Alcolismo: test, cause, sintomi, definizione, effetti, danni, quando preoccuparsi

MEDICINA ONLINE ALCOL ALCOOL ALCOLICI BIRRA VINO VODKA ETILICO METABOLISMO ETANOLO DROGA DIPENDENZA ALCOLISTA BERE TOSSICODIPENDENZA AIUTO ANONIMI SUPERALCOLICI RUM COCKTAIL CONSIGLI MARITO FEGATO CIRROSI EPATICACon “alcolismo” o “dipendenza da alcol” in medicina si indica una sindrome patologica cronica, recidivante, potenzialmente mortale ma curabile caratterizzata dalla dipendenza dal consumo compulsivo di bevande alcoliche, a scapito delle relazioni sociali del bevitore, della sua posizione sociale e della sua salute. Nel DSM-5 (il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, pubblicato nel 2014) l’alcolismo è descritto come “uso problematico di alcol”. Nel 1979, un comitato dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha consigliato l’abbandono dell’uso del termine “alcolismo” come entità diagnostica, preferendo la categoria di “sindrome da dipendenza da alcool“. Spesso sottovalutato, ricordiamo che l’alcol è pericoloso per la salute dell’organismo e non a caso è stato inserito al quarto posto nella classifica Lancet della pericolosità delle droghe, prima di anfetamine, LSD ed ecstasy. I rischi maggiori per un alcolista sono il coma etilico (anche mortale), la malnutrizione per difetto, gli incidenti mortali ed i reati commessi sotto l’influsso dell’alcol. La speranza di vita media di un alcolista è di 12 anni minore rispetto alla media della popolazione generale. Nel 2010 le persone affette da alcolismo nel mondo erano circa 208 milioni (il 4,1% della popolazione mondiale oltre i 15 anni), dato in aumento. Una volta riguardante la fascia di età tra i 40 ed i 60 anni, negli ultimi anni il problema interessa sempre di più i giovani (alcolismo giovanile): quasi un quinto degli accessi al Pronto Soccorso per questo motivo, sono da parte di minori di 14 anni. L’alcolismo è oggi più comune nei maschi e nei giovani adulti (anche se negli ultimi decenni la percentuale di alcolisti di sesso femminile è aumentata e i danni dell’alcol sono relativamente più gravi nelle donne) ed è considerato uno dei problemi sanitari e sociali più rilevanti.

Caratteristiche dell’alcolista

Il bevitore alcolista ha la principale caratteristica di mancare della capacità di astenersi dal consumare alcolici. Chi soffre di alcolismo ha perso il controllo sulla sua abitudine al bere, sviluppando dipendenza. L’alcolista tende a bere frequentemente grandi quantità di alcolici, perdendo la possibilità di bere in maniera moderata. L’alcolista – come tutti i tossicodipendenti – è caratterizzato da tolleranza, cioè ha bisogno di sempre maggiori dosi di alcolico per raggiungere gli stessi effetti, inoltre se non beve con una certa regolarità avverte i fastidiosi sintomi del craving, cioè di astinenza.

Luoghi comuni sull’alcol

La dipendenza dall’alcol è un problema quasi sempre sottovalutato, poiché bere alcolici è visto come un gesto socialmente accettabile al contrario di altre tossicodipendenze, come quella da eroina. La maggior parte delle persone infatti non è a conoscenza dei potenziali danni legati all’alcolismo. Alcuni dei principali luoghi comuni che contribuiscono a sminuire la pericolosità degli alcolici, sono:

  • l’alcol non determina dipendenza;
  • l’alcol è una sostanza stimolante (nella realtà l’alcol stimola e deprime allo stesso tempo il sistema nervoso centrale);
  • l’alcol aiuta le persone a dormire più profondamente (nella realtà l’alcol influenza negativamente la qualità del sonno e ci si sveglia meno riposati);
  • bere caffè fa passare l’intossicazione da alcol (nella realtà il caffè non influenza i livelli di intossicazione, anzi le bevande nervine come il caffè, il tè e la coca cola possono favorire la secrezione di succhi gastrici, irritare la mucosa dello stomaco e aumentare la diuresi aggravando la già grave disidratazione tipica dell’ubriacatura);
  • le persone con grande forza di volontà non corrono il rischio di sviluppare alcolismo;
  • i danni al fegato e cervello compaiono solo dopo vari decenni di abuso di alcol;
  • l’astinenza da eroina è più pericolosa di quella da alcol (nella realtà è vero il contrario, l’astinenza da alcol è potenzialmente più letale di quella da oppiacei).

Cause

L’alcolismo è determinato da svariati fattori che agiscono in sinergia ed includono fattori

  • genetici;
  • ambientali;
  • economici;
  • famigliari;
  • psicologici;
  • psichiatrici.

Alcolismo, genetica e familiarità

Uno degli aspetti poco conosciuti legati alla dipendenza alcolica è la familiarità; numerosi casi infatti evidenziano una predisposizione genetica a sviluppare alcolismo. Studi condotti su figli di alcolisti infatti hanno mostrato che le probabilità di sviluppare una dipendenza in questi soggetti è maggiore del 30% rispetto alla popolazione generale. Il lettore potrebbe pensare che il figlio di un alcolista abbia più possibilità di diventarlo a sua volta “imitando” il comportamento dei genitori, ed in parte è così, ma studi più approfonditi hanno dimostrato che figli di alcolisti adottati da genitori NON alcolisti, hanno comunque mostrato maggiori probabilità di sviluppare alcolismo, indicando una probabilissima predisposizione genetica allo sviluppo di una dipendenza da alcol. Ovviamente la predisposizione genica non significa necessariamente alcolismo: figli di alcolisti non necessariamente diventano alcolisti.

Leggi anche:

Genetica ed età

Non solo la genetica è alla base dell’alcolismo: vari studi hanno inoltre evidenziato come l’abuso di alcol in età precoce possa facilitare l’espressione di geni che aumentano il rischio di sviluppare l’alcolismo, il che significa che una certa predisposizione genica ha più possibilità di evolvere in vero alcolismo, se il soggetto abusa di alcol da giovane. Inoltre è stato osservato che l’abuso di alcol in adolescenza potrebbe facilitare lo sviluppo di una dipendenza a causa della degenerazione o dello scorretto sviluppo della corteccia cerebrale del lobo frontale (sindrome frontale ed ipofrontalità): tale degenerazione porterebbe a sviluppare comportamenti impulsivi, facilitando così le condotte di abuso non solo di alcol ma anche di altre dipendenze, come quelle da nicotina, da eroina e da cocaina.

Alcolismo e cause ambientali

In contesti dove esistono pressioni sociali (ad esempio il gruppo dei pari o i mass media) che invogliano all’utilizzo di alcolici, è più facile che le persone siano alcoliste, indicando una certa influenza ambientale nello sviluppo di questa dipendenza. Inoltre vivere all’interno di famiglie problematiche, dove uno o entrambi i genitori è alcolista, facilità lo sviluppo di comportamenti di abuso nei figli adolescenti.

Alcolismo e cause psicologiche

L’alcol, per le sue proprietà rilassanti, spesso viene utilizzato come “terapia impropria” da coloro che soffrono di stress, ansia, depressione o anche patologie psichiatriche più gravi come il DOC, la schizofrenia e il disturbo bipolare. Anche essere stati vittime di traumi nell’infanzia, ad esempio violenza o abuso sessuale da parte dei genitori, è un fattore di rischio per la dipendenza alcolica. In questi casi quindi l’alcol può essere ricercato come sistema per ridurre sintomi psicologici negativi come l’ansia, i “brutti ricordi” o i pensieri suicidari.

Riconoscere i sintomi di alcolismo

Come capire se una persona è alcolista? Nella nuova versione del DSM-5 sono elencati una serie di sintomi necessari per poter diagnosticare un “disturbo da uso di alcol”. In generale si definisce l’alcolismo come un insieme di comportamenti problematici correlati all’alcol, che portano grave disagio e compromissione della sfera relazionale, sociale e personale dell‘individuo. Per poter fare diagnosi di alcolismo, secondo il DSM-5, è necessario che il soggetto soffra di almeno due dei seguenti sintomi per un periodo di almeno 12 mesi:

  • assunzione di alcol in quantità superiori o per periodi più lunghi rispetto alle intenzioni del soggetto;
  • desiderio costante di assumere alcolici o fallimenti nel tentativo di ridurre l’assunzione di alcol;
  • gran parte del tempo della giornata è impiegato nel bere, nel recuperare alcolici o nel gestire i sintomi da intossicazione (effetti post-sbornia);
  • il soggetto sente un impellente e incontrollabile bisogno di bere (craving);
  • l’uso di alcol comporta fallimenti nell’adempimento delle proprie responsabilità a casa, al lavoro o a scuola;
  • mantiene l’uso di alcol nonostante questo sia causa di ricorrenti problemi sociali;
  • importanti attività vengono abbandonate per lasciare spazio all’uso di alcolici;
  • l’alcol è utilizzato in situazioni in cui è fisicamente pericoloso farlo;
  • utilizzo continuativo di alcol anche dopo la comparsa di problemi psicologicio  sociali attribuibili all’abuso alcolico;
  • sviluppo della tolleranza verso l’alcol manifestata con aumento significativo della quantità di alcol necessaria a soddisfare il bisogno alcolico;
  • presenza di sintomi astinenziali o comportamenti atti a non provare sintomi astinenziale.

Quando preoccuparsi?

In presenza anche solo di alcuni dei sintomi prima elencati, si deve sospettare un problema di alcolismo: in questo caso è necessario IMMEDIATAMENTE l’intervento medico, evitando di sottovalutare la questione, specie se riguarda voi stessi.

Effetti e danni cronici causati dall’abuso di alcolici

Chi è affetto da alcolismo sviluppa, nel tempo, una serie di gravi sintomi fisici e psicologici oltre a danni nella sfera sociale. I danni fisici più rilevanti colpiscono in particolare il cervello e il fegato, anche se in generale tutti gli organi possono essere danneggiati dall’alcol. In particolare in gravidanza l’abuso alcolico può danneggiare enormemente lo sviluppo del feto. Da un punto di vista psicologico, chi soffre di alcolismo può manifestare alterazioni della personalità e sviluppo di aggressività. Inoltre può evidenziarsi un deterioramento nelle capacità cognitive (memoria, attenzione, concentrazione, astrazione etc.). Infine l’alcolismo infatti provoca numerosi danni alla vita relazionale, familiare e lavorativa dell’individuo, con maggior rischio di litigi, perdita del lavoro, separazioni, divorzio e povertà.
Chi abusa di alcol è più predisposto a sviluppare infortuni, specie incidenti stradali ed infortuni sul lavoro anche mortali, a vivere relazioni conflittuali in famiglia e manifesta con più facilità episodi di violenza domestica.
All’abuso di alcol sono inoltre associati numerosi comportamenti antisociali. Il 40-50% degli omicidi è associato ad un abuso alcolico, il 40% delle aggressioni e il 50% degli stupri. Inoltre la speranza di vita media di chi ha una dipendenza da alcol è di 12 anni minore rispetto alla media della popolazione generale. L’alcolista tende infine a spendere molti soldi in alcolici, fatto che impoverisce la sua famiglia ed in alcuni casi lo spinge a compiere reati per ottenere il denaro necessario per bere.
I danni fisici, oltre ai già citati danni al fegato che possono portare a cirrosi o neoplasie epatiche, portano ad aumentare il rischio di sviluppare altre patologie tra cui diabete, ictus e disturbi cardiovascolari. Sono frequenti problematiche internistiche come gastrite, esofagite, pancreatite e deficit vitaminici.

Effetti dell’alcol sul cervello

Gli effetti dell’alcol sul cervello sono molteplici. A basse dosi attiva aree del piacere deputate al rilascio di endorfine. Con l’aumentare delle dosi invece l’alcol ha un effetto depressogeno del SNC (Sistema Nervoso Centrale). In particolare inibisce la funzione di uno dei neurotrasmettitori eccitatori, il glutammato, rallentando così l’attività cerebrale. Gli effetti principali di questa inibizione sono i deficit di apprendimento, le alterate capacità di giudizio e l’abbassamento  dei livelli di autocontrollo. E’ a causa di questi effetti che spesso, chi è intossicato dall’alcol, non riesce a valutare correttamente la propria capacità di guidare un automobile in sicurezza. Non è un mistero infatti che numerosi incidenti stradali siano correlati all’abuso alcolico.

Alcolismo e fegato

L’abuso cronico di alcol nel tempo può portare, come già anticipato, a numerosi danni fisici. L’alcol infatti viene metabolizzato per il 90-95% a livello epatico (il resto viene espulso dal corpo tramite saliva, urina e sudorazione), l’abuso cronico può portare ad un super lavoro per il fegato che nel tempo sviluppa danni irreversibili. La cirrosi epatica è una di queste conseguenze. Una larga percentuale di morti legate all’abuso di alcol è infatti collegata allo sviluppo di questo grave disturbo epatico. Alla cirrosi è legata anche l’ipertensione portale e il vomitare sangue a causa della rottura delle varici esofagee.

Per approfondire:

Alcol, obesità e malnutrizione

Uno dei problemi più gravi legati all’alcolismo è che le bevande alcoliche apportano molte calorie e ciò determina il paradosso di due problematiche fondamentali:

  • malnutrizione per eccesso: il soggetto tende a sovrappeso e obesità, che sono a loro volta il fattore di rischio virtualmente di qualsiasi patologia esistente, a partire da diabete, ipertensione arteriosa, ictus cerebrale ed infarto del miocardio;
  • malnutrizione per difetto: il soggetto ottiene parte del suo fabbisogno calorico giornaliero grazie all’alcol, quindi tende ad avere meno appetito (anoressia) e mangiare meno: ciò cronicamente porta a malnutrizione per difetto, la quale ha effetti negativi sull’intero organismo.

Per approfondire, leggi anche: Malnutrizione per difetto o eccesso: definizione, sintomi, significato

Alcolismo e danni neuro-psicologici

Oltre ai danni fisici legati all’abuso cronico di alcol non sono da sottovalutare i danni psicologici. In genere l’abuso di alcol porta ad una progressiva perdita delle capacità di giudizio e ad un progressivo deterioramento della personalità. Chi abusa di alcol tende a fuggire gradualmente dalle responsabilità, a non curare più la propria persona entrando in un circolo di autodistruzione. I danni cerebrali compaiono nel medio lungo periodo, manifestandosi con danni ai processi cerebrali legati all’attenzione e alla concentrazione, danni alla memoria a breve termine e problemi legati alla capacità di problem solving. Questi danni si evidenziano anche con alterazioni organiche osservabili attraverso tecniche di neuroimaging. I danni prodotti dall’alcol sul cervello sembrano parzialmente reversibili in taluni casi, anche se spesso il danno organico rimane permanente.

Leggi anche:

Alcolismo e patologie psichiatriche

L’alcolismo può anche essere causa di gravi problemi psichiatrici. Si possono evidenziare, in soggetti con forte abuso di alcol, la presenza di sintomi psicotici come deliri e allucinazioni. Se non direttamente collegate ad una patologia psichiatrica, in genere queste manifestazioni tendono a scemare con la fine dello stato di intossicazione. E’ però da sottolineare come un abuso alcolico possa peggiorare disturbi psichiatrici già presenti (ad esempio depressione, disturbo bipolare o schizofrenia), oppure slantentizzare disturbi fino ad allora non manifestatisi nell’individuo.

Delirium tremens e alcolismo

Il delirium tremens, detto anche delirium da astinenza da alcol, è la reazione da astinenza dovuta alla brusca interruzione del consumo alcolico da parte di un paziente con grave dipendenza da alcol. E’ una forma molto pericolosa che va trattata in contesto ospedaliero. I sintomi del delirium tremens sono:

  • disorientamento spazio-temporale;
  • allucinazioni visive (in particolare di piccoli animaletti) chiamate microzoopsie;
  • paura intensa legata alle allucinazioni visive;
  • estrema suggestionabilità;
  • tremore marcato nella mani, nella lingua e nelle labbra;
  • febbre;
  • sudorazione;
  • alterazioni del battito cardiaco.

Il delirium tremens è una condizione potenzialmente letale, è stimato che tra il 5 e il 25% di pazienti affetti da delirium tremens muoia a causa di complicazioni. Per questo la sindrome astinenziale da alcol richiede un intervento medico immediato.

Per approfondire: Delirium tremens; cause, sintomi, allucinazioni, terapia, morte

Sindrome di Korsakov 

Un’altra patologia molto grave, alcol correlata, è la psicosi o sindrome di Korsakov. Oggi chiamata “disturbo anamnestico da alcol”, è uno dei disturbi più gravi alcol-correlati. Descritta per la prima volta dallo psichiatra russo Korsakov nel 1887 si manifesta con gravissimi danni alla memoria in particolare legata ai ricordi recenti. Spesso questi deficit si accompagnano a creazione di ricordi fantastici e totalmente slegati dalla realtà (confabulazioni) nati dal tentativo di riempire i vuoti di memoria. Questi pazienti possono dimenticare volti, nomi, situazioni che hanno conosciuto qualche minuto prima. Il disturbo della memoria viene sempre più colmato da confabulazioni tanto che il paziente può sembrare delirante e confuso. Questi pazienti mostrano inoltre deficit nella pianificazione di attività strutturate, declino intellettivo, deficit emotivi e lesioni corticali. I sintomi della psicosi di Korsakov sono legati alla malnutrizione in particolare alla carenza di vitamina B. Se diagnosticata per tempo i danni possono essere reversibili, altrimenti il danno cerebrale diventa irreversibile.

Per approfondire: Sindrome di Korsakoff e alcol: cause, sintomi, amnesia e cura

Terapia 

Di fronte ad un problema di alcolismo, oltre a ciò che può essere fatto a livello medico internistico, la principale strategia è quella di smettere di bere immediatamente. L’astensione totale, quando ci si trova di fronte ad un problema di abuso alcolico, è la principale strategia per poter affrontare un percorso di recupero sia fisico che psicologico.Per questo, molto spesso, il primo periodo di disuassefazione deve essere condotto in strutture ospedaliere. All’interno degli ospedali specializzati infatti, il paziente alcolista viene inibito nel bere alcolici ma viene anche controllato in modo da non sviluppare sintomi astinenziali come quelli del delirium tremens. Fondamentale per il paziente alcolista, per iniziare un percorso di cura, è quello di accettare l’alcolismo come un problema che non può più gestire da solo. Molti pazienti infatti non hanno consapevolezza di avere un problema di alcolismo e non accettano di considerare la loro una malattia. Statisticamente solamente un alcolista su tre inizia un percorso di disassuefazione e di terapia. La terapia necessaria per affrontare l’alcolismo è una terapia multidisciplinare. Infatti devono essere trattate le problematiche mediche, internistiche ma anche psicologiche e motivazionali che spesso mantengono il disturbo. Smettere di bere non si risolve infatti con la disuassefazione. E’ necessario lavorare sulla prevenzione alle ricadute e affrontare i problemi psicologi correlati all’abuso alcolico, altrimenti il periodo di astinenza può risultare inutile.

Terapie farmacologiche

Esistono terapie farmacologiche che possono aiutare un alcolista a smettere di bere. Tra queste uno dei farmaci più conosciuti è il disulfiram(Antabuse). Il disulfiram è un farmaco che agisce inibendo il metabolismo dell’alcol. Assumendo disulfiram e bevendo alcolici il soggetto ha una serie di sintomi fisici particolarmente sgradevoli. Questa terapia è usata come deterrente per aiutare i pazienti a mantenere l’astinenza totale da alcolici. Un altro farmaco utilizzato è il naltrexone, utilizzato per ridurre il desiderio di alcol bloccando gli effetti piacevoli che esso produce.
Esistono poi farmaci per la gestione dell’astinenza da alcol. Come abbiamo precedentemente ricordato, l’astinenza da alcol è una condizione medica particolarmente grave che può portare fino al decesso. Per questo, in caso di astinenza, è consigliabile il ricovero in strutture ospedaliere dove poter gestire farmacologicamente la sospensione da alcol. I farmaci utilizzati come terapia nell’astinenza in genere sono benzodiazepine a lunga emitiva (come il diazepam) che riducono la gravità dei sintomi astinenziali e consentono una graduale disuassefazione. Esistono altri farmaci più specifici, come ad esempio l’alcover, utilizzati esclusivamente per il trattamento dell’astinenza. E’ comunque essenziale che qualsiasi terapia sia somministrata e controllata da un medico specialista.

Terapie psicologiche per l’alcolismo

Una volta che la fase acuta è terminata è importante passare alla riabilitazione il prima possibile. Ossia iniziare un percorso di cure psicologiche per lavorare sul disturbo da dipendenza e su tutti gli aspetti (emotivi, cognitivi e affettivi) che mantengono il disturbo. Nello specifico, nel trattamento dell’alcolismo, pur se la psicoterapia individuale ha mostrato buoni risultati di efficacia, la terapia maggiormente consigliata è la terapia di gruppo. La terapia di gruppo ha dimostrato di essere efficace in numerosi studi controllati. Tra le terapie utilizzate ricordiamo l’ACT (l’Acceptance and Commitment Therapy) una delle terapie comportamentali di terza generazione e la terapia cognitivo-comportamentale adattata da Marlattalle dipendenze patologiche. Ricordiamo infine il colloquio motivazionaledi Miller e Rollnick e l’approccio utilizzato dagli Alcolisti Anonimi chiamato “i 12 passi“.

Per approfondire, leggi la nostra guida completa: Dipendenza da alcol: come fare per smettere di bere alcolici e superalcolici

Test

Il test AUDIT (Alcohol Use Disorders Identification Test) è un metodo di autovalutazione pratico e rapido per l’individuazione del bere problematico che considera la quantità e la frequenza dei consumi e quindi consente di identificare il bere a rischio, quello eccessivo e la dipendenza da alcol. Potete svolgere il questionario al seguente link: Test AUDIT: questionario per individuare i problemi di alcolismo

Leggi anche:

Lo Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Dietologia, nutrizione e apparato digerente, Farmaci, terapie e sostanze d'abuso e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.