La mappa degli obiettori di coscienza in Italia

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo MAPPA OBIETTORI COSCIENZA IN ITALIA Dieta Chirurgia Estetica Roma Cavitazione Pressoterapia Grasso Massaggio Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Peso Sessuologia Pene Sex Laser Filler Rughe BotulinoLa storia di Valentina Magnanti e del suo tragico aborto, rivelata alcuni giorni fa, ha riacceso da giorni la discussione sull’assistenza medica in caso di interruzioni di gravidanza e soprattutto sulle condizioni disagiate in cui le donne italiane si ritrovano spesso ad abortire. Nonostante la diretta interessata abbia poi scritto una lettera aperta alla stampa italiana per chiedere che si parlasse approfonditamente del vero nòcciolo della questione, ovvero la controversa legge 40 sulla fecondazione, piuttosto che del suo aborto, il principale punto di discussione resta sempre quello: le interruzioni di gravidanza in Italia, disciplinate dalla legge 194, e come nel nostro Paese sia sempre più alto il numero di medici che decida di appellarsi alla cosiddetta “obiezione di coscienza”.

La mappa delle percentuali dei medici obiettori per regione

Il settimanale Internazionale è andato ad indagare nello specifico quali siano le reali percentuali dei medici obiettori di coscienza in Italia, suddividendoli per regione e per province: il risultato è la mappa che vedete in alto in questa pagina. Come potete notare, dai dati raccolti risulta che la maggioranza delle obiezioni avviene negli ospedali del Sud, con un record in Molise dove si arriva all’85,7 per cento, seguito da Basilicata, Campania e Sicilia.
Al Nord la situazione non è comunque molto diversa: la provincia di Bolzano, della regione Trentino Alto Adige, è in cima con l’81,3 per cento di obiezioni, seguita dal Veneto. In linea generale, è interessante notare come in tutta Italia la percentuale non scenda mai sotto la soglia del 50 per cento, con l’eccezione di una sola regione: la Valle D’Aosta, dove la percentuale degli obiettori di coscienza si ferma al 16,7 per cento.

Italia bocciata dal Consiglio d’Europa

Il tutto mentre il Consiglio d’Europa, dopo il reclamo presentato dall’International Parenthood Federation European Network (IPPFEN), ha bocciato l’Italia in materia di aborto e diritti sociali, tra cui quello alla salute: nella relazione del Comitato per i diritti sociali è stato sottolineato proprio che:

A causa dell’elevato e crescente numero di medici obiettori di coscienza, l’Italia viola i diritti delle donne che, alle condizioni prescritte dalla legge 194 del 1978, intendono interrompere la gravidanza. I tempi di attesa sono lunghissimi e a volte il personale obiettore di coscienza si rifiuta di provvedere alle cure necessarie prima e dopo l’aborto. Inoltre, in alcune zone, c’è uno squilibrio tra la necessità di portare a termine la gravidanza e il numero di non obiettori disponibili e competenti: questo significa che, anche se la legge italiana dovrebbe garantire l’accesso alle cure riproduttive per tutti, le donne non hanno garanzia di poter abortire liberamente in tutte le parti d’Italia.

Dott. Emilio Alessio Loiacono

Se ti è piaciuto questo articolo, condividilo su Facebook o su Twitter: basta premere il bottone apposito proprio qui sotto! Per restare sempre aggiornato sugli ultimi articoli, metti “Mi Piace” alla mia pagina Facebook! Se vuoi aggiungermi su Facebook, questo è il mio account! Grazie!

FONTE

Questa voce è stata pubblicata in Gravidanza e maternità, La medicina per tutti e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.