Spasmo in medicina: significato, esempi, cause, diagnosi, cure

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I crampi sono il risultato di uno spasmo muscolare

Con “spasmo” (in inglese “spasm) in medicina si indica genericamente una contrazione improvvisa e involontaria di uno muscolo o più muscoli, oppure di un organo cavo o di un orifizio, a volte accompagnata da dolore anche intenso, a volte accompagnata da un movimento visibile all’esterno del corpo. Uno spasmo, pur potendo essere la spia di una patologia, non è esso stesso una malattia né è necessariamente indice di malattia: spasmi benigni possono interessare la popolazione sana, ad esempio in caso di forte ansia, terrore o stress psico-fico prolungato. Anche il comune singhiozzo, ad esempio, è una forma di spasmo di tipo mioclonico che riguarda il muscolo diaframma. Gli spasmi fanno parte delle “discinesie“. Serie di spasmi o spasmi permanenti vengono chiamati spasmismo.

Esempi e cause

Uno spasmo può essere causato o favorito da varie condizioni e patologie e prendono nomi diversi in base alla struttura anatomica coinvolta nella contrazione, ad esempio:

Varie tipologie di spasmi possono presentarsi in molte condizioni e patologie, tra cui:

  • epilessia;
  • ansia cronica (mioclono psicogeno);
  • infezioni;
  • traumi cervicali;
  • mielopatie;
  • ictus cerebrale;
  • tumore cerebrale;
  • malattia di Lyme;
  • insufficienza renale;
  • insufficienza epatica;
  • sclerosi multipla;
  • radicolopatie;
  • neuropatia;
  • encefalite;
  • neuroborreliosi;
  • malattia di Parkinson;
  • malattia di Alzheimer;
  • sindrome di Isaacs (neuromiotonia acquisita);
  • sindrome dell’uomo rigido;
  • sindrome di astinenza da alcol;
  • tetania;
  • spasmofilia;
  • fibromialgia;
  • ipotiroidismo;
  • ipertiroidismo;
  • stress psico-fisico prolungato;
  • sforzi intensi;
  • assunzione di droghe;
  • avvelenamento da sostanze chimiche;
  • assunzione di alcuni farmaci;
  • disturbi elettrolitici;
  • ipossia o anossia cerebrale.

In alcuni casi lo spasmo può causare una “colica, cioè un dolore passeggero, acutissimo ed intermittente dovuto a contrazioni della muscolatura liscia in un particolare organo, che ha lo scopo di “spostare” qualcosa che ostruisce il normale transito in quell’organo. Coliche tipiche sono quelle biliari, quelle renali e quelle intestinali.

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Diagnosi

Le indagini utili per diagnosticare la causa a monte di uno spasmo, variano in base alla patologia o condizione che il medico arriva a sospettare tramite l’anamnesi (raccolta di tutti i dati relativi al paziente ed alla sua storia) e l’esame obiettivo (la visita vera e propria). In generale esami che potrebbero essere utili a diagnosticare la causa a monte degli spasmi, sono:

IMPORTANTE: non tutti gli esami elencati sono sempre necessari.

La diagnosi (e la cura) di una patologia che causa spasmi frequenti potrebbe richiedere l’intervento di varie figure professionali, tra cui neurologo, neurochirurgo, ortopedico, otorinolaringoiatra, posturologo, chirurgo vascolare; radiologo, ematologo, cardiologo, fisioterapista ed altre figure professionali.

Terapie

La terapia specifica per gli spasmi dipende soprattutto dalla causa a monte che lo genera, quindi può essere molto diversa: ad esempio può includere il semplice riposo in caso di spasmi da stress, terapie farmacologiche in caso di Parkinson o Alzheimer o trattamenti chirurgici in caso di tumori cerebrali o spinali. Se lo spasmo è rappresentato da un mioclono, la terapia sintomatica include il clonazepam, un farmaco tranquillante.

Consigli

Come avviene per la terapia, non esistono consigli validi in tutti i casi: a seconda del fattore che causa a monte gli spasmi, i consigli potrebbero variare. Parlando in generale, per diminuire il rischio di spasmi, potrebbe essere utile:

  • dormire la giusta quantità di ore la notte (almeno 7);
  • evitare la privazione prolungata del sonno;
  • curare la spondilosi cervicale e quella lombare;
  • curare l’ernia del disco;
  • evitare le carenze di zucchero, potassio e magnesio (ad esempio usando un integratore completo);
  • evitare lo stress psico-fisico cronico;
  • evitare eccessivi sforzi fisici improvvisi;
  • evitare l’ansia cronica;
  • evitare droghe e sostanze stimolanti;
  • evitare alcuni farmaci che hanno gli spasmi come effetto collaterale frequente;
  • evitare l’eccessivo consumo o sospensione improvvisa di caffeina e fumo di sigaretta;
  • mantenere i livelli di ormoni tiroidei a livelli ottimali;
  • evitare la vita sedentaria;
  • fare attività fisica regolare ed adeguata;
  • evitare allenamenti sportivi troppo intensi;
  • regolare accuratamente il ritmo sonno-veglia;
  • evitare posture scorrette;
  • evitare posture prolungate (ad esempio in piedi o seduti per lunghi periodi);
  • alimentarsi ed idratarsi in modo corretto.

Spasmi: quando preoccuparsi?

Un singolo episodio di uno o più spasmi che non si associa ad altri sintomi o segni e che magari si presenta dopo sforzi intensi o in un periodo particolarmente stressante (ad esempio lutti famigliari, difficoltà economiche, problemi a lavoro o nello studio, attività sportiva intensa), potrebbe essere del tutto benigno e non dovrebbe essere indice di patologia. Al contrario spasmi che si presentano frequentemente, più volte nella stessa giornata, in vari giorni di seguito, in momenti di riposo e calma psico-fisica, associandosi a segni e sintomi come ad esempio mal di testa, mancanza di forza, difficoltà motorie o deficit nella sensibilità, dovrebbero essere indagate da un medico dal momento che potrebbero essere spia di una patologia anche grave.

Prognosi

La prognosi di una patologia o condizione che causa spasmi è estremamente variabile, potendo essere fausta (ad esempio in caso di fibromialgia, lievi infezioni o stress psico-fisico, facilmente curabili) o infausta (ad esempio in caso di alcuni tumori, in alcuni casi non operabili o comunque possibile causa di danni irreversibili al sistema nervoso). E’ importante ricordare al lettore che uno spasmo in sé non è una patologia e, preso singolarmente, non è ovviamente pericoloso o mortale, tuttavia può – se ripetuto cronicamente – portare a un grave indebolimento dei muscoli o di altre strutture anatomiche e determinare un brusco calo della qualità della vita del paziente, potendo andare ad interferire anche nelle attività sociali, lavorative e sportive.

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