Mediastinite acuta, cronica e fulminante: diagnosi, sintomi e cura

MEDICINA ONLINE CUORE ELETTROCARDIOGRAMMA SINUSALE DEFIBRILLATORE CARDIOVERSIONE ELETTRICA CON SHOCK FARMACOLOGICA FARMACI URGENZA EMERGENZA MASSAGGIO CARDIACO ARRESTO RESPIRAZIONE BOCCA RIANIMAZIONE ECG FIBRILLATORECon “mediastinite” in medicina si identifica una infiammazione acuta o cronica del mediastino, un compartimento anatomico a forma di clessidra che occupa lo spazio centrale del torace compreso tra i polmoni, in cui sono contenuti il cuore, i grandi vasi ed altre strutture. Le malattie infiammatorie del mediastino si distinguono in acute e croniche: i due gruppi si differenziano notevolmente tra di loro per eziologia, manifestazioni cliniche, terapia e rischio per la vita del paziente.

Cause di mediastinite acuta

La mediastinite acuta è una infezione di recente ed improvvisa insorgenza, spesso più grave rispetto alla forma cronica. Tra le cause relativamente più comuni di mediastinite acuta vi è la perforazione dell’esofago, che può avvenire per l’azione infiltrante di alcune neoplasie, per ingestione di corpi estranei taglienti o di caustici e, in alcuni casi, anche nel corso di indagini invasive come la gastroscopia in presenza di lesioni o alterazioni anatomiche predisponenti. Anche la broncoscopia praticata con strumento rigido presenta un rischio di perforazione bronchiale con conseguente mediastinite. Meno frequentemente la mediastinite acuta può risultare dalla diffusione di infezioni in sedi vicine come la faringe o di infezioni dentarie. Più raramente la causa è da riscontrare come complicanza di un’osteomielite. La mediastinite acuta si può manifestare anche in seguito ad un’operazione (la sternotomia eseguita ad esempio nelle operzioni a cielo aperto che interessano il cuore) nel 2% delle operazioni eseguite. In tutti i casi il passaggio di aria, eventualmente di acidi di origine gastrica (nelle perforazioni esofagee) e di batteri nel mediastino determina insorgenza di febbre elevata e dolore toracico talvolta irradiato al collo o all’addome, talvolta dispnea e disfonia  accompagnati da decadimento delle condizioni generali. La diagnosi delle forme acute, facilmente sospettabile dalle manifestazioni cliniche, può essere confermata da indagini radiologiche o endoscopiche.

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Cause di mediastinite croniche

Le mediastiniti croniche sono quelle caratterizzate da una infiammazione che si è sviluppata nel tempo. Si suddividono in base all’aspetto istologico dei tessuti coinvolti in due sottogruppi:

  • forme granulomatose: rappresentano l’esito della diffusione di processi infettivi come la tubercolosi, la nocardiosi o l’istoplasmosi dai polmoni o dai linfonodi al mediastino. Sono le forme più frequenti;
  • forme fibrotiche: possono rappresentare l’ulteriore evoluzione delle precedenti oppure essere idiopatiche, ovvero senza causa nota. Sono le forme meno frequenti.

Sintomi di mediastinite

Le mediastiniti possono decorrere con un ampio spettro di segni e sintomi che va dalle forme asintomatiche o paucisintomatiche fino a forme fulminanti che mettono ad immediato repentaglio la vita del paziente e che richiedono un intervento immediato. Il paziente tipico si presenta con:

  • febbre;
  • tachicardia;
  • tachipnea;
  • dolore sternale ingravescente.

Alcuni possono presentare secrezioni da una recente ferita chirurgica dovuta ad un intervento toracico in regione sternale. Il 60% circa dei soggetti che manifestano mediastinite dopo un intervento chirurgico si presentano entro due settimane dall’esecuzione dell’intervento. I pazienti possono anche manifestare una sindrome mediastinica, espressione della trazione o costrizione degli organi contenuti nel mediastino.

Diagnosi di mediastinite

La radiografia del torace può mostrare un’alterazione del profilo degli organi mediastinici, descritta come “slargamento del mediastino”. Nelle forme croniche è importante escludere la presenza di neoplasie o di altre malattie che possono indurre la stessa sintomatologia e lo stesso aspetto radiologico, sia con esami non invasivi come TAC e risonanza magnetica, sia mediante tecniche invasive come la mediastinoscopia (usando un endoscopio) o la toracotomia (l’apertura chirurgica del torace) che consentono anche il prelievo di campioni per esame istologico. Non sempre gli esami più invasivi sono necessari.

Terapia della forma acuta e cronica

Poiché la forma acuta se non trattata tempestivamente risulta fatale (per questo motivo la forma acuta viene anche definita “fulminante”), il trattamento deve essere rapido e consiste nella somministrazione di antibiotici, clindamicina e ceftriaxone ed ossigenoterapia iperbarica. Nella maggioranza dei casi si rende necessaria una terapia chirurgica con drenaggio, toracotomia o riparazione del danno inflitto. In caso di forma cronica la terapia è la toracotomia.

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