Rabdomiolisi: sintomi, da statine, conseguenze, valori

MEDICINA ONLINE MUSCOLI DIFFERENZA DISTROFIA MUSCOLARE DUCHENNE BECKER SISTEMA NERVOSO DISTROFINA GENE GENETICA MALATTIA MORBOIl termine “rabdomiolisi” indica una patologia che consiste nella rottura delle cellule del muscolo scheletrico e nel rilascio nel flusso sanguigno delle sostanze contenute nel muscolo interessato.

Cause di rabdomiolisi

Le cause della rabdomiolisi possono essere di quattro tipi:

  • eccesso di richiesta energetica nei muscoli scheletrici: attività contrattile intensa, attività sportive intense e prolungate, ipertermia, ipotermia, ischemia, disturbi metabolici, infezioni, da farmaci, distrofie muscolari, convulsioni;
  • danno muscolare diretto: traumi, shock elettrico;
  • iatrogene: svariati farmaci possono causare rabdomiolisi in diversi modi: attraverso miotossicità (ad esempio tossine animali, antibiotici – ben conosciuta è la rabdomiolisi da associazione claritromicina + simvastatina, alcol, etc), ischemia circolatoria, iperpiressia e la rigidità continua del muscolo. Tutti i farmaci che alterano l’ATP (adenosinatrifosfato) dei muscoli scheletrici, aumentando la richiesta di energia tanto da eccedere alla produzione di ATP, possono causare rabdomiolisi;
  • droghe: un uso prolungato di metanfetamine può determinare rabdomiolisi.

Sintomi e segni di rabdomiolisi

La rabdomiolisi è caratterizzata dalla presenza di:

  • dolori muscolari diffusi;
  • astenia (stanchezza);
  • facile affaticabilità;
  • urine dalla colorazione scura (dovuta ad un riversamento delle mioglobina nel sangue);
  • problemi ai reni causati dall’accumulo di mioglobina;
  • livelli alti di potassio, calcio, acido urico e azotemia nel sangue;
  • alti livelli di CPK.

Rabdomiolisi: valori CPK

La creatinchinasi (CK), chiamata anche fosfochinasi o creatinfosfochinasi (CPK), è un enzima appartenente alla classe delle transferasi; è presente nei muscoli (isoforma MM), nel cuore (isoforme MB ed MM) e nel cervello (isoforma BB). La CPK tipo MM è un enzima molto diffuso nei muscoli striati volontari dove è importante nell’energia coinvolta nei movimenti e negli sforzi muscolari umani ed è l’isoforma aumentata in caso di rabdomiolisi. I valori normali di CPK sono espressi in unità per litro U/L e variano a seconda delle metodiche utilizzate e della temperatura alla quale viene effettuato il dosaggio, per cui si preferisce indicare un valore di CPK alto in base a quante volte il valore osservato è superiore al limite massimo normale. I valori di CPK dovrebbero essere compresi:

  • nell’uomo adulto: tra le 52 e le 336 UI/L ;
  • nella donna adulta: tra le 38 e le 176 unità UI/L (mediamente sono il 50% del valore maschile.

Valori molto elevati di CPK possono indicare anche una attività sportiva intensa, ad esempio sollevamento pesi e CrossFit)

I neonati generalmente possiedono valori di CPK elevati che non devono preoccupare, legati probabilmente allo stress fisiologico che il bimbo affronta durante il parto. Alla nascita, un valore molto alto di CK (maggiore 180 U/L) potrebbe indicare distrofia muscolare congenita.

Valori di CPK elevati nei bambini può essere causato da una malattia muscolare, un trauma muscolare o una miosite (infiammazione muscolare infettiva). Valori elevati di CPK possono anche superare le 1000 U/L e non è insolito trovare anche valori oltre le 2500 U/L.

Per quel che riguarda le isoforme, i valori sono espressi in percentuale delle CPK totali:

  • la CK MM (quella importante ai fini della diagnosi di rabdomiolisi) è tra il 95 e il 100%;
  • la CK MB è inferiore al 3%;
  • la CK BB è tra lo 0 e l’1%.

La determinazione degli isoenzimi, di rilievo clinico notevole, si basa sulla quantificazione della CK MB che, permettendo di interpretare ulteriormente la causa principale dell’aumento della CK totale, rende possibile discriminare l’eziopatogenesi cardiaca da quella muscolare. Valori normali di CK MB sono inferiori alle 13 UI/L. Altri enzimi utilizzati per la diagnosi di infarto cardiaco sono LDH1 e le troponine cardiache.

E’ importante ricordare che trovare le CPK alte può indicare non solo rabdomiolisi, ma anche:

  • infarto miocardico acuto;
  • patologie tiroidee;
  • uso di statine;
  • squlibri ellettrolitici;
  • ipertermia maligna;
  • vari tipi di malattia neuromuscolare;
  • infarto polmonare;
  • convulsioni;
  • abuso di alcol;
  • ipokaliemia;
  • defibrillazione;
  • dermatomiosite;
  • delirium tremens;
  • distrofia muscolare;
  • trauma cranico;
  • ictus cerebrale;
  • shock elettrico;
  • intervento chirurgico recente.

Leggi anche: CPK in adulti e bambini: alto, basso, conseguenze, cure e rimedi naturali

Cure

Per curare questa patologia che colpisce i muscoli è necessario:

  • effettuare un’idratazione endovenosa con liquidi (per prevenire i danni che può causare la mioglobina ai reni);
  • effettuare l’emodialisi (consigliata solo nei casi più gravi);
  • assumere diuretici;
  • assumere molti liquidi.

Tempi di recupero

Se la malattia viene diagnosticata rapidamente, il paziente guarisce in circa una settimana/un mese; nei caso in cui ci sono complicanze ai reni è necessaria una tempistica più lunga.

Complicanze e conseguenze

Tra le complicazioni più diffuse vi sono il collasso renale e la perdita della funzione muscolare.

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