Terapia dell’esposizione narrativa: rievocare la propria esperienza traumatica per superarla

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Strategia

Il paziente costruisce, grazie all’aiuto del terapeuta, una linea della vita fatto di una corda, dei fiori e delle pietre, che ordina cronologicamente gli eventi positivi e negativi della sua vita. Una volta che la linea della vita è stata tracciata, la persona inizia la narrazione degli eventi posizionati sulla linea stessa fino a quando non si incontrano le “pietre” che rappresentano gli eventi più negativi e traumatici, i quali vengono affrontati tramite l’esposizione immaginativa, momento in cui il terapeuta chiede un resoconto dettagliato circa le emozioni, le cognizioni, le sensazioni e le risposte fisiologiche vissute durante l’evento che ha determinato il trauma. Il soggetto viene aiutato a far emergere queste emozioni mentre racconta senza perdere il contatto con il presente collegando le esperienze a tempo e spazio: ciò facilita la rielaborazione, la costruzione del significato e l’integrazione dell’esperienza vissuta.
La terapia dell’esposizione narrativa costruire una cornice entro la quale la persona che ha vissuto traumi ha la libertà di riflettere sull’intera esperienza autobiografica, coltivando un senso di sé stesso più articolato e completo. Ripercorrere la propria biografia in modo strutturato e integrando gli eventi traumatici aiuta a comprendere le proprie esperienze ed a contestualizzare le risposte emotive collegate, facilitando l’integrazione e la compressione dei pattern comportamentali e gli schemi che si sono strutturati durante la sua vita.

Nei bambini

La terapia dell’esposizione narrativa può essere usata anche dai bambini dai 5 anni in su. In questo caso, tuttavia, si utilizzano strumenti creativi per facilitare l’organizzazione del ricordo nel bambino, diversamente da quello che avviene nel protocollo usato per gli adulti. Nella terapia dell’esposizione narrativa si utilizzano in misura maggiore le tecniche che normalmente si utilizzano in età evolutiva, come posture del corpo, giochi e disegni.

Obiettivi della terapia dell’esposizione narrativa

La terapia dell’esposizione narrativa parte dal presupposto che la narrazione che un paziente compie circa la propria storia traumatica, influenzi le modalità attraverso le quali la persona percepisce l’esperienza ed il proprio benessere. Incorniciare la propria storia di vita con un focus unilaterale sulle esperienze traumatiche comporta il rimanere immersi in sensazioni di traumatizzazioni persistenti e/o in uno stato di angoscia. Nella terapia dell’esposizione narrativa il soggetto che ha vissuto gravi traumi viene aiutata dal terapeuta ad integrare i frammenti di ricordi traumatici non integrati ed elaborati – di natura sensoriale e/o  affettiva e/o cognitiva – che occupano il cosiddetto “network della paura”. Attraverso l’esposizione immaginativa del paziente – modulata dal terapeuta – le associazioni che ne derivano dovrebbero facilitare l’elaborazione delle memorie traumatiche dell’individuo, traducendo in “parola” e fatti quanto fino a quel momento è rimasto a livello sensoriale ed inconscio.

In quali patologie si usa?

La terapia dell’esposizione narrativa viene usata nel trattamento del disturbo post-traumatico da stress e – in alcuni casi – delle fobie. Per la terapia delle fobie – tuttavia – si preferisce in genere la terapia espositiva. Questo tipo di terapia è oggi utilizzata soprattutto con le persone vittime di gravi incidenti (ad esempio sopravvissuti ad incidenti aerei o navali), violenza sessuale ripetuta, torture, rapimenti, mutilazioni, guerra, tentativi di omicidio, catastrofi naturali ed altri eventi traumatici fortemente scioccanti.

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