Perché gli uomini vivono meno delle donne?

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Benessere Dietologo Nutrizionista Roma Cellulite Sessuologia Ecografie DermatologiaSmettere di fumare Dimagrire uomini vivono meno delle donneSecondo stime Istat del 2010, la vita media degli italiani è di 84,4 anni per le donne e di 79,2 anni per gli uomini. Le femmine storicamente hanno sempre vissuto più dei maschi, e non soltanto per quanto riguarda la specie umana: lo sapevate che anche nel mondo animale le femmine hanno vita più lunga?

Ma per quale motivo avviene questo fenomeno?

Uomo lavora, donna sta a casa

No, non voglio essere maschilista, tuttavia aprendo i libri di storia del primo anno del liceo un motivo mi appare subito evidente: il lavoro. Nel periodo preistorico è l’uomo a cacciare la selvaggina, a compiere le mansioni più rischiose, a combattere le guerre tra le varie tribù, a difendere la comunità dagli animali feroci, ad esplorare zone impervie alla ricerca di cibo e materie prime. Ovviamente ciò ha determinato una aspettativa di vita minore nell’uomo, tuttavia tutto ciò non basta a spiegare il divario tra i due sessi. Si sono fatte varie ipotesi a riguardo.

Colpa degli ormoni?

Alcuni studi sembrano indicare che una delle cause sia da ricercare negli ormoni sessuali maschili: sarebbero questi a far si che il “sesso forte” sia più vulnerabile alle malattie. Secondo uno studio condotto sui membri della corte imperiale di Chosun, che regnò in Corea dal 1392 al 1910, ad accorciare la vita sono gli ormoni sessuali maschili. Dall’analisi dei registri di corte si è infatti visto che gli eunuchi vivevano dai 14 ai 19 anni di più degli uomini non castrati, pur conducendo una vita simile.

Stili di vita

Oggi, all’origine della diversa aspettativa di vita contribuiscono però senz’altro anche gli stili di vita. Gli uomini infatti fumano generalmente di più, mangiano peggio, vanno meno dal medico e svolgono lavori più pericolosi.

Colpa dei geni?

L’equipe guidata dal professor Tomohiro Kono dell’Università dell’Agricoltura di Tokyo e dal suo collega Manabu Kawahara del Laboratorio di Ricerca e Sviluppo Animale della Saga Univesity ha creato in laboratorio femmine di topo usando il materiale genetico di due madri, quindi senza intervento maschile, scoprendo che queste «super femmine» hanno vissuto una media di 186 giorni in più rispetto ai topi nati da un tradizionale mix di geni materni e paterni. Non solo. Dallo studio è anche emerso che i topi con due madri erano sensibilmente più piccoli e più leggeri degli altri e che avevano un sistema immunitario migliore, con un determinato tipo di globuli bianchi in più.
In pratica, si è proceduto in questo modo: il materiale genetico preso dagli ovuli di topi giovani è stato manipolato in laboratorio e poi inserito in ovuli non fecondati. Una volta sviluppati gli embrioni, questi sono stati trasferiti in madri topo surrogato. I topi nati seguendo questo procedimento sono stati considerati «bimaterni», avendo ricevuto il materiale genetico da due madri ma non da un padre, e le loro aspettative di vita sono state quindi confrontate con i topi nati con un padre e una madre regolamentari. «Sappiamo che in quasi tutte le culture del mondo le donne vivono più a lungo degli uomini – ha spiegato il professor Kono ai giornali – e che questo accade anche in molte altre specie di mammiferi, ma il motivo era sconosciuto. Ma grazie al nostro studio è stato possibile riscontrare come i due sessi reagiscano diversamente in tema di longevità a livello del genoma, suggerendo così che il genoma maschile abbia un effetto negativo sull’aspettativa di vita dei mammiferi, ed è stato inoltre possibile rispondere alla domanda se la longevità sia controllata dalla composizione del genoma di uno o di entrambi i genitori e, quindi, probabilmente capire perché le donne sono in vantaggio sugli uomini quanto ad aspettativa di vita».

Colpa dei mitocondri?

Una ricerca pubblicata su Current Biology da scienziati dell’università australiana di Monash, dà la colpa della minore longevità mascile alle mutazioni dei geni dei mitocondri, organuli che convertono grassi e zuccheri in energia nelle cellule. Studiando i moscerini della frutta, gli scienziati hanno scoperto come le variazioni del Dna mitocondricale incidano sull’invecchiamento precoce e sull’aspettativa di vita media dei maschi, mentre non hanno nessun effetto negativo sulle femmine.
Queste mutazioni si trasmettono di generazione in generazione solo negli individui maschili, accumulando così tutti i difetti che incidono sulla salute e quindi sulla longevità. Infatti, a differenza di tutte le altre coppie di geni di cui i figli ne ricevono metà dal genitore maschio e metà dalla madre, quelle dei mitocondri sono ereditati interamente dalla parte femminile. Significa che i mitocondri affetti da mutazioni genetiche dannose per l’uomo, ma ininfluenti per la donna, non vengono filtrati dalla selezione naturale (perché trasmessi solo dal genitore femmina), propagando l’imperfezione a tutta la progenie maschile.

Cari uomini, consoliamoci però con un fatto: gli uomini vivono meno delle donne, ma sono sani più a lungo (leggi l’articolo cliccando qui).

Per approfondire:

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2 risposte a Perché gli uomini vivono meno delle donne?

  1. almerighi ha detto:

    Ma sai che può essere proprio perché l’uomo si ammala meno? Le donne bene o male hanno piccoli e più frequenti malesseri, l’uomo difese immunitarie più robuste, ma quando il muro crolla…

  2. Stefano Gambelli ha detto:

    L’ha ribloggato su Site Title.

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