Bypass gastrico: complicanze, peso minimo, costo, conseguenze

MEDICINA ONLINE BYPASS GASTRICO STOMACO BOBESITA PESO PERDITA DIMAGRIRE CHIRURGIA BARIATRICA DIABETE COSTO CONSEGUENZE Roux-en-Y.jpgCon “bypass gastrico” (o “bypass alla Roux-en-Y”) in medicina ci si riferisce ad un gruppo di operazioni chirurgiche appartenenti alla chirurgia bariatrica, che hanno il principale obiettivo di ridurre la grandezza dello stomaco, determinando una riduzione del cibo introdotto che porta a diminuzione del peso corporeo, specie in soggetti dove è importante contrastare una grave obesità e badate bene: non sovrappeso, bensì obesità, a tal proposito leggi anche:

Il bypass gastrico è un intervento di chirurgia bariatrica di tipo misto ad azione prevalentemente funzionale, in quanto raggruppa le due componenti d’azione di “gastrorestrizione” e di “malassorbimento”.

Conseguenze del bypass gastrico

Il senso di sazietà di un individuo è strettamente correlato alla tensione applicata sulle pareti gastriche: più cibo viene introdotto, più le pareti dello stomaco si tendono e più si avverte il senso di sazietà. Riducendo il volume dello stomaco, si determina nel soggetto un più rapido senso di sazietà, con la conseguenza di mangiare meno e perdere peso nel tempo, specie se si associano una dieta sana ed attività fisica. L’intervento si usa non solo per diminuire il peso corporeo, ma anche nel caso di diabete mellito di tipo 2, e nella sindrome metabolica.

Peso minimo ed indicazioni all’intervento

Il bypass gastrico viene consigliato ai pazienti dai 18 ai 65 anni con una delle seguenti due condizioni:

Obesità di terzo grado (indice di massa corporea uguale o superiore a 40) con o senza altre patologie.

Obesità di secondo grado (indice di massa corporea uguale o superiore a 35) affetti da una o più patologie legate al sovrappeso, tra cui:

  • diabete mellito;
  • ipertensione arteriosa;
  • displipidemia;
  • apnea notturna;
  • patologie ortopediche gravi correlate al peso eccessivo.

Non esiste un vero e proprio peso limite, anche perché – in base all’altezza del paziente – un peso corporeo potrebbe essere o non essere incluso nelle indicazioni. Per tale motivo, al posto del peso corporeo, si usa l’indice di massa corporeo.

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Per calcolare il vostro indice di massa corporea e verificare se siete oltre i 35 o i 40, leggete questo articolo: Sono normopeso, sottopeso o sovrappeso? Come si calcola l’Indice di Massa Corporea (BMI)?

All’indice di massa corporea si associa spesso anche la bioimpedenziometria (per il calcolo della % di massa grassa) ed una valutazione che tenga conto anche degli aspetti  psicologici e comportamentali del paziente.

Valutazione del paziente

Oltre alla valutazione del peso corporeo, il paziente, per essere ritenuto idoneo, va valutato in altre sue caratteristiche psicologiche, comportamentali e generali:

  • valutare la capacità o meno di sopportare un intervento chirurgico ed il suo stato di salute generale;
  • valutare le possibili complicazioni dell’obesità, specie metaboliche, cardiache o respiratorie;
  • valutare se il paziente in passato abbia compiuto almeno uno o più tentativi “seri” di dieta ben organizzata e condotta;
  • valutare il suo rapporto con il cibo, l’eventuale presenza di disturbi psicologici, la presenza di patologie del comportamento alimentare (come la bulimia) e la capacità/volontà di collaborare con i medici.

Non tutti i pazienti fisicamente idonei, al termine di tale indagine, sono realmente adatti per essere sottoposti all’intervento: una buona metà dei candidati viene infatti mediamente scartata in tale fase.

Controllo del diabete

Dai dati scientifici raccolti in letteratura fino a qualche mese fa, si era osservato che nell’82% delle persone molto obese, l’intervento di chirurgia bariatrica si associava una scomparsa del diabete entro due anni dall’operazione e che nel 62% dei casi il diabete non ricompariva dopo i due anni dall’intervento. Recenti dati scientifici, pubblicati il 26 marzo 2012 dall’autorevole rivista New England Journal of Medicine, dimostrano che in soggetti obesi con diabete di tipo 2, la chirurgia bariatrica, oltre a diminuire drasticamente il peso, è in grado di controllare il diabete, risultando più efficace anche della stessa terapia farmacologica. È la prima volta che viene dimostrato con chiarezza e rigore scientifico un dato così importante.

Intervento 

La tecnica è simile alla gastroplastica verticale. La procedura prevede la creazione di una piccola tasca, il cui volume è di circa 30 ml, che si riversa, attraverso un piccolo orifizio (dimensioni di 1 cm), in un’ansa digiunale, evitando in tal modo che duodeno e stomaco distale siano coinvolti. Esistono varianti tecniche di bypass gastrico funzionale su:

  • gastroplastica verticale secondo Amenta – Cariani: rappresenta l’unione di due tecniche chirurgiche quali la gastroplastica verticale ed il bypass gastrico. Il calo ponderale ottenuto da questa variante è pressoché uguale al calo avuto con l’intervento di bypass gastrico tradizionale, ma offre la possibilità di monitorare le vie biliari che rimangono escluse dal transito alimentare. Il bypass gastrico funzionale su gastroplastica verticale secondo Amenta-Cariani risulta un intervento sicuro ed efficace e mantiene una buona integrità anatomica;
  • bendaggio gastrico: in questo caso il bendaggio posizionato a livello della parte alta dello stomaco, non viene “stretto” totalmente e funziona come porta comunicante tra la tasca gastrica e lo stomaco e il duodeno bypassati permettendo un monitoraggio endoscopico dei due organi.

Vantaggi

  • diminuzione della mortalità nei casi di diabete mellito, cardiopatie e cancro;
  • buon calo di peso anche in pazienti con disturbi alimentari;
  • remissione del diabete in alcuni casi;
  • l’intervento può essere effettuato in laparoscopia, con minori effetti collaterali e ripresa post-intervento più rapida.

Svantaggi

  • rispetto alla gastroplastica, l’intervento risulta più complesso;
  • nella parte dello stomaco che viene escluso dal processo di digestione normale si manifestano alterazioni precancerose, come la metaplasia intestinale, nel quasi 20% dei casi.

Effetti collaterali

Gli effetti collaterali possibili, sono:

  • infezioni;
  • allergie all’anestesia;
  • sanguinamento;
  • dolore addominale;
  • astenia (senso di stanchezza fisica);
  • ernie intestinali.

Relativamente agli elementi nutritivi, sono state riscontrate deficienze:

  • ferro;
  • calcio;
  • vitamina B12;
  • folati;
  • squilibro degli elettroliti.

Tali carenze potrebbero determinare anemia. In un 10% di casi si verifica la sindrome da dumping; questo perché viene alterata la normale funzione dello stomaco.

Mortalità intraoperatoria

La mortalità si attesta intorno allo 0,5% delle operazioni.

Follow up, perdita del peso e ripresa del peso

Pazienti seguiti dopo l’operazione dimostrano che con questo intervento si ottiene una riduzione del 60/70% circa del peso in eccesso presente nel periodo precedente all’operazione, tuttavia alcuni pazienti tendono successivamente a riprendere molto del peso perduto.  Alcuni studi (come quelli condotti da Walter Pories) hanno evidenziato un ottimo risultato a distanza di due anni (70% circa dei casi) per quanto riguarda il calo ponderale, mentre a cinque e a dieci anni i risultati peggiorano vistosamente (il 17% delle persone recupera il peso a cinque anni, il 30% a dieci anni). La letteratura medica evidenzia come tali sistemi abbiano successo in determinati pazienti che preferiscono questa operazione in quanto produce una specie di “autocontrollo” nell’individuo, persone che dovrebbero essere individuate prima di procedere all’intervento per ottimizzare i risultati.

Costi

Il costo dell’intervento è estremamente variabile, tra 5 mila e 10 mila euro, ma generalmente si attesta intorno agli 8 mila euro.

Quale intervento di chirurgia bariatrica è più efficace?

Molte variabili possono condizionare il successo o l’insuccesso di un tipo intervento, tuttavia mediamente l’efficacia terapeutica della chirurgia bariatrica è considerata direttamente proporzionale all’invasività dell’intervento chirurgico:

  • il bendaggio gastrico e le sue varianti (interventi di tipo gastrorestrittivo) hanno un’efficacia che oscilla tra il 40 e il 60%;
  • il bypass gastrico e le sue varianti (interventi misti) hanno una efficacia del 60-70%;
  • la diversione biliopancreatica e le sue varianti (interventi malassorbitivi) hanno una efficacia del 65-75%.

Queste cifre sono solo indicative: un dato intervento può avere una efficacia maggiore o minore rispetto ad un altro soprattutto in funzione del paziente che lo riceve e delle sue numerose variabili soggettive.

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