Paziente terminale: segnali di morte imminente e gestione della famiglia

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Alcuni pazienti prossimi alla morte possono sviluppare una rumorosità da congestione bronchiale o da rilassamento del palato, comunemente nota come “rantoli di morte”. Se questo crea disagio nella famiglia, la scopolamina o la difenidramina possono ridurre le secrezioni del paziente e quindi ridurre il rumore. Per approfondire: Rantolo della morte: il respiro rumoroso che segnala morte imminente

I pazienti possono sviluppare irritabilità del SNC, con agitazione e irrequietezza, che possono essere alleviate dai sedativi. Altri segnali che un paziente sta per morire sono la confusione spazio/temporale, sbadigli frequenti causati dalla ridotta ossigenazione, incontinenza urinaria e/o fecale, cambiamento di odore, ecchimosi diffuse, agitazione, ipotermia, bradicardia e bradipnea (rallentamento della frequenza cardiaca e respiratoria), ipotensione arteriosa, difficoltà nel riconoscere i propri cari e perdita di conoscenza. In alcuni casi, prima del decesso, si riscontra un paradossale e temporaneo recupero della lucidità chiamato “recupero fittizio” o “lucidità terminale”; per approfondire, leggi anche: Mark Sloan e il recupero fittizio: il mistero del cervello pochi attimi prima di morire

Gestione della famiglia del malato

Quando si prevede il decesso, le famiglie devono essere preparate ad essa e le figure professionali di assistenza sanitaria devono cercare di assicurare che i problemi conseguenti saranno affrontati. La famiglia deve essere per prima cosa ampiamente informata sulle modificazioni che il corpo del paziente può subire direttamente prima e dopo il decesso. Essi non devono essere sorpresi dalla respirazione irregolare, dalle estremità fredde, dalla confusione, da un colorito purpureo della cute o dalla sonnolenza nelle ultime ore.

Se il paziente intende morire a casa, la famiglia deve essere informata su chi chiamare (per esempio il medico o l’infermiere della casa di cura) e chi non chiamare (per esempio un servizio di ambulanza). La famiglia deve anche essere informata sul conseguimento della consulenza legale e sui servizi di sepoltura o di cremazione.

Gli ultimi momenti di vita possono avere un effetto durevole sulla famiglia, sugli amici e su chiunque offra assistenza al paziente. Il paziente deve stare in una zona pacifica, quieta e fisicamente confortevole. Tutte le macchine o i tubi sul letto devono essere coperti e gli odori devono essere mascherati. La famiglia deve essere incoraggiata a mantenere il contatto fisico con il paziente, come tenergli le mani. Se desiderato dal paziente e dalla famiglia, deve essere incoraggiata la presenza di amici e di preti. Deve essere concesso un accomodamento per i riti spirituali, culturali, etnici o personali del trapasso desiderati dal paziente e dalla famiglia.

Dopo la morte

Un medico, un infermiere o un’altra persona autorizzata devono eseguire la constatazione ufficiale di morte il più rapidamente possibile per ridurre l’ansia e l’incertezza della famiglia. Le famiglie o chi conduce i servizi funebri dovrebbero essere forniti di un certificato di morte appropriatamente completato il più rapidamente possibile. I medici, gli infermieri e gli altri operatori di assistenza sanitaria devono occuparsi dei bisogni psicologici della famiglia e fornire consigli appropriati, un ambiente confortevole dove i membri della famiglia possano rattristarsi insieme e un periodo adeguato perché essi stiano con il corpo. Gli amici, i vicini e i preti possono essere disponibili per sostenere la famiglia. Gli operatori di assistenza sanitaria devono essere consapevoli delle differenze culturali di comportamento al momento della morte.

Il sistema di assistenza sanitaria deve assicurare il fatto che la morte non è derivata da un peccato. Anche quando la morte è stata prevista, i medici possono avere la responsabilità di riferire il decesso alle autorità o alla polizia. Una discussione sull’autopsia può verificarsi sia prima che subito dopo il decesso. Le famiglie possono avere forti sentimenti, sia a favore che contro di essa. La discussione sull’autopsia non deve essere lasciata a un medico assistente o a un funzionario che non abbia avuto un precedente contatto con la famiglia. Le discussioni sulla donazione degli organi, se appropriate, devono essere intraprese prima del decesso o immediatamente dopo il decesso.

Il corpo non deve rappresentare un rischio per la salute pubblica, il che significa che se ne devono occupare prontamente le persone autorizzate a fare ciò. Spesso, i comportamenti da adottare in caso di morte consistono anche nel garantire la presenza di qualcuno (p. es., un infermiere o un volontario), nel momento in cui la famiglia visita la salma per la prima volta, che offra aiuto nel reperire un sacerdote o un servizio di pompe funebri e che rassicuri i congiunti del defunto circa il conforto prestato al paziente negli ultimi momenti di vita. Questa persona cercherà di far capire alla famiglia e a chi ha prestato assistenza al paziente che non avrebbero potuto fare nulla di più per lui e programmerà degli incontri successivi nell’arco di alcune settimane con il parente più direttamente colpito dalla morte del paziente, per rispondere a eventuali domande e per assicurarsi che si stia verificando un corretto processo di accettazione della morte del congiunto. Le pratiche religiose possono influenzare il modo con cui il corpo è curato e devono generalmente essere discusse con il paziente o la famiglia o entrambi prima della morte.

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