Radiografie, TAC, PET, scintigrafie provocano tumori e cancro?

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Una radiografia del torace

Le radiografie (RX) e la tomografia computerizzata (TC o TAC), per restituire l’immagine, al contrario di ecografia, risonanza magnetica ed endoscopia, usano i raggi X, che sono radiazioni ionizzanti, cioè effettivamente in grado di innescare le variazioni nel DNA cellulari che potrebbero condurre alla proliferazione cellulare incontrollata e quindi alla formazione di tumori. Per questo motivo nelle donne incinte, si usa sempre l’ecografia e mai radiografie o TAC, al fine di evitare l’esposizione del delicato feto a radiazioni ionizzanti. Ovviamente una sola radiografia o una sola TAC non determinano una esposizione alle radiazioni di per sé sufficiente a provocare un tumore né benigno che maligno (cancro), altrimenti avremmo una nuova neoplasia in ogni paziente che sottoponiamo ad esempio ad una semplice radiografia del torace, cioè una indagine eseguita svariate volte ogni giorno in tutti gli ospedali del mondo.

Nessun rischio?

Quanto detto non deve però darci l’illusione di poter usufruire di molte RX e TAC senza alcun rischio: una esposizione ripetuta a molte radiazioni ionizzanti in tempi molto brevi, potrebbe infatti determinare l’aumento del rischio di sviluppare un tumore. A tal proposito tutti i tecnici sanitari ed i medici (non solo radiologi) che hanno periodicamente a che fare con tale campo della diagnostica per immagini, usano appositi accorgimenti e protezioni. Per diminuire enormemente il rischio di cancro è importante quindi per i pazienti evitare di ripetere questo tipo di esami troppe volte in tempi ristretti, a meno che non sia estremamente necessario e non siano possibili alternative, come ad esempio una ecografia o una endoscopia.

Altre tecniche

Altre tecniche che, come radiografia e TAC, espongono il paziente a radiazioni ionizzanti, sono la MOC (mineralometria ossea computerizzata, usata nell’osteoporosi), la scintigrafia e la mammografia (usata nella diagnosi del tumore al seno). Per tutti questi strumenti diagnostici valgono le stesse accortezza già menzionate relativamente a radiografie e TAC.

Tecniche che NON espongono il paziente a radiazioni ionizzanti sono tutte le ecografie (anche quelle con colordoppler, come quelle cardiache o dei tronchi sovraortici), la PET (tomografia ad emissione di positroni), la SPECT (tomografia a emissione di fotone singolo) e l’endoscopia (come la gastroscopia, la colonscopia, la cistoscopia).

 

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