Impariamo a leggere l’etichetta dell’acqua minerale

Dott Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Plastica Cavitazione Endocrinolog Dietologo Nutrizionista Roma Cellulite Sessuologia Ecografie DermatologiaPsicologia Dimagrire Etichetta AcquaOrientarsi nella scelta delle numerose acque minerali presenti in commercio non è certo una passeggiata, non solo per la questione estetica o per la propensione o meno verso le bollicine, ma perché il consumo di un’acqua minerale piuttosto che un’altra può contribuire a mantenere la salute nelle varie fasi del ciclo di vita. A tal proposito, le etichette poste sui contenitori rappresentano un valido aiuto nella scelta dell’acqua minerale più idonea alle proprie esigenze. L’etichetta identifica infatti, in modo univoco, tutti gli elementi e le caratteristiche di un’acqua minerale.  Non è sempre facile, però, interpretare correttamente le informazioni fornite da questa sorta di “mini banca dati”. Sono infatti 48 i parametri sottoposti ad analisi periodiche e molti di questi vengono riportati sulla confezione.  Per aiutare il consumatore, riportiamo di seguito alcune tra le caratteristiche più importanti a cui fare riferimento.

IL RESIDUO FISSO

Questo dato, riportato sull’etichetta delle acque minerali con il termine “residuo fisso a 180°C” , ci dà una stima del loro contenuto in sali minerali.  Più questo valore è elevato e più sali sono disciolti in un litro. Tale dato si ottiene portando l’acqua ad una temperatura di 180°C; ciò che rimane dopo la completa evaporazione, e cioè la parte solida dell’acqua, rappresenta il residuo fisso.  Questo valore si esprime in mg/L e permette di classificare le acque minerali in quattro categorie:

1) “minimamente mineralizzata” (residuo fisso non superiore a 50 mg/ L): è un’acqua leggera al palato, dal sapore delicato. La carenza di sali minerali e in particolar modo di sodio, stimola la diuresi ed è particolarmente indicata per chi soffre di ipertensione e nell’alimentazione dei neonati. E’ utile per prevenire la calcolosi renale e rappresenta circa il 9% delle acque minerali italiane in commercio.

2) “oligominerale” o “leggermente mineralizzata” (residuo fisso inferiore a 500 mg/ L): favorisce la diuresi, contiene poco sodio e può quindi essere indicata nei casi di ipertensione. La pubblicità ne esalta le caratteristiche, sottolineando le sue proprietà diuretiche ed il suo basso contenuto in sodio. E’ utile per prevenire la calcolosi renale.

3) “mediominerale” (anche se per legge non è prevista dizione per questa categoria): (residuo fisso compreso tra 500 e 1000 mg/ L): il discreto contenuto in sali minerali la rende utile nell’alimentazione degli sportivi, specie nel periodo estivo in cui occorre reintegrare i liquidi ed i minerali persi con la sudorazione.

4) “ricca di sali minerali”: (residuo fisso superiore a 1.000 mg/L): è un’acqua terapeutica, molto ricca di sali. Si acquista in farmacia, ma alcune si trovano anche nei supermercati. Per evitare sintomi da sovradosaggio è bene acquistarla solo sotto consiglio medio. Ha un effetto diuretico inferiore, e può favorire la comparsa di calcoli renali.

Riepilogando:

Acque mimimamente mineralizzate < 50 mg/L

Acque oligominerali >50 < 500 mg/L

Acque mediominerali > 500 < 1000 mg/L

Acqua ricche di Sali minerali > 1000 mg/L

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Ma perché il contenuto in sali minerali è così importante?

I sali minerali sono micronutrienti essenziali per il nostro organismo ma se presenti in eccesso possono causare problemi più o meno gravi. Essi intervengono nella regolazione di numerosi processi corporei come l’equilibrio idrosalino e lo sviluppo e la crescita di organi e tessuti.  I principali minerali presenti nel nostro corpo sono: sodio, potassio, magnesio e calcio. Ognuno di questi elementi, se assunto in dosi insufficienti o eccessive, può essere nocivo.

Alcune acque sono particolarmente ricche di minerali. In questi casi, nell’etichetta, può essere specificata una particolare dicitura per sottolineare le sue caratteristiche:

1) “contenente bicarbonato” (il tenore di bicarbonato è superiore a 600 mg/L): è indicata nell’ipersecrezione gastrica (acidità di stomaco) e nelle patologie renali. Il bicarbonato la rende particolarmente utile per chi pratica sport, in quanto questa sostanza è in grado di tamponare l’acido lattico.

2) “solfata” (il tenore dei solfati è superiore a 200 mg/L): è lievemente lassativa, quindi indicata in caso d’insufficienze digestive, colite spastica e sindrome del colon irritabile. Sconsigliabili durante la crescita e nel periodo postmenopausale, perché possono interferire con l’assorbimento del calcio aumentandone l’escrezione.

3) “clorurata” (il tenore di cloruro è superiore a 200 mg/L): ha azione equilibratrice dell’intestino, delle vie biliari e del fegato. Ha inoltre azione lassativa e purgativa tipica delle acque salse o salso solfate.

4) “calcica” (il tenore di calcio è superiore a 150 mg/L): agisce a livello dello stomaco e del fegato. E’ indicata nella crescita, in gravidanza, in menopausa e nella prevenzione dell’osteoporosi e dell’ipertensione. Le acque minerali calciche sono indicate anche per chi è intollerante al latte e, nonostante i luoghi comuni, non aumentano l’incidenza di calcoli renali.

5) “magnesiaca” (se il tenore di magnesio è superiore a 50 mg/L): svolge prevalentemente un’azione purgativa, ma trova indicazioni anche nella prevenzione dell’arteriosclerosi, poiché favorisce la dilatazione delle arterie. Può essere utile anche nell’alimentazione degli sportivi per prevenire i crampi.

6) “fluorata” o “contenente fluoro” (il tenore di fluoro è superiore a 1 mg/L): utile per rinforzare la struttura dei denti e per la prevenzione della carie dentale. È indicata in fase di crescita o per chi è affetto da osteoporosi, ma l’assunzione non dovrebbe avvenire per periodi prolungati (un eccesso di fluoro può risultare nocivo per la salute dei denti e delle ossa).

7) “ferruginosa” o “contenente ferro” (il tenore di ferro bivalente è superiore a 1 mg/L): indicata nelle anemie da carenza di ferro. Utile anche per vegetariani e per i soggetti con un fabbisogno elevato di ferro: lattanti, adolescenti, sportivi e donne in gravidanza.

8) “acidula” (il tenore di anidride carbonica libera è superiore a 250 mg/L): facilita la digestione. L’anidride carbonica presente nelle acque gassate aumenta l’acidità dell’acqua. Da sottolineare, però, che le nostre diete sono già sufficientemente ricche di sostanze acide e non è normalmente necessaria alcuna integrazione.

9) “sodica” (il tenore di sodio è superiore a 200 mg/L): influenza positivamente l’eccitabilità neuro-muscolare ed è pertanto indicata per gli sportivi, soprattutto durante i mesi estivi quando si perdono notevoli quantità di liquidi con la sudorazione (ricordiamo che un calo eccessivo dei valori di sodio nel sangue ha causato la morte di alcuni sportivi). Le acque minerali sodiche sono controindicate per chi soffre di ipertensione.

10) “acqua a basso contenuto di sodio” (il tenore di sodio è inferiore a 20 mg/L): indicata per le diete povere di sodio e per combattere ipertensione e ritenzione idrica.

IL pH

Questo dato, riportato sull’etichetta delle acque minerali con il termine “pH alla temperatura dell’acqua di sorgente”, ci dà una stima della loro acidità.  Il pH è una scala che va da 0 (massima acidità) a 14 (massima basicità); il punto intermedio, 7, definisce la condizione di neutralità ed è dato dall’acqua distillata ad una temperatura di 25°C.  Il pH delle acque minerali naturali è generalmente compreso tra 6,5 e 8,0.  Maggiore è il contenuto in anidride carbonica e solfati e minore sarà il pH (maggiore acidità).

Conducibilità elettrica

Questo dato è riportato sull’etichetta delle acque minerali con il termine “conducibilità elettrica specifica a 20°C”.  Tale valore aumenta all’aumentare delle sostanze minerali disciolte. Pertanto, maggiore sarà la conducibilità elettrica e maggiore sarà il contenuto minerale.  E’ facile verificare la proporzionalità tra residuo fisso e conducibilità poiché entrambi i dati dipendono dal contenuto minerale.  La maggior parte delle acque minerali commercializzate presenta conducibilità elettrica compresa fra 100 e 700 µS/cm.

Durezza

La durezza di un’acqua minerale si esprime in gradi francesi (°F) e ci dà una stima della presenza di calcio e magnesio. Più questo valore è alto e più l’acqua è considerata calcarea. Essa si forma infatti da sottosuoli calcarei e marnosi.  Non esiste un valore limite per la durezza delle acque minerali.

Nitrati

Il contenuto in nitrati è un parametro molto importante da considerare, soprattutto per quanto riguarda l’alimentazione di neonati e bambini.  I nitrati sono sostanze presenti normalmente in concentrazioni minime e non pericolose.  Tuttavia il massiccio impiego di fertilizzanti in agricoltura, può causare la penetrazione nel terreno di questi ed altri composti azotati, con conseguente inquinamento delle falde acquifere.  Se assunti in eccesso i nitrati possono seriamente ostacolare il trasporto di ossigeno nel sangue, con conseguenze pericolose soprattutto per i neonati.  Per questo motivo nelle acque minerali sono previsti due differenti limiti di dosaggio:  45 mg/L nelle ordinarie acque minerali  10 mg/L in quelle destinate all’infanzia.  In ogni caso per i bambini, si raccomanda di non superare il valore di 25 mg di nitrati per litro.I nitrati hanno inoltre la possibilità di combinarsi con le proteine formando nitrosamine, sostanze ritenute cancerogene per il nostro organismo.

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