Discinesia, ipocinesia, ipercinesia, acinesia: significato, esempi

MEDICINA ONLINE DOLORE ARTO BRACCO SINISTRO FORMICOLIO CIRCOLAZIONE CANCRO TUMORE ATTACCO CARDIACO CUORE GOMITO TENNISTA ICTUS INFARTO MIOCARDIO CANCRO TUMORE SENO MAMMELLACon “discinesia” (in inglese “dyskinesia”) in medicina si indica genericamente una alterazione del movimento. Tale termine assume quindi un significato molto diverso in base all’ambito in cui viene usato, ad esempio nella medicina interna si usa per indicare l’alterazione del movimento di alcuni organi o visceri cavi, a tal proposito avremo quindi una discinesia cardiaca o ventricolare (quando il movimento alterato è relativo al muscolo miocardico del cuore), una discinesia uterina, una discinesia della bocca, una discinesia biliare. In neurologia ed ortopedia il termine “discinesia” si usa per indicare anomalie del movimento dei muscoli volontari. In questo articolo ci occuperemo in particolare delle discinesie in ambito neurologico/ortopedico.

Le discinesie in ambito motorio (o “disordini del movimento“), in base ai sintomi e segni che determinano, possono essere distinte in:

  • ipocinesie: rigidità e movimenti difficili da iniziare e rallentati;
  • ipercinesie:movimenti involontari di vario tipo, spesso ripetuti con frequenze temporali ben definite.

Cause e fattori di rischio di ipercinesia

A volte le ipercinesie sono idiopatiche (non sono causate da alcuna patologia nota o in ogni caso non si riesce a fare una diagnosi precisa) e generalmente non sono indice di patologia; in alcuni casi tuttavia possono essere un campanello d’allarme “premonitore” che indica un danno a carico di uno o più componenti (corteccia cerebrale, gangli della base, midollo spinale, neurone, fibra nervosa, muscolo striato) del sistema che controlla la contrattilità di un gruppo muscolare. All’origine dell’anomalia motoria che provoca una ipercinesia, possono esservi:

  • malattie degenerative ereditarie o idiopatiche muscolari e/o nervose;
  • ictus cerebrale;
  • traumi;
  • danno traumatico al sistema nervoso centrale e/o periferico;
  • stress psico-fisico prolungato;
  • malnutrizione (carenza di vitamine e sali minerali);
  • utilizzo prolungato di farmaci, soprattutto neurolettici;
  • compressione o lesione del midollo spinale o delle radici dei nervi spinali;
  • infezioni del sistema nervoso centrale.

Tipi di ipercinesia

A seconda della natura e della sede del deficit, possono svilupparsi quadri clinici diversi e di diversa gravità:

  • spasmi: possono essere tonici (lunghi e intensi) o clonici (brevi e rapidi). I più comuni sono provocati dal tetano (caratteristico lo spasmo dei muscoli masseteri che provoca il trisma), dall’ipocalcemia, da incompleta rigenerazione di un nervo dopo paresi;
  • miocloni: sono brevi e involontarie contrazioni di un muscolo o di un gruppo di muscoli; nelle persone sane compaiono tipicamente nella fase di addormentamento ma possono anche essere segni di malattie degenerative;
  • fascicolazioni: contrazione spontanea, rapida e a intervalli regolari di una o più unità motorie, senza esito motorio. Le fascicolazioni sono visibili e avvertite dal soggetto come guizzi improvvisi di una parte di un qualunque muscolo. Compaiono nei soggetti sani ma anche in alcune malattie gravi;
  • miotonia: contrazione prolungata della muscolatura striata anche dopo la fine dello stimolo eccitatorio;
  • tremori: sono movimenti oscillatori provocati da contrazioni alternate di gruppi muscolari antagonisti. Fra i vari tipi di tremore vi è il tremore cerebellare (detto tremore intenzionale, perché è accentuato durante il movimento), il tremore essenziale (anch’esso assente a riposo), il tremore senile.
  • corea: caratterizzata da movimenti rapidi, irregolari e non finalizzati, che possono interessare pochi gruppi muscolari o l’intero organismo;
  • atetosi: caratterizzata da movimenti più lenti e continui, che interessano le estremità e sono di solito associati ad aumento del tono muscolare;
  • emiballismo: caratterizzato da violente contrazioni dei muscoli del tronco e delle radici degli arti, localizzati ad una metà del corpo;
  • crampi: contrazioni dolorose e involontarie di uno o più muscoli, frequenti nelle persone sane, specie negli sportivi, dovute a sforzo muscolare prolungato e/o a perdita di elettroliti;
  • distonia: difficoltà motoria caratterizzata da atteggiamenti posturali involontari; il paziente assume posizioni innaturali e le mantiene per tempi prolungati senza riuscire a modificarle oppure riuscendo a modificarle con difficoltà e molto lentamente;
  • sincinesia: disturbo in cui al movimento di una parte del corpo corrisponde il movimento indesiderato di un’altra parte;
  • tic nervoso: movimenti stereotipati compiuti dall’individuo indipendentemente dal suo controllo, spesso su base psicogena.

Cause e fattori di rischio di ipocinesia

L’ipocinesia è caratterizzata da riduzione o lentezza dei movimenti volontari del corpo. Possibili cause di ipocinesia, sono:

  • morbo di Parkinson;
  • traumi nervosi, in particolare quelli che determinano lesioni del globo pallido, del locus niger e del tegmento del mesencefalo;
  • idrocefalo;
  • encefalite
  • ictus cerebrale;
  • malattia di Creutzfeldt-Jakob;
  • malattia di Huntington;
  • malattia di Wilson;
  • ipoparatiroidismo;
  • tumori cerebrali;
  • lesioni ischemiche a livello dei gangli della base;
  • infezioni del sistema nervoso;
  • assunzione di farmaci che bloccano i recettori della dopamina (come fenotiazina, tioxantene, butirrofenoni e reserpina);
  • esposizione a sostanze tossiche (ad esempio intossicazione da monossido di carbonio)

Le patologie che determinano più frequentemente ipocinesia, sono comunque il morbo di Parkinson ed i parkinsonismi rappresentano la maggior parte dei disordini ipocinetici.

Acinesia

Con “acinesia” o “ipoacinesia” in medicina si indica genericamente una diminuzione notevole dei movimenti, di un muscolo o dell’intero corpo, arrivando spesso alla paralisi vera e propria. In genere “acinesia” è usata per indicare il più grave deficit di movimento (dal greco “a” – alfa privativo – e “cinesia”, cioè assenza di movimento), quindi “acinesia” indica una maggiore gravità rispetto all’ipocinesia (dal greco “ipo” e “cinesia”, cioè diminuzione di movimento). Tale termine assume un significato molto diverso in base all’ambito in cui viene usato, ad esempio:

  • in cardiologia acinesia indica all’assenza di motilità nelle pareti miocardiche colpite da infarto miocardico;
  • in farmacologia e anestesiologia acinesia può indicare l’effetto provocato dalla procaina iniettata per endovena;
  • in neurologia acinesia è usato per indicare un forte riduzione della mobilità autonoma che inizia dagli arti per poi estendersi a tutto il sistema motorio, generalmente usato riferendosi alla malattia di Parkinson;
  • in psichiatria l’acinesia indica una paralisi di tipo isterico.

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