Binge Drinking: quando l’alcol diventa la droga più pericolosa in assoluto

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Roma Medicina Chirurgia Estetica Rughe Filler Cavitazione Peso Dimagrire Pancia Grasso Dietologo Cellulite Senologo Pene HD Grasso Pancia Sex Sessuologo Auguri Buon Natale 2013 BINGE DRINKING ALCOL DROGASono i numeri che, più di ogni altra fonte di informazione, danno la dimensione reale di quanto sia estesa e preoccupante la diffusione dell’alcol nei giovani: quasi un milione di maschi tra gli undici e i venti anni e cinquecentomila ragazze nella medesima fascia di età sono a rischio per abuso di bevande alcoliche.

In una recente intervista il professor Emilio Fossati, primario del Dipartimento d’urgenza della Clinica Pediatrica De Marchi di Milano, afferma che c’è un pesante aumento di giovani dai dodici ai quattordici anni che abusano dell’alcol e arrivano al pronto soccorso in condizioni preoccupanti. Questi ragazzi praticano il binge drinking ovvero bevono cinque o sei drink alcolici (spesso vodka al limone) con lo scopo di “sballare” in poco tempo. Nel 2012 ci sono stati sessanta ricoveri al pronto soccorso della De Marchi e quest’anno si stanno raggiungendo i cento.

Una ricerca condotta dal professor David Nutt pubblicata nel 2010 sulla prestigiosa rivista The Lancet afferma che l’alcol è la droga più nociva per la società, più di eroina, cocaina e altri narcotici: solo che, a differenza di questi, non è proibita dalla legge in età maggiorenne. Chiunque si può fare un drink o quanti ne vuole senza conseguenze legali. Secondo il professor Nutt se è vero che l’alcol è solo al quarto posto come pericolosità per chi ne fa uso, venendo in questa graduatoria dopo eroina, crack e matamfetamine, è altrettanto vero che, sommando il danno che l’alcol fa all’individuo con il danno sociale, è proprio l’alcol che risulta la “droga” più pericolosa di tutte. 72 punti su 100 contro i 55 dell’eroina, i 54 del crack, i 27 della cocaina, i 24 dell’anfetamina i 20 della marijuana.

Molto spesso, afferma la primaria di neuropsichiatria infantile Antonella Costantino, dietro a queste ubriacature si nasconde un disagio psichico che va curato. L’alcol, dice, attira i giovani perché li fa sentire più disinibiti e brillanti. Costa poco, è facile da reperire e spesso viene consumato insieme ad altre sostanze stupefacenti.

Nonostante si conoscano bene i gravi danni che l’alcol provoca nei giovani e si sappia che quanto prima si comincia a bere, tanto più facilmente si diventa schiavi della dipendenza con difficoltà sempre maggiori ad uscirne, si fa ben poco per combattere questa piaga che danneggia in modo a volte irreparabile il corpo e la mente dei nostri figli e nipoti. Non solo, a differenza di quanto avviene per le sigarette, sulle bottiglie di birra o di altre sostanze alcoliche non c’è scritto che l’alcol danneggia gravemente la salute, ma addirittura in Italia ci sono tremila ore di pubblicità televisiva sull’alcol. E le icone di questa pubblicità sono sempre personaggi belli, ricchi, forti e vincenti come se dovessero all’alcol il loro successo. C’è solo da vergognarsi e da augurarsi che i giovani non si lascino ingannare da questa pubblicità che gioca sulla loro pelle.

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