Differenza tra aborto spontaneo, parto prematuro e “nato morto”

MEDICINA ONLINE GRAVIDANZA INCINTA DIARREA FECI LIQUIDE FETO PARTO CESAREO DIETA FIBRA GRASSI ZUCCHERI PROTEINE GONFIORE ADDOMINALE MANGIARE CIBO PRANZO DIMAGRIRE PANCIA PESO INTESTINOL’aborto è l’interruzione della gravidanza, con la rimozione del feto o dell’embrione dall’utero. L’aborto si distingue in:

  • aborto spontaneo: si verifica quando l’interruzione della gravidanza non dipende dalla volontà della gestante ma è accidentale ed incolpevole: ad esempio, molto frequente è l’aborto nei primi tre mesi di gravidanza per l’insorgere di complicazioni di varia natura;
  • aborto provocato (o “aborto indotto”): si ha quando l’interruzione della gravidanza non avviene in modo spontaneo, bensì appunto indotto.

L’aborto spontaneo, noto anche come perdita della gravidanza, è la morte naturale di un embrione o del feto prima che esso sia in grado di sopravvivere in maniera indipendente, ovvero entro la 22ª settimana di gestazione. Un aborto spontaneo che si verifichi dopo questo limite temporale, prende il nome di “morte intrauterina fetale“. Si parla di aborto sporadico nel caso in cui sia presente un solo episodio abortivo nel corso della vita riproduttiva di una donna, mentre si parla di aborto ripetuto nel caso di 2 aborti e di aborto ricorrente nel caso di 3 o più aborti.

Quando il feto muore nell’utero, si parla di “morte endouterina fetale“. Una gravidanza che termina prima della 37ª settimane di gestazione con la nascita di un bambino vivo è conosciuto come un “parto prematuro” o “nascita pretermine”; quando un feto muore nell’utero durante il parto, di solito è definito “nato morto“. Non si definisce “nato morto” il bambino che sia sopravvissuto al parto, ma che sia morto immediatamente dopo il parto. Le nascite premature e i nati morti non sono generalmente considerati aborti anche se l’utilizzo di questi termini a volte, nell’uso comune, può erroneamente sovrapporsi.

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