Cosa può e non può mangiare il diabetico: cibi per controllare la glicemia

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma COSA PUO MANGIARE DIABETICO CIBI GLICEMIA Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Pene.jpgQuando si parla di diabete mellito, la nostra mente corre ai moltissimi “no” alimentari imposti dal medico al paziente affetto da questa malattia. No a zuccheri e dolci, no a pasta e patate, no ai legumi… Ma è davvero così rigida la dieta del paziente diabetico? Cerchiamo oggi di fare un po’ di chiarezza e di sfatare qualche luogo comune, iniziando da una piccola lezione di chimica.

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Cosa sono i carboidrati?
Tutti li conoscono ma in pochi sanno cosa siano in realtà. I carboidrati, detti anche glucidi (dal greco “glucos” = dolce) sono sostanze formate da carbonio ed acqua. Hanno forma molecolare (CH2O)n e sono contenuti principalmente negli alimenti di origine vegetale. In media forniscono 4 kcal per grammo, anche se il loro valore energetico oscilla dalle 3,74 kcal del glucosio alle 4,2 Kcal dell’amido. Rappresentano la principale fonte di energia per il nostro organismo: si tratta di energia in grado di essere facilmente utilizzabile da ogni tessuto del corpo, tra cui il cervello; tanto più lo zucchero è chimicamente semplice, tanto prima può essere utilizzato per la creazione di energia.
Dal punto di vista chimico possiamo immaginare i diversi tipi di carboidrati come catene più o meno lunghe, possiamo quindi distinguere:
1) Zuccheri semplici ad assorbimento molto rapido (glucosio, fruttosio, galattosio);
2) Zuccheri semplici ad assorbimento rapido (saccarosio, lattosio, maltosio);
3) Zuccheri complessi o polisaccaridi ad assorbimento lento (amido e glicogeno).
Tutti gli zuccheri, escluse piccole quantità di fruttosio, necessitano dell’insulina per venire utilizzati, questo ne illustra l’importanza nel contesto di una dieta per il diabete.

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Cos’è l’insulina e cosa influenza la velocità di aumento della glicemia?
L’insulina è un ormone dalle proprietà anaboliche, prodotto dalle cellule beta del pancreas. La sua funzione principale (ma non l’unica) è quella – una volta assunto un pasto ricco di carboidrati – di regolatore dei livelli di glucosio ematico riducendo la glicemia mediante l’attivazione di diversi processi metabolici e cellulari. L’insulina è inoltre uno degli attori principali che porta alla lipogenesi, cioè il deposito di lipidi all’interno del tessuto adiposo. La nostra salute ci chiede espressamente di evitare picchi elevati di insulina, causati da picchi glicemici. Ma come evitare il brusco aumento della glicemia? Seguite il prossimo ragionamento: una volta ingerito un alimento contenente degli zuccheri, siano essi semplici o complessi, per essere assorbiti dall’intestino devono essere demoliti fino alla struttura più semplice del glucosio; questa molecola passa come tale nel sangue, in cui è possibile misurarne la quantità attraverso il valore della glicemia. Essendo la velocità di assorbimento inversamente proporzionale alla complessità dello zucchero, è importante che il paziente con diabete escluda dalla dieta gli zuccheri semplici, per evitare bruschi aumenti di glicemia; al contrario andranno privilegiati gli alimenti contenenti carboidrati complessi.

La dieta del diabetico
A parte l’esclusione degli zuccheri semplici, il diabetico necessita di una dieta molto simile a quella delle persone non affette da diabete, con un uguale apporto calorico; si segnala e si sottolinea che pane, pasta e patate devono essere incluse nell’alimentazione di ogni diabetico, quello che cambia rispetto ad una persona sana è la quantità consumata ed il divieto di sommare durante lo stesso pasto 2 o più fonti di carboidrati complessi. Importante seguire queste tre linee guida:
1) Assumere costantemente alimenti ricchi in fibre, come verdura, frutta ed alimenti integrali; oltre a rallentare nell’intestino la velocità di assorbimento dei carboidrati, essi limitano la quantità di grassi che passano nel sangue, risultando quindi utile anche in caso di ipercolesterolemia e nel contesto di una dieta per il colesterolo.
2) Le proteine devono costituire circa il 15-20% del fabbisogno calorico, avendo cura che una buona parte di esse sia di fonte animale per la presenza di aminoacidi essenziali (quelli cioè che il nostro corpo non è in grado di sintetizzare).
3) Per quanto riguarda i grassi vanno preferiti quelli di origine vegetale (riducendo od eliminando per esempio il burro) che favoriscono una prevenzione delle malattie cardiovascolari, utile per tutta la popolazione ed a maggior ragione nel paziente diabetico.

Zucchero o dolcificanti per il diabetico?
A tale proposito leggi questo articolo: Diabete: zucchero o dolcificanti per il diabetico?

Il diabetico può mangiare cioccolato?
La risposta a questa domanda la trovate in questo articolo: Diabete: il diabetico può mangiare cioccolato? Quale preferire?

Alimenti utili per controllare la glicemia nel diabetico
Esistono alcuni cibi in grado di determinare un effetto positivo nel controllo dei valori di glicemia: oltre ai cereali integrali, leguminose ed in generale i cibi ricchi di fibre, risultano particolarmente utili il grano integrale, le mele (per la pectina contenuta), peperoni verdi, rape, carciofi, aglio, topinambur.

Alimenti vietati
Trovate una lista dei cibi vietati (o ammessi in quantità limitata), in questo articolo: Diabete: lista di alimenti vietati e moderatamente ammessi

Dieta e diabete: ricapitoliamo!
1) Da evitare tutti gli zuccheri semplici (dolci, bevande dolci).
2) Assumere fibra alimentare sotto forma di verdura, frutta ed alimenti integrali.
3) Privilegiare i grassi vegetali (olio) a quelli animali (burro, carni grasse, insaccati, formaggi stagionati).
4) Non dimenticare MAI una adeguata attività fisica.

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Prediabete:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

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2 risposte a Cosa può e non può mangiare il diabetico: cibi per controllare la glicemia

  1. Anonimo ha detto:

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