Tumore dello stomaco: sintomi iniziali, sopravvivenza, cure

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma STOMACO ANATOMIA FUNZIONI SINTESI macro Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano PeneI tumori dello stomaco sono un gruppo di tumori che interessano appunto lo stomaco, cioè l’organo che contiene il cibo dopo averlo ingerito ingerito e lo processa prima di inviarlo all’intestino. La maggioranza dei tumori gastrici (oltre il 90%) origina dalla mucosa (la parte che riveste internamente la parete gastrica) e vengono definiti adenocarcinomi. In rari casi i tumori gastrici originano dagli strati più profondi della parete (GIST, sarcomi), dal tessuto linfatico (linfomi) e – molto raramente – dalle cellule che producono ormoni (carcinoidi). Un tumore che origina dallo stomaco può coinvolgere i linfonodi adiacenti e – più tardivamente – può invadere organi vicini, come il pancreas, il colon, la milza ed il fegato, tuttavia attraverso il sangue può anche metastatizzare in organi più distanti, come polmone e peritoneo (determinando spesso l’inoperabilità del cancro). Il “tumore di Krukemberg” è un tumore localizzato alle ovaie ma dovuto alla presenza di cellule neoplastiche che dallo stomaco sono migrate all’ovaio attraverso la cavità peritoneale.

In questo articolo ci riferiremo soprattutto all’adenocarcinoma.

Tipi istologici

Il tumore dello stomaco di tipo intestinale è il più frequente e colpisce in prevalenza gli uomini di età superiore a 50 anni. Esso si associa alla cosiddetta metaplasia intestinale, cioè alla trasformazione dell’epitelio gastrico (cioè del rivestimento interno dello stomaco) in un altro tipo di epitelio, molto simile a quello dell’intestino. Questi tumori, di solito, si presentano come formazioni rivolte verso l’interno della cavità e con crescita espansiva. Il tumore dello stomaco di tipo diffuso è poco meno frequente del primo e colpisce in modo indifferente uomini e donne di età media sui 45 anni. In genere la neoplasia nasce dalla mucosa gastrica normale (che non evolve verso il tipo intestinale come accade nell’altro tipo) e, penetrando nel tessuto, può dare luogo a ulcere: in questo caso si parla di stomaco a borsa di cuoio o di linite plastica, per sottolineare come la crescita possa portare a un indurimento delle pareti dell’organo. Caratteristica di questo tipo di tumore è la presenza di cellule che al microscopio assomigliano a un anello con una gemma incastonata (cellule ad “anello con castone”). Se il tumore viene diagnosticato in fase precoce ci si può imbattere anche in quello che viene chiamato l’early gastric cancer (cancro gastrico iniziale): si tratta di un tumore che colpisce solo la mucosa e la sottomucosa (ovvero i primi due strati di tessuti dell’organo). Esso è considerato una fase iniziale della malattia e ha le migliori possibilità di guarigione. Le sedi dove il tumore si sviluppa più spesso – all’incirca nel 50% dei casi – sono il piloro e la cavità dello stomaco. In un caso su cinque la localizzazione è a livello del corpo dello stomaco, mentre è meno usuale che la neoplasia si instauri a livello della cosiddetta piccola curvatura.

Diffusione

L’incidenza di tumore gastrico è più alta nei paesi asiatici (come Giappone, Cina, Corea) e generalmente più bassa nei paesi occidentali (USA ed Europa).

Cause e fattori di rischio

La causa specifica di un tumore gastrico non è attualmente conosciuta, tuttavia sono noti alcuni fattori di rischio, tra cui:

  • fumo di sigaretta;
  • dieta ricca di cibi salati ed affumicati;
  • dieta ricca di grassi;
  • scarso apporto di frutta e vegetali;
  • infiammazione cronica dello stomaco;
  • infezione cronica dello stomaco, spesso causata dal batterio Helicobacter pilori;
  • consumo cronico di alcolici;
  • anemia perniciosa;
  • famigliarità (alterazioni a carico di determinati geni, tra i quali p53 e APC);
  • sovrappeso ed obesità;
  • polipi gastrici;
  • età > 45 anni;
  • sesso maschile (rapporto maschi/femmine: 1,6/1);
  • soggetto appartenente a classe sociale più bassa;
  • pregressa resezione gastrica per ulcera.

Sintomi iniziali

In molti casi i tumori gastrici, specie se in fase avanzata o se posizionati su fondo/corpo gastrico, sono asintomatici, cioè possono non dare alcun segno o sintomo della propria presenza. In altri casi sono presenti sintomi, ma sono aspecifici e tendono ad essere scambiati per cattiva digestione e sottovalutati dal paziente: ciò posticipa la diagnosi e peggiora la prognosi. I sintomi iniziali spesso includono:

  • difficoltà di digestione;
  • eruttazioni postprandiali;
  • peso alla parte alta/sinistra dell’addome;
  • senso di riempimento precoce, anche con piccole quantità di cibo.

Sintomi tardivi

I sintomi più tardivi e specifici, sono:

  • vomito;
  • nausea;
  • dolore gastrico;
  • ematemesi (vomito con sangue rosso vivo);
  • dimagramento inspiegabile;
  • anoressia (diminuzione dell’appetito);
  • anemia;
  • cachessia;
  • astenia (mancanza di forze).

Tali sintomi sono correlati alla sede del tumore: tendono ad essere più evidenti se il cancro compare nelle sedi dove lo stomaco è più stretto, come all’ingresso (cardias) o all’uscita (piloro), poiché in tali sedi più facilmente impediscono il transito del cibo.
Altri sintomi e segni possono essere presenti qualora il cancro si sia esteso ad altri organi.

Diagnosi

Esami utili per la diagnosi di tumore dello stomaco sono:

  • esofagogastroduodenoscopia (EGDS);
  • biopsia con esame istologico;
  • radiografia, TAC, risonanza magnetica;
  • ecoendoscopia;
  • esami di laboratorio;
  • tomografia ad emissione di positroni (PET).

Trattamenti

L’asportazione chirurgica di parte o di tutto lo stomaco (gastroctomia parziale o totale), qualora il tumore sia operabile, è l’opzione terapeutica principale. L’entità dell’asportazione chirurgica dipende dall’estensione del cancro. Nelle forme più iniziali, dove la neoplasia si limita agli strati più interni della parete gastrica (mucosa ed iniziale strato della sottomucosa), senza coinvolgimento linfonodale, l’asportazione endoscopica della lesione potrebbe essere curativa.

Chirurgia

L’indicazione standard nei carcinomi invasivi (che in Italia sono la maggioranza) è la rimozione di 2/3 dello stomaco (gastrectomia subtotale) o di tutto l’organo (gastrectomia totale). L’entità della rimozione chirurgica dipende dalla sede della neoplasia: se questa è situata nelle porzioni finali dello stomaco non è necessario rimuoverlo tutto, mentre se è situata nelle porzioni più vicine al cardias deve essere eseguita la gastrectomia totale: è infatti opportuno rimuovere sempre un ampio margine di tessuto sano per evitare che la neoplasia possa riformarsi localmente. Parte integrante del trattamento chirurgico è l’asportazione dei linfonodi regionali, che in percentuale assai elevata possono essere sede di malattia. I tessuti prelevati vengono esaminati dall’anatomopatologo che, attraverso l’esame istologico, è in grado di valutare con precisione l’estensione del tumore nell’organo e nei linfonodi regionali, e la sua aggressività biologica.

Per approfondire, leggi anche: Gastrectomia parziale e totale: rischi, sopravvivenza, dieta

Chemioterapia

Nelle situazioni in cui il tumore appare localmente molto esteso e giudicato non asportabile completamente, la chemioterapia (neoadiuvante) può essere attuata con la finalità di ridurre la neoplasia e renderla asportabile con criteri di radicalità.
La chemioterapia viene utilizzata come trattamento precauzionale dopo chirurgia laddove l’esame istologico abbia individuato dei fattori di rischio per la ricomparsa del tumore.
È infine il trattamento principale quando siano già state accertate metastasi a distanza.

Radioterapia

Ha indicazione quando la chirurgia non è stata completa in alcune parti del letto gastrico e sono quindi presenti residui tumorali.
Può anche essere considerata come trattamento precauzionale dopo chirurgia radicale.
La radioterapia sterotassica (SBRT) permette di somministrare alte dosi di radiazioni al tumore con risparmio degli organi sani vicini, in poche sedute di trattamento. La terapia non è invasiva e non richiede anestesia, generalmente viene eseguita in regime ambulatoriale e non provoca dolore.

Trattamenti palliativi

In caso di tumore in stadio inoperabile, alcuni trattamenti palliativi sono utili per trattare i sintomi e migliorare la qualità della vita del paziente, come:

  • posizionamento di endoprotesi: quando il tumore causa una ostruzione dello stomaco o del duodeno si può inserire endoscopicamente una endoprotesi (una sorta di tubo) che allarga il restringimento consentendo il normale transito degli alimenti;
  • chirurgia: nel caso di stenosi non trattabile endoscopicamente o di tumore sanguinante, potrebbe essere utile l’asportazione parziale o totale dello stomaco con collegamento tra lo stomaco residuo e l’intestino tenue (bypass gastrico).

Prognosi

Il tumore allo stomaco, a causa dell’assenza di sintomi precoci, viene purtroppo spesso diagnosticato tardi e, per tale motivo, ha una prognosi generalmente infausta
Il tasso di sopravvivenza del tumore allo stomaco a 5 anni dalla diagnosi varia a seconda del momento della diagnosi;

  • tumore gastrico diagnosticato agli esordi della malattia: il 67% dei pazienti è ancora vivo dopo 5 anni;
  • tumore gastrico diagnosticato in una fase in cui ha contaminato gli organi ed i linfonodi limitrofi: il 31% dei pazienti è ancora vivo dopo 5 anni;
  • tumore gastrico diagnosticato in fase metastatica: il 5% dei pazienti è ancora vivo dopo 5 anni.

Purtroppo, ribadiamo, nella maggioranza dei casi il tumore è individuato già in fasi avanzate.

Mortalità

Il tumore dello stomaco provoca più di 10.000 morti l’anno, attestandosi, come diffusione a livello mondiale, appena sotto il cancro al seno e il cancro al polmone. In Italia è per fortuna più raro, ed è preceduto da altre forme come il carcinoma del colonretto.

Prevenzione

La maggiore possibilità di prevenire il tumore dello stomaco consiste nel limitare nella dieta i cibi considerati parte dei fattori di rischio (come i grassi, quelli salati e quelli affumicati) incrementando quelli protettivi (frutta e verdura). Altre forme di prevenzione sono:

  • smettere di fumare;
  • smettere di assumere alcolici;
  • mantenere il giusto peso corporea;
  • eradicare l’infezione da Helicobacter pilori;
  • controllare endoscopicamente lo stomaco in caso di sintomi, anche aspecifici, se il paziente è ad alto rischio (se il tumore è famigliare).

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