equivalente, parziale collasso/ipoventilazione delle aree parenchimali sane circostanti.

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È opportuno effettuare visite mediche regolari e, in ogni caso, contattare il proprio medico nel caso in cui si manifestino i primi sintomi che, troppo spesso, vengono erroneamente attribuiti all’invecchiamento o all’obesità: come sempre, una maggiore tempestività permette dei risultati migliori per quanto riguarda la guarigione. Il medico farà una diagnosi, dopo aver analizzato i sintomi, chiesto delle analisi del sangue ed effettuato degli esami specifici come, ad esempio, spirometrie, radiografie toraciche e TAC. È importante curarsi il prima possibile per evitare di incorrere in un aggravamento della condizione e complicazioni, come il collasso dei polmoni e disturbi cardiaci.

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Le cure sono rappresentate dai farmaci e dalla riabilitazione respiratoria; per approfondire su terapie e complicanze, leggi questo articolo: Enfisema polmonare: cure, complicazioni, quando chiamare il medico

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