Sindrome del tramonto o del crepuscolo: cause, sintomi e cura

MEDICINA ONLINE SINDROME DEL TRAMONTO CREPUSCOLO SOLE CALANTE SUNDOWNING SYNDROME BUIO NOTTE ALZHEIMER DEMENZA ANZIANO NEONATO BAMBINO CURA THE VISIT FILM 2015 M. Night Shyamalan WALLPAPER OLD GRANDMA HORROR.jpgForse siete qui perché avete appena visto il film “The Visit” del 2015, diretto da M. Night Shyamalan (da cui è tratta la foto in alto), dove questa sindrome viene menzionata, oppure è stata diagnosticata ad un vostro caro e volete saperne di più. Cerchiamo oggi di fare chiarezza su questa patologia.

Cos’è la Sindrome del tramonto?

La Sindrome del tramonto, anche chiamata Sindrome del crepuscolo o del sole calante, o in inglese “sundowning” o “sundown syndrome” è una condizione caratterizzata da un insieme di sintomi psichiatrici (principalmente stato confusionale, agitazione e deliri) che si verificano in soggetti anziani, specie quelli con demenza senile ed Alzheimer, nelle ore del tardo pomeriggio, serali, notture, ma anche diurne se posti in ambienti senza luce. E’ una manifestazione non certo di recente scoperta: gli effetti del calar del sole furono già descritti da Ippocrate nella teoria degli “umori” e nei quattro elementi che possono influenzare la salute dell’uomo.

Frequenza

La Sindrome del tramonto tende a colpire soprattutto soggetti anziani (circa il 10% degli anziani ne soffre), specie i soggetti con demenza senile o altra patologia neurologica progressivamente debilitante. Mediamente la sindrome del tramonto si verifica in un malato di Alzheimer su cinque. Altre stime alzano decisamente questo dato portandolo a 4 su cinque.

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Quando si verifica?

La Sindrome del tramonto compare la sera o anche prima, quando inizia a fare buio, ma anche durante il giorno se il paziente si trova in ambienti poco illuminati. Cambi repentini di ambiente possono agire negativamente sulla Sindrome del tramonto, accentuandone i sintomi.

Cause

Le cause non sono ancora chiare a questo punto, anche se il National Institutes of Health afferma che può essere causato da cambiamenti nei cicli sonno-veglia. Altre teorie sono che può dipendere da stanchezza, sete o fame, dal dolore, dalla noia o dalla depressione:

  • la stanchezza: a chiunque capita la sera di percepire una “stanchezza mentale”. Per una persona con demenza, le cui energie mentali sono ridotte, ciò è maggiormente valido e non è necessario aver lavorato per essere stanca alla sera: è sufficiente il sovraccarico di stimoli visivi e uditivi a cui giornalmente siamo tutti sottoposti, per essere stanchi e affaticati;
  • la sera c’è meno luce per cui tutto risulta meno nitido. La poca luce, infatti, agevola la perdita dei punti di riferimento dati dall’ambiente che appare come nuovo e ostile, specie per il soggetto anziano o demente;
  • la depressione: soggetti anziani con depressione hanno un rischio maggiore di sviluppare Sindrome del tramonto. I sintomi stessi della depressione tendono a peggiorare per chiunque di notte, quando si è soli con i propri pensieri, al buio e magari si soffre anche di insonnia;
  • i colori. Uno degli aspetti più particolari della demenza consiste nella perdita progressiva della vista ed in particolare della capacità di distinguere i colori. In molti casi le persone con demenza avanzata non sono in grado di percepire correttamente il colore bianco e sembra che tutte le superfici di questo colore vengano percepite come trasparenti o inesistenti. Proprio per questo motivo le pareti delle case di riposo, così come i camici degli infermieri sono colorati e non bianchi. Tale difficoltà tende ad aumentare la sera, fatto che contribuisce a creare maggiore paura e confusione nel soggetto demente;
  • stagioni: sembrerebbe esserci anche una correlazione con le stagioni, ad esempio durante l’inverno sembra che, nelle persone affette da demenza di Alzheimer, possano alterarsi i meccanismi che regolano la temperatura nell’organismo. Sicuramente la poca luce e gli ambienti poco illuminati possono influenzare pesantemente la comparsa di questa sindrome;
  • cambi repentini di ambiente: per un anziano anche cambiare residenza, come ad esempio un ricovero in ospedale o l’istituzionalizzazione, può agire negativamente e scatenare questa sindrome. I pazienti perdono i loro punti di riferimento, si ritrovano in un ambiente a loro sconosciuto e ritenuto ostile e potenzialmente pericoloso.

Le stesse manovre assistenziali la sera, i rumori notturni ed i risvegli obbligati sono molto spesso causa di deliri e confusione.

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Sintomi ed aggressività

La Sindrome del tramonto è caratterizzata dalla comparsa o dal peggioramento serale di alcuni sintomi che durante il giorno non sono presenti o sono presenti ma in modo meno marcato. I sintomi della Sindrome del tramonto, sono solitamente:

  • stato confusionale,
  • disorganizzazione del pensiero e del linguaggio,
  • disorientamento spazio-temporale,
  • agitazione,
  • inversioni dei ritmi di sonno e veglia,
  • deliri,
  • allucinazioni visive ed uditive,
  • comportamenti aggressivi.

In alcuni casi la sindrome del tramonto può portare gli anziani a comportamenti  aggressivi, determinati spesso non da una reale volontà di fare del male, bensì da un mancato controllo degli impulsi o dalla paura. Bisogna sempre ricordare che gli anziani affetti da demenza sono soggetti a un calo cognitivo e percettivo abbastanza consistente e possono interpretare male anche un gesto affettuoso.

Le persone con Alzheimer in particolare possono esibire una svolta drammatica nel tardo pomeriggio o nella prima serata. Possono diventare più confusi o agitati. Possono muoversi senza sosta o ripetere i comportamenti. Possono diventare confusi circa il tempo e il luogo, o diventare più aggressivi verso gli altri.

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A quale medico rivolgersi?

Se sospettate tale sindrome in un vostro amico o parente, potete rivolgervi al vostro medico di medicina generale, ad un geriatra, ad uno psichiatra o comunque ad un medico che abbia esperienza in questi campi.

Consigli comportamentali per ridurre i sintomi

Anche se non sappiamo esattamente cosa provochi la Sindrome del tramonto, si possono diminuire i suoi effetti sulle persone con Alzheimer, seguendo alcuni accorgimenti:

  1. Rispettare gli orari. Prevedere i tempi del sonno, della veglia e dei pasti può contribuire a ridurre gli effetti, soprattutto se sono innescati dalla stanchezza o dalla fame. Ridurre caffeina e zucchero nel pomeriggio.
  2. Andare a letto presto. E’ preferibile andare a letto prima che faccia buio.
  3. Pianificare le attività alla mattina. La sera, quando i sintomi tendono a comparire, cercare di creare un’atmosfera calma e tranquilla.
  4. Tenere le luci accese. Dal momento che la luce affievolita del sole può scatenare il sundowning, può aiutare avere una casa o una stanza illuminata: può essere utile un sistema di illuminazione che eviti zone di ombra o penombra. Una luce notturna nella camera da letto può essere utile per prevenire l’agitazione al risveglio.
  5. Controllare il tuo atteggiamento. Alcune agitazioni del soggetto possono essere una risposta ai segnali verbali e non verbali delle persone che gli sono attorno.
  6. Facilitare sempre la presenza di un familiare di riferimento;
  7. Prestare attenzione. L’insorgenza del sundowning varia per ogni persona, ma tende ad essere in qualche modo coerente per il singolo paziente. Tieni delle note su quello che riserva ogni giorno per far emergere lo schema. Riduci tali stimoli scatenanti, per alleviare i sintomi.
  8. Creare un ambiente accogliente, cercando di usare nelle stanze oggetti (quadri, bomboniere, mobili, poltrone…) che il soggetto conosce bene e riconosce come appartenenti a sé.
  9. Proporre un bagno caldo e rilassante la sera, magari sempre alla stessa ora, che possa predisporre al riposo notturno;
  10. Evitare stimoli eccessivi durante il giorno: ciò può determinare maggiore stanchezza la sera e peggiorare i sintomi.
  11. Evitare stimoli eccessivi la sera, prima di andare a dormire. Prima di andare a letto è importante evitare attività che impegnino e stanchino fisicamente e mentalmente. Sono, invece, consigliabili attività tranquille e rilassanti come, per esempio, un bagno caldo, della musica rilassante o qualsiasi cosa che rassereni la persona, tenendo conto delle sue caratteristiche personali.
  12. Evitare il cambio repentino di ambiente che, come abbiamo visto, tende a peggiorare i sintomi.
  13. Evitare riposi pomeridiani coinvolgendo il soggetto in attività semplici ma che possono comunque far rimanere sveglia la persona, in modo da limitare il rischio di insonnia;
  14. Evitare bevande eccitanti (alcol, caffè, the), specie dopo le 5 del pomeriggio, prediligendo invece bevande rilassanti come la camomilla.

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