Sindrome di Lasègue-Falret e Disturbo psicotico condiviso: quando la follia è “a due”

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Il Disturbo psicotico condiviso può essere di due tipologie:

  • Folie imposée, nella quale una persona dominante (nota come “induttore”, “primaria” o “principale”) crea inizialmente un pensiero delirante durante un episodio psicotico e lo impone su un’altra persona o su altre persone (nota/e come “secondaria/e” o “associato/i”), presumendo che il soggetto “secondario” non avrebbe avuto il disturbo psicotico se non avesse interagito con l’induttore. In questo caso, se gli individui sono ricoverati separatamente in ospedale, i deliri della persona indotta di solito scompaiono senza l’utilizzo di farmaci.
  • Folie simultanée, nella quale due persone, che indipendentemente soffrono di psicosi, influenzano il contenuto dei rispettivi deliri, in modo che diventino uguali o molto simili tra loro.

Ammettere che le idee deliranti di un gruppo di persone affette da tale disturbo, siano effettivamente dei deliri, entrerebbe però in conflitto con un punto fermo della psichiatria: il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali afferma infatti che una persona NON può essere diagnosticata come delirante se la credenza in questione è comunemente accettata dagli altri membri della loro cultura o sottocultura (altrimenti anche la religione cattolica, col suo credere in un dio invisibile sarebbe considerata di pertinenza psichiatrica). Quando una comunità abbastanza ampia di persone finisce quindi per credere a qualcosa di falso – o comunque NON dimostrabile – e potenzialmente pericoloso basandosi esclusivamente sul “sentito dire”, queste credenze non sono quindi considerate “deliri”, bensì sono considerate “isteria di massa“. Una religione estesa in tutto il mondo è, per certi versi, un insieme di deliri talmente diffusi da dare origine ad una isteria di massa che si è a sua volta talmente diffusa da diventare “normale”. Quando una religione “ufficiale” cessa di essere ampiamente diffusa, torna ad essere delirio: ad esempio credere attualmente all’idea dell’esistenza di Zeus è considerato oggi un delirio, ma la psichiatria non la avrebbe considerata tale 2000 anni fa. La religione torna ad essere delirio quando cessa di essere diffusa.

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