Postura sbagliata: come correggerla, specie seduti alla scrivania

MEDICINA ONLINE HIKIKOMORI DIPENDENZA INTERNET GIOVANI BAMBINI PC COMPUTER INTERNET WEB MASTURBAZIONE COMPULSIVASempre più spesso si sente parlare di bambini ed adulti che hanno una “postura sbagliata” o che devono correggere la “postura al lavoro”. È possibile modificare la propria postura? Ma la prima vera domanda che dobbiamo porci è:

Cosa si intende per postura?
Per postura si intende l’assetto corporeo delle varie articolazioni che compongono il corpo umano rispetto allo spazio che lo circonda e come questo si relaziona sotto l’effetto costante della forza di gravità.

Da cosa derivano le tensioni muscolari?
Espresso questo concetto è facile capire come ogni persona – dal bambino che porta uno zaino troppo pesante sulle spalle, fino all’operatore di videoterminale tutto il giorno seduto di fronte ad un pc – sia soggetta alle tensioni muscolari ed alle forze che agiscono sul corpo stesso da varie direzioni; la forza di gravità, infatti, è una costante che esercita la propria azione continuamente sulla Terra e che si riflette anche sull’atteggiamento muscolo-scheletrico delle persone che la abitano. Nel mio lavoro spesso mi trovo a trattare persone che si lamentano riguardo ad una “cattiva postura” e che vorrebbero migliorarla: questo desiderio è estremamente importante e valido, in quanto già lo stesso individuo è conscio di avere un assetto corporeo alterato e che necessita di un miglioramento.

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È possibile modificare la propria postura efficacemente?
Sì e no.

  • perché affidandosi ad un professionista esperto, capace innanzitutto di avere una visuale d’insieme del corpo umano e le cui competenze comprendono la rieducazione posturale Mezieres o Souchard, è possibile correggere nel tempo alcuni segmenti corporei che sono sovraccaricati e che spesso “danno problemi e dolore”.
  • perché l’uomo è un soggetto dinamico e il cui sistema muscolo-scheletrico ha la capacità di modificare la propria tensione attraverso alcune posture prolungate nel tempo e quindi è fattibile un assetto globale migliore.
  • No perché a volte è impossibile modificare completamente la postura di un individuo in quanto a volte è presente una degenerazione ossea/cartilagine/tendinea ormai prolungata nel tempo e non è più regredibile come condizione. Ad esempio, se mi si presenta un 70 enne con una storia di ernia cervicale è impensabile riposizionare quel segmento lesionato come quando aveva 15 anni (è altresì possibile invece migliorare tutto il compartimento muscolare e ridurre lo stress meccanico che agisce su quelle vertebre cervicali).
  • No se non si adotta un cambiamento nello stile e negli atteggiamenti del corpo durante l’arco della giornata: non ha senso rivolgersi ad un fisioterapista o ad un medico posturologo per un dolore di schiena lombare se poi ci si continua a sedere nella maniera errata e prolungata per diverse ore.

Quali sono le complicanze che possono portare ad un problema di postura?
Innanzitutto il concetto generale che è possibile esprimere è che se il carico agisce su una determinata articolazione in maniera errata, la cartilagine e i tessuti molli saranno soggetti ad una rapida degenerazione e poi successivamente si avrà la comparsa di dolori e problemi. Infatti in una prima istanza il corpo riesce a compensare alcuni dismorfismi adattandosi e generando una serie di cambiamenti per cercare di sopportare meglio quella “postura sbagliata”. Successivamente però la degenerazione arriva ad un punto in cui cominciano a comparire dolore, impotenza funzionale, scricchiolii e lesioni ai tessuti molli. Un esempio può essere quello della cervicale: se è presente un atteggiamento posturale di anteposizione del capo, troveremo quindi un tratto cervicale rettinealizzato con una facile comparsa di ernia cervicale, il cui quadro sintomatologico è composto da dolore, impotenza funzionale nel movimento sia del collo sia dell’arto superiore, problemi di sensibilità e riduzione di forza. Un altro esempio può essere quello della spalla: studi scientifici hanno dimostrato come la presenza di un aumento della curva cifotica della zona dorsale corrisponda ad un aumento dell’incidenza del dolore alla spalla e di deterioramento dei tendini della cuffia dei rotatori.

Quali sono i consigli per chi soffre di questi disturbi?
Il mio consiglio è quello innanzitutto di rivolgersi ad un fisioterapista o un medico posturologo esperto in terapia manuale e in rieducazione posturale, il quale saprà analizzare la vostra disposizione articolare e muscolare e saprà correggere attraverso sia esercizi, sia posture sia modifiche al vostro piano funzionale in modo da eliminare gli stress irritativi che causano una “cattiva postura”.

Consigli per chi è seduto spesso ad una scrivania, di fronte ad un pc:

  • Usare una sedia che si possa regolare facilmente, permettendo di modificare l’altezza, la posizione posteriore e l’inclinazione. Se necessario si possono usare cuscini piccoli o gonfiabili.
  • L’altezza della sedia va regolata in modo tale da utilizzare la tastiera del computer con i polsi; gli avambracci devono essere dritti e livellati con il pavimento. Ciò può aiutare a prevenire le lesioni da sforzo ripetitivo.
  • I gomiti vanno posizionati cosicché il braccio formi una ‘L’, mentre i braccioli – se presenti – vanno regolati per rilassare le spalle.
  • Le ginocchia devono trovarsi leggermente più basse rispetto ai fianchi.
  • Usare un poggiapiedi qualora non si possano facilmente appoggiare i piedi sul pavimento.
  • Lo schermo va posizionato all’altezza degli occhi e ad una lunghezza di distanza pari a un braccio. In caso di necessità, usare un supporto. Se il monitor, infatti, è troppo alto o basso, sarà necessario piegare il collo e ciò può essere molto scomodo.
  • La tastiera va posta di fronte all’utente durante la digitazione. Lasciare uno spazio di circa 10 – 15 centimetri nella parte anteriore della tastiera per appoggiare i polsi. Si può fare uso di un poggiapolsi per mantenere i polsi dritti.
  • Il mouse va posizionato il più vicino possibile all’utente e va poggiato su un tappetino così da mantenere il polso dritto evitando flessioni.
  • Evitare i riverberi sullo schermo. In tal caso, usare uno specchio di fronte allo schermo per individuare la causa. Inoltre, va regolata la luminosità e il contrasto dello schermo in relazione allo stato dell’illuminazione dell’ambiente di lavoro.
  • Posizionare gli oggetti più usati in modo tale che siano facilmente raggiungibili. Ciò serve per evitare frequenti torsioni.
  • Si usa spesso il telefono? Visto che tenere il telefono tra l’orecchio e la spalla può affaticare i muscoli del collo, meglio utilizzare un auricolare.
  • Fare delle pause regolari. Stare seduti nella stessa posizione, per lunghi periodi, è sconsigliato. Da qui la necessità di pause brevi ma frequenti per rilassare i muscoli: il consiglio è ‘staccare’ 5 minuti ogni 25 di lavoro e 15 minuti ogni 60. A pranzo o a cena, inoltre, bisogna stare lontani dal computer.

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