Gastroplastica verticale: rischi, costi, indicazioni, complicanze

MEDICINA ONLINE GASTROPLASTICA VERTICALE STOMACO OBESITA PESO PERDITA DIMAGRIRE CHIRURGIA BARIATRICA DIABETE COSTO CONSEGUENZE.jpgLa gastroplastica verticale è un intervento di chirurgia bariatrica che ha come principale obiettivo quello della perdita di peso in soggetti affetti da obesità grave, almeno di 2° grado (indice di massa corporea uguale o superiore a 35) attraverso la limitazione dell’introduzione del cibo grazie ad una azione riduttiva sullo stomaco (gastroresezione). L’intervento consiste nel creare una piccola tasca gastrica, comunicante con il resto dello stomaco attraverso uno stretto orifizio chiamato neopiloro, grazie al posizionamento di una banderella in polipropilene estensibile. Questo intervento permette di raggiungere rapidamente un grado di sazietà pur avendo ingerito poche quantità di alimenti.

Obiettivi

Lo scopo della gastroplastica verticale è quello di ridurre la capienza dello stomaco, il che favorisce l’anticipazione del senso di sazietà e di riempimento gastrico, che a sua volta riduce la quantità di cibo introdotto e, col tempo, il peso corporeo. Dal momento che l’obesità è un fattore di rischio per numerose patologie, la gastroplastica verticale comporta innumerevoli vantaggi per il paziente, tra cui la riduzione del rischio di:

  • mortalità;
  • infarto del miocardio acuto;
  • ictus cerebrale;
  • patologie ortopediche;
  • diabete mellito;
  • dislipidemie;
  • varie altre patologie direttamente o indirettamente legate all’obesità

La gastroplastica verticale rappresenta ad oggi un efficace strumento di dimagrimento, ma deve necessariamente essere accompagnata alla determinazione della persona obesa di perdere l’eccesso di peso e di riuscire a mantenere un peso corporeo il più possibile normale nel lungo periodo con dieta bilanciata ed adeguata attività fisica.

Peso minimo ed indicazioni all’intervento

La chirurgia bariatrica in generale viene consigliata ai pazienti dai 18 ai 65 anni con una delle seguenti due condizioni:

Obesità di terzo grado (indice di massa corporea uguale o superiore a 40) con o senza altre patologie.

Obesità di secondo grado (indice di massa corporea uguale o superiore a 35) affetti da una o più patologie legate al sovrappeso, tra cui:

  • diabete mellito;
  • ipertensione arteriosa;
  • displipidemia;
  • apnea notturna;
  • patologie ortopediche gravi correlate al peso eccessivo.

Non esiste un vero e proprio peso limite, anche perché – in base all’altezza del paziente – un peso corporeo potrebbe essere o non essere incluso nelle indicazioni. Per tale motivo, al posto del peso corporeo, si usa l’indice di massa corporeo.

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Per calcolare il vostro indice di massa corporea e verificare se siete oltre i 35 o i 40, leggete questo articolo: Sono normopeso, sottopeso o sovrappeso? Come si calcola l’Indice di Massa Corporea (BMI)?

All’indice di massa corporea si associa spesso anche la bioimpedenziometria (per il calcolo della % di massa grassa) ed una valutazione che tenga conto anche degli aspetti  psicologici e comportamentali del paziente.

Valutazione del paziente

Oltre alla valutazione del peso corporeo, il paziente, per essere ritenuto idoneo, va valutato in altre sue caratteristiche psicologiche, comportamentali e generali:

  • valutare la capacità o meno di sopportare un intervento chirurgico ed il suo stato di salute generale;
  • valutare le possibili complicazioni dell’obesità, specie metaboliche, cardiache o respiratorie;
  • valutare se il paziente in passato abbia compiuto almeno uno o più tentativi “seri” di dieta ben organizzata e condotta;
  • valutare il suo rapporto con il cibo, l’eventuale presenza di disturbi psicologici, la presenza di patologie del comportamento alimentare (come la bulimia) e la capacità/volontà di collaborare con i medici.

Paziente ritenuto non idoneo

Non tutti i pazienti fisicamente idonei (con indice di massa corporea uguale o 35), al termine delle indagini preliminari, sono poi reputati adatti per essere sottoposti all’intervento: una buona metà dei candidati viene infatti mediamente scartata in tale fase. Il paziente ritenuto psicologicamente idoneo è solitamente dotato di:

  • profonda consapevolezza di quello che si sta per fare, specie dei rischi connessi all’operazione;
  • forte motivazione e forza di volontà;
  • disponibilità all’impegno di affrontare un percorso post-operatorio complesso e prolungato;
  • volontà di mantenere i risultati con dieta corretta, adeguata attività fisica ed eventuali trattamenti farmacologici.

La chirurgia bariatrica è controindicata in caso di alcolismo, di assunzione di droghe o in presenza di malattie terminali o di alterazioni psicologiche/psichiatriche che rendano il paziente incapace di provvedere a sé e di aderire al programma di follow up.

Intervento di gastroplastica verticale

La tasca gastrica può essere formata seguendo due tecniche:

  • secondo Mason: la tasca viene separata attraverso una cucitura dello stomaco;
  • secondo MacLean: la tasca viene tagliata e cucita nello stesso tempo da una suturatrice meccanica in modo che rimanga separata dal resto dello stomaco ed evitare il rischio di un cedimento delle cuciture.

Con questo intervento si ottiene una riduzione del 50/60% circa del peso in eccesso presente nel periodo precedente all’operazione.

Vantaggi

  • elevato calo ponderale;
  • tecnica esecutiva semplice;
  • la tecnica MacLean può essere effettuata attraverso laparoscopia;
  • bassa percentuale di complicanze.

Svantaggi

  • richiesto un forte coinvolgimento del paziente nel seguire un regime dietetico adeguato;
  • intervento non consigliato ai pazienti che soffrono di disturbi del comportamento alimentare;
  • non del tutto reversibile dal punto di vista anatomico.

Complicanze intraoperatorie

Rischi rari durante l’intervento chirurgico possono essere:

  • lesione addominale;
  • emorragia;
  • perforazione.

Complicanze nel postoperatorio a breve termine

Nel primi 30 giorni dopo l’intervento, si potrebbero verificare le seguenti complicanze:

  • tromboembolia venosa con possibile embolia polmonare, pericolosa per la vita del paziente (causa principale di decesso postoperatorio);
  • vomito;
  • ematemesi (vomito con sangue);
  • inappetenza;
  • insufficienza respiratoria;
  • fistola gastrica e/o intestinale (apertura della cucitura dello stomaco o dell’intestino): può richiedere un nuovo intervento chirurgico;
  • infezioni delle ferite chirurgiche;
  • emorragie;
  • occlusione intestinale.

Complicanze sul lungo periodo

I rischi che potrebbero insorgere a distanza di tempo dopo gastroplastica verticale sono:

  • restringimento cicatriziale dove viene messa la benderella associato a vomito,
  • la benderella potrebbe “consumare” la parete dello stomaco; nella maggior parte dei casi viene eliminata con le feci,
  • fistola gastro-gastrica: si può creare un passaggio diretto tra la tasca gastrica e l’altra parte dello stomaco,
  • un’abbondanza di cibo ingerito può provocare la dilatazione della tasca gastrica, ciò determina il recupero del peso,
  • rari episodi di reflusso gastroesofageo, che potrebbe causare esofagite.

È da tenere presente che la maggior parte di queste complicanze risultano essere risolvibili attraverso un nuovo intervento chirurgico.

Costi

Il costo dell’intervento è estremamente variabile, tra 7 mila e 10 mila euro, ma generalmente si attesta intorno agli 8 mila euro.

Quale intervento di chirurgia bariatrica è più efficace?

Molte variabili possono condizionare il successo o l’insuccesso di un tipo intervento, tuttavia mediamente l’efficacia terapeutica della chirurgia bariatrica è considerata direttamente proporzionale all’invasività dell’intervento chirurgico:

  • il bendaggio gastrico e le sue varianti (interventi di tipo gastrorestrittivo) hanno un’efficacia che oscilla tra il 40 e il 60%;
  • il bypass gastrico e le sue varianti (interventi misti) hanno una efficacia del 60-70%;
  • la diversione biliopancreatica e le sue varianti (interventi malassorbitivi) hanno una efficacia del 65-75%.

Queste cifre sono solo indicative: un dato intervento può avere una efficacia maggiore o minore rispetto ad un altro soprattutto in funzione del paziente che lo riceve e delle sue numerose variabili soggettive.

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