Aborto volontario: decide la madre, il padre o entrambi? E se la donna è minorenne?

MEDICINA ONLINE TRISTE EX RAGAZZA RAGAZZO FIDANZATA FIDANZATO GELOSIA LITIGIO MARITO MOGLIE MATRIMONIO COPPIA DIVORZIO SEPARATI SEPARAZIONE AMORE CUORE FIDUCIA UOMO DONNA ABBRACCIO LOVE DIVORZIO DIVORCE SAD COUPLE WALLPAPERSebbene l’embrione sia oggettivamente il frutto biologico dell’unione dei gameti provenienti sia dal padre (spermatozoo) che della madre (ovocellula), in base alla legge italiana sull’aborto si conferisce potere decisionale solamente alla donna, nonostante l’eventuale parere discordante del partner.

Semplificando: in caso di gravidanza, qualora la donna voglia praticare un aborto volontario (cioè quello che si può effettuare entro i primi 90 giorni di gravidanza), ella può praticare in ogni caso l’aborto, anche se il marito o il compagno (o comunque il padre biologico) sia in disaccordo e voglia impedire l’aborto.

Dal punto di vista legale, quindi, è la donna che decide di abortire e NON l’uomo. L’uomo non può impedire un aborto volontario, se voluto dalla donna.

Ciò è valido per le donne maggiorenni, dal momento che in caso di donna minorenne (al di sotto dei 18 anni di età), potrebbe essere – in alcuni casi – un uomo a decidere per lei, in particolare suo padre o il suo tutore legale. Anche qualora la donna sia maggiorenne e l’uomo ad averla messa incinta sia maggiorenne, la scelta non è comunque di quest’ultimo, bensì del genitore o tutore legale della minorenne.

In altre parole, il padre biologico non può mai decidere per praticare o non praticare un aborto alla donna, perché

  • se la donna è maggiorenne, decide lei;
  • se la donna è minorenne, decidono i suoi genitori o i suoi tutori legali (o un giudice, in alcuni casi).

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