Osteoporosi: cos’è la Mineralometria Ossea Computerizzata (MOC), a cosa serve, come si interpretano i risultati?

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Estetico Medicina Estetica Roma MOC DEXA MINEROLOMETRIA OSSEA COMPUTERIZZATA DIAGNOSI HDRadiofrequenza Cavitazione Cellulite Pulsata Peeling Pressoterapia Linfodrenante Tecarterapia Dietologo DermatologiaL’osteoporosi è una condizione in cui il nostro scheletro è soggetto a perdita di massa ossea ed è causata da vari fattori che possono essere di tipo nutrizionale, metabolici o patologici. In seguito alla diminuzione di densità delle ossa ed alle modificazioni della loro microarchitettura, lo scheletro di un soggetto affetto da osteoporosi è soggetto ad un maggiore rischio di fratture. Quando si parla di osteoporosi non si può non parlare della MOC, che sta ad indicare “Mineralometria Ossea Computerizzata”, ecco oggi una serie di domande e risposte utili per chi deve sottoporsi a questo tipo di indagine.

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Che cos’è la Mineralometria Ossea Computerizzata (MOC)? La Mineralometria Ossea Computerizzata (MOC) è una tecnica diagnostica utilizzata per valutare la mineralizzazione delle ossa. Misurando la densità della massa ossea può rilevare un’eventuale degenerazione dell’osso.

A cosa serve la MOC? La MOC è la tecnica di riferimento per prevenire, diagnosticare e controllare l’evoluzione dell’osteoporosi. Può inoltre essere prescritta agli sportivi che hanno spesso a che fare con infortuni da stress che non hanno una causa chiara e nel caso in cui si sospetti una rarefazione dell’osso (anche nelle donne giovani con amenorrea o anoressia nervosa), una calcificazione anomala, una scoliosi dorso-lombare marcata, un’artrosi degenerativa della colonna o una frattura spontanea di una vertebra.

Come ci si prepara alla MOC? La MOC non richiede una particolare preparazione, se non assicurarsi di togliere prima dell’esame qualsiasi accessorio metallico, ad esempio i gioielli.

Quali pazienti possono sottoporsi alla MOC? L’esame può essere eseguito a qualsiasi età e non ha particolari controindicazioni, tranne la gravidanza.

Come si svolge la visita con MOC? Il paziente deve sdraiarsi sul lettino densitometrico appoggiando le gambe su di un apposito sostegno. Un apparecchio sopra al lettino emette i raggi X (o, nelle varianti più moderne, ultrasuoni), la cui capacità di penetrazione permette di misurare la densità ossea. L’esame dura al massimo 10 minuti e permette di ottenere risultati espressi in T- score o Z-score .

La MOC è dolorosa? La MOC non è invasiva ed è indolore.

La MOC è pericolosa? L’esposizione alle radiazioni è molto bassa: è stato calcolato che la dose di radiazione assorbita nel corso dell’esame è di circa 1/10 della dose di un rx torace standard.

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Come si interpretano i risultati della MOC? Il termine T-score indica la differenza, espressa in numero di deviazioni standard, tra il valore individuale che viene registrato e quello medio della popolazione sana di riferimento. Un T-score compreso fra +1 e -1 indica una mineralizzazione ossea nella norma. Lo Z-score segnala invece la differenza tra il valore osservato e quello di una popolazione sana di riferimento composta da soggetti dello stesso sesso e della stessa età dell’individuo in esame. Secondo l’Oms si parla di osteoporosi severa se il T-score è uguale o inferiore a -2,5.

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

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2 risposte a Osteoporosi: cos’è la Mineralometria Ossea Computerizzata (MOC), a cosa serve, come si interpretano i risultati?

  1. ninjalaspia ha detto:

    Finalmente qualcuno ne parla!
    L’esame dovrebbe essere consigliato a tutte le donne a partire dai 30 anni. Questo non lo dice mai nessuno ma è essenziale tenere sotto controllo le ossa soprattutto a partire dal periodo di loro massima densità, quindi attorno ai 30. Se solo qualcuno mi avesse detto di farla in tempi non sospetti, oggi non mi ritroverei con un T-score -3,4 alla spina dorsale e a 48 anni.
    Consiglio a tutte le donne di fare la MOC, è essenziale tanto quanto gli esami come il PapTest e la mammografia.
    Bisognerebbe divulgare di più questo tipo di diagnosi preventiva. Complimenti!

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