Puntura lombare: complicanze, risultati, è dolorosa, a che serve?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma DIFFERENZA TORACENTESI PARACENTESI RACHI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano PeneCon “puntura lombare” (chiamata anche “rachicentesi”) si indica una tecnica chirurgica diagnostica che viene condotta introducendo un ago sottile nella cisterna lombare. Attraverso questo ago si estrae il liquido cefalorachidiano (o liquor o fluido cerebrospinale) prodotto dai plessi corioidei, che scorre nel canale midollare della colonna vertebrale, negli spazi subaracnoidei e nei ventricoli cerebrali. Il fluido cerebrospinale può essere raccolto con maggiore sicurezza nella cisterna lombare, dove il midollo spinale termina nella cauda equina, subito al di sotto del livello della prima (L1) o seconda (L2) vertebra lombare. La cisterna lombare si estende poi nell’osso sacro.

Per approfondire: Sistema nervoso: com’è fatto, a che serve e come funziona

Perché si effettua una rachicentesi?

Dopo il prelievo del liquor, quest’ultimo viene inviato al laboratorio analisi in modo da essere analizzato, fatto che può aiutare il medico a capire la causa di una eventuale patologia che ha colpito il cervello, le meningi ed il midollo spinale, come ad esempio:

  • meningite;
  • encefalite;
  • meningoencefalite;
  • mielite;
  • sclerosi multipla;
  • tumori cerebrali;
  • idrocefalo (rilevazione della pressione del liquor);
  • patologie del circolo di liquor nei ventricoli cerebrali;
  • leucemie;
  • emorragie subaracnoidee;
  • varie malattie neurodegenerative.

Rachicentesi nelle emergenze

La rachicentesi può essere considerata urgente nel caso il sospetto clinico indirizzi verso una diagnosi di meningite/meningoencefalite, oppure di emorragia subaracnoidea con un primo riscontro di TAC negativa.

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Possibili complicanze di una rachicentesi

La rachicentesi è una procedura chirurgica semplice e – se eseguita da un medico esperto – a basso rischio, tuttavia può determinare alcune complicanze più o meno gravi che, nei casi peggiori, possono anche determinare il decesso del paziente.

Le complicanze lievi più frequenti di una puntura lombare sono:

  • dolore lombare: dopo la puntura lombare, il paziente avverte spessissimo una sgradevole sensazione dolorosa a livello lombare, in particolare in prossimità del punto d’iniezione. Il dolore tende a diminuire nelle ore successive alla rachicentesi e generalmente scompare del tutto nell’arco di due o tre giorni;
  • vomito e vertigini: durano generalmente pochi minuti e possono essere determinati anche dall’ansia che accompagna il paziente quando si deve sottoporre ad un esame considerato invasivo;
  • cefalea: circa la metà dei pazienti sviluppa mal di testa poco dopo il termine della procedura; la cefalea può protrarsi per poche ore o continuare per circa una settimana;
  • parestesie: il paziente può avvertire formicolio, intorpidimento e/o prurito in zarie zone del corpo. Tale alterazione della sensibilità è causata dall’accidentale contatto dell’ago con una radice del nervo spinale.

Le complicanze moderatamente gravi più frequenti di una puntura lombare sono:

  • reazione allergica: si può verificare una reazione allergica determinata dall’anestetico usato;
  • sanguinamento: si può verificare una emorragia in prossimità del sito d’iniezione;
  • infezione: si può verificare una infezione in prossimità del sito d’iniezione.

Le complicanze gravi più frequenti di una puntura lombare sono:

  • lesione di un nervo;
  • il prelievo del liquido cefalorachidiano determina una riduzione della pressione liquorale che può causare un’improvvisa discesa delle tonsille cerebellari del cervelletto, con possibile sofferenza bulbare, crisi toniche e decesso del paziente. Questa situazione drammatica si verifica soprattutto nei soggetti con tumore cerebrale.
  • circa un paziente su 100 può sviluppare una trombocitopenia (cioè una riduzione del numero di piastrine, necessaria alla coagulazione del sangue in caso di ferite) causata da un ematoma che preme sul midollo, sviluppatesi nel sito della puntura lombare.

La puntura lombare è dolorosa?

La rachicentesi, anche se effettuata da un medico esperto, è certamente abbastanza fastidiosa/dolorosa per il paziente, specialmente se il soggetto ha una bassa tolleranza al dolore o si approccia alla puntura lombare con ansia e paure. La buona notizia è che è un dolore che dura pochi istanti e, al termine dell’esame, tende a diminuire progressivamente. In particolare i pazienti tendono a riferire:

  • una sensazione di pressione nel punto in cui il medico inserirà l’ago;
  • un dolore simile ad una puntura che si limita alla zona lombare oppure si irradia dalla schiena verso una od entrambe le gambe.

Comunque vengono usati anestetici che riducono il dolore, anche se a loro volta potrebbero procurare una sorta di bruciore nella zona.

Interpretazione dei risultati

L’analisi del liquido cefalorachidiano fornisce informazioni essenziali per diagnosticare una lunga lista di malattie. Date alterazioni del liquor corrispondono infatti ad elevato rischio di infezioni, infiammazioni, tumore cerebrale o patologie del ricircolo del liquido all’interno dei ventricoli cerebrali. Il laboratorio controlla anche l’eventuale presenza di microorganismi patogeni, come virus e batteri.

Caratteristiche analizzate Liquor normale Liquor patologico
ASPETTO limpido giallastro/opaco: possibile infezione
PRESSIONE  10-18 cm H2O (8-15 mmHg): con paziente sdraiato su un fianco
20-30cm H2O (16-24 mmHg) con paziente seduto
8-10 cm H2O nei neonati
l’aumento pressorio può essere determinato da emorragia o tumore encefalico e condurre a idrocefalo e (nel neonato/lattante) macrocefalia
PROTEINORRACHIA (proteine nel liquor) 15-45 mg/dl >45 mg/dl indica infezione in corso
GLICORRACHIA (glucosio nel liquor) 60 mg/dl diminuzione di glucosio indica possibile infezione
CLORURORRACHIA (cloruri nel liquor) 700-750 mg/dl o 115-130 mEq/L  < 90 mEq/L indicano infezione
ELEMENTI CELLULARI (linfociti, istociti, monociti, polimorfonucleati) 2-5/mm3 nell’adulto

15-20/mm3 nel neonato

aumento dei linfociti indica infezione (ad esempio meningite)

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