Differenza tra dolore somatico, viscerale, superficiale e profondo

MEDICINA ONLINE DOLORE ARTO BRACCO SINISTRO FORMICOLIO CIRCOLAZIONE CANCRO TUMORE ATTACCO CARDIACO CUORE GOMITO TENNISTA ICTUS INFARTO MIOCARDIO CANCRO TUMORE SENO MAMMELLAIl dolore è una sensazione fastidiosa, ma indispensabile: immaginate se un bimbo potesse liberamente toccare una fiamma, senza provare alcun dolore. Probabilmente non solo non si gioverebbe di una importante lezione educativa (il fuoco fa male, stacci lontano!) ma rischierebbe addirittura di morire bruciato. Senza dolore, l’essere umano si sarebbe probabilmente estinto da migliaia di anni. I dolori, però, non sono tutti uguali: grazie alla semeiotica (l’importante branca della medicina che studia i sintomi ed i segni clinici del paziente) oggi facciamo un po’ di chiarezza!

Il dolore somatico

Il dolore somatico è un dolore bidimensionale, di facile individuazione e localizzazione, trafittivo e puntorio che varia secondo la posizione che si assume. All’interno di questa categoria è possibile operare un’ulteriore distinzione tra il dolore somatico superficiale e il dolore somaticoprofondo. Nel primo caso ci si riferisce al tipico dolore cutaneo, facilmente delimitabile a una determinata area; più complessa è l’individuazione e la localizzazione del dolore somatico profondo. In questo secondo caso la sensazione predominante è il bruciore (simile a quello provocato dal contatto con l’ortica) e non è facile per il paziente indicare con precisione a quale tessuto sia collegato.
Il dolore cutaneo (somatico superficiale) può palesarsi immediatamente o comparire in tempi successivi allo stimolo doloroso. La differenza tra le due manifestazioni è determinata dalla tipologia di fibre nervose che intervengono e vengono coinvolte. Entrambe sono originate da un fattore esterno che esercita un’azione sulla cute, come un taglio, una pressione, un’ustione, che avvengono in un momento preciso e limitato nel tempo. Il dolore cutaneo viene definito ricorrente quando persiste anche dopo la cessazione dello stimolo che ha provocato la sua origine; questo è intenso e accompagnato da reazioni vegetative quali nausea, vomito e malessere che va al di là del dolore.
Il dolore somatico può palesarsi diversamente secondo i casi: si distingue tra:nevralgia, termine con il quale il paziente indica un dolore continuo; causalgia, un bruciore simile a quello provocato dal contatto con oggetti roventi; crampo, una sensazione dolorosa provocata dalla contrazione improvvisa dei muscoli;colica, un dolore intenso e duraturo associato alla comparsa di una serie di malesseri quali nausea, vomito, pallore, debolezza, sudorazione eccessiva. Lo spasmo è una contrattura di breve durata, ma molto forte. Infine le doglie sono un tipo di dolore violento, caratterizzato da brevi ma continue contrazioni, associate comunemente al travaglio e al parto.

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Il dolore viscerale

Il dolore viscerale, al contrario di quello somatico, è tipico di organi e visceri che sono poco irradiati o totalmente sprovvisti di recettori del dolore. La differente concentrazione di terminazioni nervose causa la comparsa di uno stimolo doloroso profondo, tridimensionale, diffuso, non facilmente localizzabile; esso non varia secondo la posizione assunta e quando è molto intenso e induce il paziente a “piegarsi in due”. È un dolore sordo, ottuso e compressivo. Chi ne soffre non riesce a circoscriverlo ad un’unica area e questo determina maggiori difficoltà per il medico a comprenderne l’origine e a formulare una diagnosi. Il dolore viscerale è spesso accompagnato da un malessere diffuso, che comprende anche la comparsa di manifestazioni vegetative (nausea, debolezza, spossatezza, a volte vomito, sudorazione, senso di svenimento).
Il dolore viscerale è provocato da infiammazioni o stimoli chimici di varia natura. Come nel caso del dolore somatico, si può distinguere tra dolore viscerale profondo e dolore viscerale superficiale. Il primo viene avvertito dal paziente intorno al viscere la cui patologia origina la manifestazione dolorosa, il secondo più in superficie, sulla cute, a volte in corrispondenza dell’organo malato

Il dolore viscerale profondo è uno stimolo difficilmente localizzabile, un malessere che si avverte nell’area del corpo limitrofa al viscere malato. A causarlo sono stimolazioni dolorose viscerali di lieve entità che non sono quindi sufficienti a determinare la comparsa del dolore nell’organo o nel viscere afflitto. Quando l’intensità delle stimolazioni dolorose aumenta, si incrementa anche lo stimolo algico con conseguente comparsa di quello che è stato definito dolore viscerale superficiale che compare dunque in superficie, in corrispondenza dell’organo o del viscere malato (dolore irradiato). Esso può manifestarsi anche in punti del corpo apparentemente non collegati con la causa del dolore. In questo secondo caso si parla di dolore riferito.
Il dolore viscerale può essere avvertito in una sede differente rispetto a quella colpita a causa di un’anomalia di innervazione del viscere oppure perché provocato da più fattori algogeni che si uniscono: all’interno del corpo può esistere ad esempio una condizione algogena di per sé insufficiente a provocare dolore. Gli impulsi derivanti da quest’ultima però possono sommarsi a quelli derivanti da un’altra struttura dolente determinando la comparsa dello stimolo doloroso al livello della struttura che tra le due è più ricca di recettori. Questo meccanismo può essere molto insidioso al momento dell’esame medico perché può depistare lo specialista e ritardare la diagnosi. Un esempio è quello del dolore dell’angina pectoris decentrato che si localizza in un dente cariato o dell’infarto che, in alcuni casi ,può portare dolori a carico dell’appendice, quando questa è già infiammata.  Non è sempre facile distinguere tra un dolore viscerale e uno somatico a causa del modo in cui la sensazione viene elaborata dalla corteccia cerebrale e poi proiettata in periferia. La differenza tra i due non è così netta, al punto che la letteratura medica distingue tra il dolore viscerale puro, il somatico puro e il dolore misto viscerale e somatico, che può presentare una variazione delle caratteristiche della manifestazione dolorosa.

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Alcuni esempi di dolore

La cefalea è una forma frequente di dolore somatico che può avere svariate origini. Può manifestarsi sotto forma di semplice emicrania, definita cefalea essenziale, o essere una cefalea sintomatica, che indica quindi la presenza di altre affezioni di differente natura (pressoria, derivante da patologie rinologiche, pericraniche, o psicogena).
Anche il dolore al collo può avere interpretazioni diverse: il medico può trovarsi davanti ad un semplice dolore muscolare (torcicollo, distorsione, problemi vertebrali), o a casi in cui a causare l’affezione sono problemi tiroidei o lesioni viscerali toraciche o addominali (come pleurite, angina pectoris, ernia diaframmatica ecc..) il cui dolore al collo non è altro che un riflesso irradiato.
Ciò vale anche per il dolore toracico. Generalmente quando un paziente si presenta al pronto soccorso lamentando dolori al torace, gli viene assegnato un codice di priorità. Non sempre, però, il dolore al petto è collegato a problemi cardiaci. L’affezione delle differenti strutture del torace provoca manifestazioni differenti ed è pertanto auspicabile che il medico sappia riconoscerle per poter intervenire immediatamente o tranquillizzare il paziente laddove i sintomi lamentati non siano preoccupanti.

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