Sindrome da iperstimolazione ovarica dopo pick up

MEDICINA ONLINE ECOGRAFIA ADDOME ADDOMINALE GASTROSCOPIA STOMACO GRAVIDANZA ESOFAGO FEGATO PANCREAS INTESTINO CRASSO ILEO CIECO INCINTA APPENDICE ASCENDENTE TRASVERSO DISCENDENTE RETTO ANO COLONSCOPIA SIGMOIDOSCOPIA TUMORELa sindrome da iperstimolazione ovarica (in inglese “ovarian hyperstimulation syndrome” o “OHSS”) è una condizione che può interessare le donne sottoposte a stimolazione ovarica per trattamenti di fertilizzazione in vitro (IVF). Questi trattamenti prevedono la somministrazione di farmaci ormonali per stimolare la crescita multipla di follicoli, che contengono gli ovociti, nell’ovaio: quando la risposta ovarica agli ormoni è esagerata può insorgere l’OHSS. Prima dell’avvento delle terapie mediche associate alle tecniche di riproduzione assistita, questa sindrome non esisteva. Si tratta quindi di una patologia recente e conosciuta quasi esclusivamente da coloro che praticano questo tipo di attività medica.

Cause di sindrome da iperstimolazione ovarica

L’OHSS si sviluppa a causa della stimolazione ovarica con gonadotropine, ma solo dopo la somministrazione di hCG (human Chorionic Gonadotrophin) che viene utilizzata per indurre la maturazione follicolare finale, prima del pick-up (raccolta degli ovociti) o dell’inseminazione artificiale vera e propria. Si tratta di una patologia che di solito si autolimita, ma in alcuni casi può persistere e peggiorare quando s’instaura la gravidanza. L’OHSS precoce si instaura entro 9 giorni dall’iniezione di hCG ed è causata dall’hCG esogeno; l’OHSS tardiva si verifica oltre 10 giorni dopo l’ultima iniezione ed è mantenuta dall’hCG endogeno prodotta dalla gravidanza.

Sintomi della sindrome da iperstimolazione ovarica

L’OHSS è caratterizzata dall’ingrossamento delle ovaie e l’aumento della permeabilità dei vasi sanguigni, che significa passaggio di liquidi dal sangue alla cavità addominale, a livello polmonare e di altri tessuti. Oltre all’edema polmonare possono insorgere insufficienza renale ed epatica. In rari casi la OHSS ha condotto alla morte della paziente. La sindrome da iperstimolazione ovarica si manifesta clinicamente con:

  • senso di pesantezza al bacino;
  • gonfiore addominale;
  • aumento di peso (da ritenzione di liquidi);
  • oliguria (diminuzione della quantità  di urina giornaliera);
  • polidipsia (aumento della sete).

Gravità della sindrome da iperstimolazione ovarica

L’OHSS si definisce lieve, moderata, severa o critica a seconda della gravità dei sintomi (gonfiore e dolore addominale, difficoltà nel respirare…), della dimensione delle ovaie, di alcuni valori del sangue, della quantità di diuresi e altri parametri specifici, elencati di seguito:

La sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS) lieve è caratterizzata da:

  • Diametro Ovarico 5 – 10 Cm
    Sintomi:

    • Grado 1: Tensione addominale e lieve dolore
    • Grado 2: I segni del grado 1 e in più nausea, vomito e diarrea

La sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS) media è caratterizzata da:

  • Diametro Ovarico >10 cm
    Sintomi:

    • Grado 3: Segni del gradi 2 più evidenza ecografica di ascite (liquido in addome)

La sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS) severa è caratterizzata da:

  • Diametro Ovarico > 12 cm
    Sintomi:

    • Grado 4: segni del grado 3 più evidenza clinica di ascite, versamento pleurico e/o dispnea.
    • Grado 5: segni del grado 4 più emoconcentrazione ipovolemia (riduzione del volume del sangue nel circolo sanguigno), oliguria.

La sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS) critica è caratterizzata da:

Una ulteriore classificazione divide ulteriormente una forma di OHSS severa da una forma cosiddetta critica. Nella forma critica si evidenziano oltre a tutti i fenomeni della forma severa:

  • ascite e idrotorace massivo;
  • ematocrito > 55%;
  • globuli bianchi (n°) > 35.000;
  • creatinina > 1.6 (mg/dl);
  • clearance creatinina < 50ml/min;
  • insufficienza renale;
  • fenomeni tromboembolici (ictus, infarto, trombosi periferiche…).

Fattori di rischio

  • Giovane età.
  • Basso peso corporeo.
  • Sindrome dell’ovaio policistico.
  • Esposizione ad alte dosi di gonadotropine.
  • Valori alti di ormone anti-mulleriano (AMH).
  • Alti livelli di estradiolo.
  • Precedente sindrome da iperstimolazione ovarica in anamnesi.

Come prevenire la sindrome da iperstimolazione ovarica

Le strategie per prevenire l’OHSS sono essenzialmente due:

  • prima dell’inizio del trattamento di inseminazione: personalizzazione del ciclo, utilizzo dei protocolli con gli antagonisti del GnRH, maturazione in vitro e somministrazione di metformina;
  • durante il trattamento di inseminazione: induzione dell’ovulazione con gli agonisti del GnRH, terapia con cabergolina o basse dosi di aspirina, crioconservazione di ovociti ed embrioni, somministrazione endovenosa di albumina, riduzione delle gonadotropine, sospensione del ciclo.

Diagnosi di sindrome da iperstimolazione ovarica

La diagnosi è basata sulla clinica e su tecniche di diagnostica per immagini (ecografia, TAC).

Trattamento della sindrome da iperstimolazione ovarica

Il trattamento dell’OHSS dipende dalla severità della sindrome, ma è importante considerare che questa può peggiorare con il tempo. In caso di OHSS lieve la paziente può essere trattata a domicilio e i sintomi scompaiono in 7-10 giorni o comunque all’arrivo della mestruazione, se non è iniziata la gravidanza, durante il percorso di inseminazione artificiale; in caso di gravidanza, la sindrome può prolungarsi e peggiorare.
Quando l’OHSS è moderata o severa, è necessaria l’ospedalizzazione per monitorare i segni e i sintomi (dolore, vomito, disturbi nel respirare, gonfiore, aumento di peso, riduzione della diuresi) e per avviare la terapia; la terapia consiste nel somministrare gli antidolorifici (paracetamolo, codeina), nel bilanciare i liquidi, eseguire la profilassi antitrombotica e gestire i versamenti liquidi (eventualmente con il drenaggio degli stessi). In alcuni casi critici è necessario ricoverare la paziente in terapia intensiva.

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