Mal di pancia e di stomaco: da cosa può dipendere e quali sono le cure

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Cavitazione Dietologo Roma Sessuologia Psicologia Eiaculazione precoce Erezione Smettere difumare Studio Polispecialistico Endocrinologia DiarreaLe espressioni “mal di stomaco” o “mal di pancia” vengono spesso usate per indicare crampi o dolori sordi alla pancia (addome). In genere si tratta di sintomi di breve durata e spesso non gravi (cattiva digestione, colpo di freddo, virus intestinale…). Un dolore addominale forte rappresenta invece un campanello d’allarme. Se inizia improvvisamente o inaspettatamente, dovrà essere considerato un’emergenza medica, specialmente se concentrato in un’area specifica. In questi casi, contattare tempestivamente il medico o andare al pronto soccorso.

Crampi gastrici con gonfiore

I crampi gastrici con gonfiore sono spesso causati da aria intrappolata. È un problema molto comune che può essere imbarazzante, ma facile da gestire. Se capita in modo occasionale può essere semplicemente dovuto a un pasto eccessivamente abbondante o consumato troppo in fretta, ma se il disturbo si presenza frequentemente può essere dovuto a:

  • meteorismo,
    • causato per esempio dal consumo di alcuni alimenti (fagioli, cipolle, broccoli, cavolfiore, germogli, …) o da un’eccessiva quantità di fibra (che è molto utile, ma va introdotta in modo graduale);
  • stitichezza,
    • che può essere trattata aumentando gradualmente il consumo di fibra, bevendo molta acqua e praticando regolare esercizio fisico;
  • aerofagia (deglutizione di aria durante i pasti),
    • per ridurre questo rischio si consiglia di mangiare sempre seduti a tavola, senza fretta, e masticando a lungo;
  • morbo celiaco,
    • una malattia autoimmune che richiede una dieta scrupolosamente priva di glutine,
  • intolleranza alimentare,
    • in realtà molto più rare di quanto si pensi,
  • sindrome dell’intestino irritabile,
    • un disturbo multifattoriale da trattare attraverso un’alimentazione attenta e una corretta gestione dello stress.

Una continua sensazione di pienezza e gonfiore non va trascurata; anche se nella maggior parte dei casi la spiegazione è banale, esistono condizioni più importanti che vanno escluse con l’aiuto del medico (ad esempio il tumore ovarico).

Crampi gastrici improvvisi con diarrea

Se i crampi sono recenti e associati a diarrea, la causa può essere un agente infettivo (influenza intestinale o, più correttamente, gastroenterite). In altre parole è in atto un’infezione virale o batterica di stomaco e intestino, che dovrebbe migliorare senza trattamento in alcuni giorni. Una gastroenterite può essere causata dal contatto stretto con una persona infetta o dall’ingestione di alimenti contaminati (avvelenamento alimentare). Nel caso di virosi (contagio con virus) si tratta in genere di fenomeni autolimitanti che tendono a risolversi nell’arco di un paio di giorni; può essere utile una dieta leggera, fatta di piccoli ma frequenti spuntini, evitando il consumo di eccessiva quantità di fibra per qualche giorno. Episodi ripetuti di crampi gastrici e diarrea possono indicare l’esistenza di una condizione cronica, come la sindrome dell’intestino irritabile; si tratta di una patologia intestinale cronica, che colpisce almeno una volta nella vita circa il 20% della popolazione, in grado di causare mal di pancia, gonfiore, diarrea e/o stitichezza. I sintomi variano in modo anche significativo tra un paziente e l’altro, sia qualitativamente che dal punto di vista dell’intensità; possono variare nel tempo, con attacchi che talvolta si concentrano in periodi di stress o a seguito del consumo di specifici alimenti. Spesso i pazienti traggono sollievo dai sintomi a seguito dell’evacuazione.
Le donne sembrano esserne più colpite rispetto agli uomini.

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Improvviso dolore addominale di forte intensità

In caso di dolore improvviso e lancinante in un’area specifica della pancia, contattare tempestivamente il medico o recarsi al pronto soccorso. Può essere il segno di un problema grave che potrebbe peggiorare rapidamente in assenza di trattamento.

Cause gravi di intenso dolore addominale acuto includono:

  • appendicite, ossia l’infiammazione dell’appendice (una protuberanza simile a un dito dell’intestino crasso), condizione che causa dolori lancinanti nel quadrante inferiore destro dell’addome, spesso insieme a perdita di appetito, sensazione di malessere e talvolta diarrea; quando possibile si tenta un approccio esclusivamente farmacologico (antibiotici), ma spesso è necessario procedere alla rimozione chirurgica.
  • ulcera gastrica sanguinante o perforata, ossia un’erosione del rivestimento dello stomaco (o del duodeno, la prima parte dell’intestino tenue); il sintomo più comune è un forte dolore alla pancia (descritto spesso come bruciore) al centro dell’addome. In alcuni pazienti non c’è dolore, ma solo sintomi digestivi.
    colecistite acuta, ossia l’infiammazione della cistifellea, spesso causata da calcoli; spesso sono presenti altri sintomi (febbre, nausea e vomito, sudorazione, perdita di appetito, ittero) e in molti casi è necessaria la rimozione chirurgica;
  • calcoli renali, mentre i più piccoli possono essere eliminati con l’urina, calcoli di dimensioni maggiori possono bloccare i dotti escretori del rene. Il dolore causato dalla colica renale è di intensità molto elevata e richiede spesso assistenza ospedaliera;
  • ovulazione dolorosa, in alcuni casi può verificarsi un’ovulazione particolarmente dolorosa che può spingere la paziente interessata a rivolgersi al Pronto Soccorso; si tratta in genere di un fenomeno senza conseguenze;
  • diverticolite, ossia l’infiammazione di piccole tasche dell’intestino (diverticoli);
  • infarto intestinale, che causa la progressiva morte del tessuto intestinale a causa del blocco della circolazione sanguigna.

Dolore addominale cronico o ricorrente

Consultare il medico in caso di dolore addominale persistente o ricorrente, spesso non si tratta di cause gravi ed è possibile porvi rapidamente rimedio. Nell’adulto, le possibili cause sono:

  • sindrome dell’intestino irritabile, una condizione frequente che causa episodi di crampi gastrici, gonfiore, diarrea o costipazione; il dolore spesso si allevia dopo aver evacuato;
  • malattie infiammatorie intestinali, ossia infiammazioni croniche dell’intestino, come il morbo di Crohn e la colite ulcerativa;
  • infezione ricorrente del tratto urinario; in questi casi, in genere ci sarà bruciore durante la minzione;
  • costipazione;
  • Malattia infiammatoria pelvica, un’infezione che colpisce l’utero o le tube di Falloppio nella donna e che richiede un trattamento antibiotico; spesso è presente dolore anche durante i rapporti,
  • dolori periodici, come i crampi muscolari dolorosi nelle donne durante i cicli mestruali
    altri problemi gastrici, come ulcere gastriche, bruciore di stomaco e reflusso acido o gastrite (infiammazione del rivestimento gastrico).

Dolore addominale cronico nei bambini

Un mal di pancia ricorrente nei bambini è un’evenienza piuttosto frequente, che colpisce indicativamente il 10-20% dei bambini in età scolare (4-12 anni in particolare); viene diagnosticato quando siano state escluse altre cause, pur persistendo un dolore debilitante che si verifichi almeno una volta al mese su un periodo di tre mesi. Si parla talvolta di dolore funzionale e viene descritto dal bimbo come un forte mal di pancia.

La causa esatta non è conosciuta, ma si pensa che possa essere correlata a fattori quali:

  • dieta,
  • ansia,
  • depressione,
  • immaturità del sistema nervoso centrale.

I bimbi che manifestano questa sindrome sono a maggior rischio di sviluppare ansia in età adulta.

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Diagnosi

L’anamnesi è uno strumento fondamentale per orientare il medico nella giusta direzione; essendo così numerose le cause di dolore addominale, una corretta interpretazione di caratteristiche del dolore, tempi di comparsa, valutazione dei fattori di rischio, altri sintomi presenti, … sono informazioni preziose che possono aiutare nell’eventuale prescrizione di esami più mirati. Altrettanto importanti sono i risultati dell’esame obiettivo, tra cui:

  • le zone di irradiazione del dolore,
  • la presenza o l’assenza di rumori,
  • distensione addominale,
  • masse palpabili,
  • gonfiori,
  • sangue nelle feci.

A seconda della storia medica del paziente e dei risultati della visita, il medico potrà avere un’idea chiara della causa del dolore ed in alcuni casi potrà arrivare alla diagnosi e prescrivervi una terapia. In altre circostanze, invece, saranno necessari ulteriori esami diagnostici per confermare o escludere una determinata diagnosi, a questo scopo vi potranno essere prescritti molti esami diversi e tra quelli usati con maggior frequenza ricordiamo:

  • esami del sangue,
  • esame delle urine
  • esame delle feci.

Gli esami del sangue utili in caso di dolori addominali comprendono:

  • emocromo (analisi e conteggio dei globuli bianchi che combattono gli agenti infettivi, dei globuli rossi che trasportano l’ossigeno e tendono a diminuire in caso di anemia e delle piastrine che aiutano il sangue a coagularsi),
  • esami ematochimici (esami della funzionalità del fegato e dei reni, analisi dei minerali presenti nel sangue, analisi degli enzimi, in caso di lesioni del fegato o del pancreas),
  • esami sierologici (misura degli anticorpi per diverse infezioni).

Gli esami delle urine comprendono:

  • misurazione delle caratteristiche fisiche e delle sostanze chimiche presenti nelle urine, effettuata tramite ispezione al microscopio di una goccia di urina,
  • urinocoltura (ricerca di infezioni batteriche).

Gli esami delle feci, infine, vanno alla ricerca di:

  • tracce di sangue e pus (sintomo di infezioni, infiammazioni o tumori),
  • tracce di grassi (sintomo di problemi digestivi e di assorbimento dei grassi),
  • eventuali germi patogeni.

Tecniche di imaging

Per visualizzare l’interno dell’organismo sono ormai disponibili numerosi approcci, nella maggior parte dei casi del tutto indolori; la scelta del tipo di esame viene fatta in base alle strutture anatomiche che si desidera studiare.

  • Le radiografie sono particolarmente utili in caso di dolore addominale in associazione all’assunzione/somministrazione del solfato di bario come mezzo di contrasto; la sostanza viene ingerita (radiografia dell’intestino tenue) o iniettata nell’intestino tenue (clisma opaco) o nel colon (clisma al bario) e permette di visualizzare il funzionamento interno degli organi interessati.
  • L’ecografia è un esame che utilizza gli ultrasuoni per visualizzare e studiare tutti gli organi dell’addome e i principali vasi sanguigni che si trovano nella cavità addominale; è particolarmente utile per valutare la salute di fegato, colecisti, vie biliari, reni, pancreas, milza, aorta, vescica e organi genitali interni. Non presenta alcun rischio per il paziente ed è relativamente poco costosa, è quindi utile come esame di primo livello in casi selezionati di dolore addominale.
  • La TAC (tomografia assiale computerizzata) è una tecnica molto sofisticata che elabora immagini radiografiche in sezione dell’organismo con l’aiuto di un computer; viene in genere ripetuta senza e con mezzo di contrasto, al fine di valutare la vascolarizzazione dell’organo, evidenziare eventuali masse sospette e altre anomalie. Può essere utile ad esempio per studiare il funzionamento dell’apparato urinario, per la valutazione del fegato e delle vie biliari, per la diagnosi di pancreatite e per evidenziare vari tipi di tumore. Questo approccio permette grande precisione nella diagnosi, ma espone il paziente a una dose significativa di radiazioni, per questo motivo quando possibile vengono preferiti altri esami.
  • La risonanza magnetica è una tecnica simile alla TAC in cui sono usate le onde radio e uno speciale magnete per realizzare le immagini degli organi interni; ha il grande vantaggio di esporre il paziente a una dose trascurabile di radiazioni, ma purtroppo il costo dell’esame è particolarmente elevato. È in grado di fornire immagini dettagliate e ad alta risoluzione di tutti gli organi e apparati e permette quindi di rilevare malattie di varia origine (infettive, infiammatorie, tumorali); consente di visualizzare immagini a livello di organi, tessuti molli, vasi sanguigni e strutture nervose presenti nell’intero addome. Viene di norma utilizzata come esame di secondo livello, per chiarire eventuali dubbi residui da esami precedenti.

Tecniche endoscopiche

L’endoscopia prevede l’uso di speciali strumenti per visualizzare dall’interno gli organi dell’apparato digerente

  • La gastroscopia per fa uso di un tubicino flessibile con una telecamera e un sistema di illuminazione all’estremità per esaminare l’esofago, lo stomaco e il duodeno (la parte dell’intestino che si trova subito dopo lo stomaco). All’interno del tubicino possono essere fatti scorrere strumenti chirurgici per rimuovere eventuali polipi o per ottenere campioni da destinare alla biopsia al microscopio. Si tratta di un esame piuttosto invasivo, che tuttavia è altamente informativo sulle cause di dolore addominale associato a uno o più di questi tre organi (tipico è il caso di gastrite, ulcera, …). È possibile procedere inoltre al prelievo di una piccola porzione di tessuto della parete gastrica per esaminarlo in un secondo momento al microscopio ed ottenere così ulteriori informazioni. Un’alternativa più recente è la gastroscopia virtuale, che ha il grosso vantaggio di non risultare invasiva, anche se purtroppo non è altrettanto informativa quanto quella tradizionale.
  • Dispositivi simili possono essere introdotti anche nel retto per visualizzare il colon (colonscopia), quando il medico ritenga che il dolore addominale abbia cause intestinali; anche in questo caso purtroppo l’esame risulta molto invasivo (sia per quanto riguarda la preparazione che l’esecuzione), anche se è di fatto l’esame di prima scelta in caso di sintomi suggestivi patologie intestinali (polipi, tumori, …); un buon compromesso è rappresentato dall’utilizzo dell’endoscopia capsulare, che permette la visualizzazione delle pareti interne dell’intestino attraverso una minuscola telecamera deglutita dal paziente. Purtroppo ad oggi non permette ancora di sostituire la colonscopia, che ha il grosso vantaggio di consentire al medico di intervenire sul momento in caso di presenza di polipi.

Cura

Le cure dipendono ovviamente dalle cause a monte del dolore addominale e possono essere messe in atto solo dopo aver effettuato una corretta diagnosi del problema.

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