Insulina alta: cause, diabete, prediabete, valori normali e cure

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma INSULINA ALTA CAUSE DIABETE PREDIABETE RESISTENZA VALORI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie.pngL’insulina è un ormone prodotto dal pancreas, il quale contiene gruppi di cellule beta – detti isole – che la producono e la rilasciano nel sangue. L’insulina svolge un ruolo fondamentale nel metabolismo, controllando il modo in cui l’organismo usa il cibo digerito per produrre energia. Il tratto digerente scompone i carboidrati, ossia gli zuccheri e gli amidi presenti in molti alimenti, in glucosio. Il glucosio è un tipo di zucchero che entra nel circolo sanguigno. Con l’aiuto dell’insulina, le cellule dell’organismo assorbono il glucosio e lo usano come fonte energetica.

Valori normali di insulina

I valori normali di insulina a digiuno sono pari a un range che va da 5 a 25 micrU/ml, pertanto valori più alti indicano che il pancreas produce più insulina del dovuto. Tuttavia, è opportuno ricordare che l’intervallo di riferimento può variare da laboratorio a laboratorio.

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Ruolo dell’insulina nel controllo della glicemia

Il pancreas rilascia insulina in circolo dopo un pasto, quando i livelli di glucosio salgono. L’insulina e il glucosio vengono quindi trasportati dal sangue alle cellule di tutto il corpo. A questo punto…

  • l’insulina aiuta i muscoli, il grasso e le cellule del fegato ad assorbire il glucosio dal circolo sanguigno, abbassando i livelli glicemici;
  • stimola il fegato e il tessuto muscolare ad immagazzinare il glucosio in eccesso e quest’ultimo viene conservato sotto forma di glicogeno;
  • abbassa i livelli di glicemia anche riducendo la produzione di glucosio del fegato.

Nei soggetti sani, queste funzioni fanno sì che glicemia e livelli di insulina rimangano a valori normali.

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Insulino-resistenza
L’insulino-resistenza è una condizione in cui il corpo produce insulina ma non la usa in modo efficace. Nei soggetti con insulino-resistenza, il glucosio si accumula nel sangue invece di venire assorbito dalle cellule, determinando il diabete tipo 2 o prediabete (più correttamente dovrebbe essere chiamato alterata glicemia a digiuno e/o ridotta tolleranza glicidica). La maggior parte dei soggetti con resistenza all’insulina non sanno di averla per vari anni, finché non sviluppano il diabete tipo 2, una condizione patologica grave e cronica. Il lato positivo è che quando un soggetto scopre di essere insulino-resistente presto, spesso può prevenire o ritardare il diabete cambiando il proprio stile di vita. L’insulino-resistenza può determinare vari disturbi importanti.

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Cause di insulino-resistenza

Benché le cause esatte dell’insulino-resistenza non siano completamente chiare, la comunità scientifica ritiene che i motivi principali siano il sovrappeso e l’inattività fisica.

  • Sovrappeso. Il sovrappeso e l’obesità, specialmente l’accumulo di grasso intorno alla vita, sono tra le cause principali di resistenza all’insulina. Anni fa si pensava che il tessuto adiposo fungesse solo da magazzino energetico, in realtà studi scientifici hanno mostrato che il grasso della pancia produce ormoni e altre sostanze che possono causare gravi problemi di salute come l’insulino-resistenza, l’ipertensione arteriosa, alterazioni del colesterolo e malattie cardiovascolari (MCV). Il tessuto adiposo addominale in particolare svolge un ruolo nello sviluppo di stati infiammatori cronici o di lunga durata. Nel tempo, gli stati infiammatori cronici possono danneggiare l’organismo senza alcun segno o sintomo. I ricercatori hanno scoperto che interazioni complesse nel tessuto adiposo attirano cellule immunitarie nell’area e scatenano bassi livelli di infiammazione cronica. Questa infiammazione può contribuire allo sviluppo di insulino-resistenza, diabete tipo 2 e MCV. Studi scientifici mostrano che perdere peso può ridurre l’insulino-resistenza e prevenire o ritardare il diabete tipo 2.
  • Inattività fisica. Molti studi hanno mostrato che l’inattività fisica è associata all’insulino-resistenza, portando spesso al diabete tipo 2. I muscoli usano più glucosio di qualunque altro tessuto. Di solito, i muscoli attivi bruciano i propri depositi di glucosio e ripristinano le loro riserve con quello del circolo sanguigno, mantenendo bilanciata la glicemia.

Studi scientifici mostrano che dopo l’esercizio i muscoli diventano più sensibili all’insulina, superando un’insulino-resistenza e abbassando i livelli glicemici. L’attività fisica aiuta i muscoli ad assorbire più glucosio senza bisogno di insulina. Più un corpo è muscoloso, più glucosio può bruciare per controllare i livelli glicemici.

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Altre cause di insulino-resistenza possono essere:

  • patologie endocrinologiche,
  • impiego di steroidi,
  • alcuni farmaci,
  • età avanzata,
  • problemi del sonno (specialmente l’apnea notturna),
  • fumo di sigarette,
    disturbi del sonno.

Studi scientifici mostrano che disturbi del sonno non trattati, specialmente l’apnea, possono aumentare il rischio di obesità, l’insulino-resistenza e il diabete tipo 2. Lavori con turni notturni possono aumentare il rischio di questi problemi. L’apnea notturna è un disturbo comune in cui il respiro si interrompe durante il sonno. Un soggetto spesso passa dal sonno profondo a un sonno leggero quando il respiro si interrompe o diventa superficiale. Ne consegue una cattiva qualità del riposo che causa disturbi del sonno o stanchezza eccessiva durante il giorno.

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Complicazioni

In caso di insulino-resistenza, muscoli, grasso e cellule epatiche non rispondono in modo adeguato all’insulina e quindi non possono assorbire facilmente il glucosio dal circolo sanguigno. Di conseguenza, l’organismo necessita di livelli insulinici più alti per aiutare le cellule ad assorbire il glucosio. Le cellule beta del pancreas cercano di ottemperare al maggior fabbisogno di insulina aumentandone la produzione. Finché le cellule beta sono in grado di produrre abbastanza insulina da compensare la resistenza, i livelli glicemici si mantengono su valori normali. Nel tempo, l’insulino-resistenza può portare a diabete tipo 2 e prediabete perché le cellule beta non riescono a soddisfare il maggior fabbisogno di ormone. Quantità insufficienti di insulina determinano un accumulo di glucosio nel sangue, portando a diabete, prediabete e altri disturbi gravi.

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Prediabete (alterata glicemia a digiuno o ridotta tolleranza glicidica)

Il prediabete è una condizione in cui la glicemia o i livelli di A1c (emoglobina glicata), che riflettono i livelli medi di glicemia, sono maggiori del normale, ma non sufficientemente elevati da permettere una diagnosi di diabete.

  • glicemia a digiuno 100-125 mg/dl (alterata glicemia a digiuno o impaired fasting glucose, IFG);
  • glicemia 2 ore dopo carico orale di glucosio 140-199 mg/dl (ridotta tolleranza al glucosio o impaired glucose tolerance, IGT);
  • HbA1c 42-48 mmol/mol (6,00-6,49%) (solo con dosaggio allineato IFCC).
  • È da notare che l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità; WHO, World Health Organization) indica per la diagnosi di IFG valori di glicemia 110-125 mg/dl e non ha ratificato l’uso dell’emoglobina glicata per la definizione degli stati di disglicemia non diagnostici per diabete.

Negli Stati Uniti, l’incidenza del prediabete è in aumento. Il dipartimento statunitense dei servizi sanitari stima che nel 2012 almeno 86 milioni di americani adulti (20 anni o più) si trovavano in questa condizione. Soggetti prediabetici hanno un maggior rischio di sviluppare il diabete tipo 2 e malattie cardiovascolari, che possono indurre un attacco cardiaco o un ictus.

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Relazione tra insulino-resistenza, diabete tipo 2 e prediabete

L’insulino-resistenza aumenta il rischio di sviluppare il diabete tipo 2 e il prediabete. In genere, il prediabete insorge nei soggetti già affetti da insulino-resistenza. Benché di per sé quest’ultima non causi il diabete tipo 2, spesso predispone alla malattia richiedendo una maggior produzione di insulina alle cellule beta del pancreas. Nel prediabete, le cellule beta non possono produrre una quantità di insulina sufficiente a bilanciare la resistenza, causando incrementi anomali dei livelli glicemici. Una volta che un soggetto è prediabetico, la perdita di funzionalità progressiva delle cellule beta di solito porta al diabete tipo 2. Individui con diabete tipo 2 hanno livelli glicemici elevati. Nel tempo, l’iperglicemia danneggia nervi e vasi sanguigni, determinando complicanze come cardiopatie, ictus, cecità, insufficienza renale e amputazioni degli arti inferiori. Studi scientifici hanno dimostrato che la maggioranza degli individui con prediabete sviluppa il diabete tipo 2 entro 10 anni, a meno di cambiare il proprio stile di vita. Le modifiche dello stile di vita implicano tra l’altro la riduzione del peso corporeo di almeno 5 – 7% (4,5 – 6,0 kg in soggetti di 90 kg) tramite dieta e cambiamenti nel livello di attività fisica.

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Sintomi

In genere, insulino-resistenza e prediabete sono asintomatici. Un soggetto può avere una o ambedue le condizioni per diversi anni senza esserne consapevole. Anche in assenza di sintomi, un medico può identificare individui ad alto rischio tramite le caratteristiche fisiche, ossia tramite i cosiddetti fattori di rischio. I soggetti con gravi forme di insulino-resistenza possono avere macchie scure sulla pelle, in genere sul retro del collo. Talvolta, questi individui hanno un anello scuro intorno al collo. Macchie scure possono comparire anche su gomiti, ginocchia, nocche e ascelle. Questa condizione è nota come acantosi nigricans.

Screening

La società americana di diabetologia raccomanda di sottoporre a screening per il prediabete gli adulti sovrappeso od obesi con uno o più fattori di rischio aggiuntivi per il diabete, ma non tutti gli individui sovrappeso svilupperanno il diabete tipo 2. Soggetti senza fattori di rischio dovrebbero iniziare lo screening a 45 anni. Se i risultati sono normali, l’esame andrà ripetuto almeno ogni 3 anni. Lo screening è importante per una diagnosi precoce, che permette di cambiare stile di vita e prevenire il diabete tipo 2 e MCV. Il medico potrebbe raccomandare esami più frequenti in base ai risultati iniziali e al livello di rischio. In aggiunta al peso, la sede corporea del grasso in eccesso può essere importante. Un giro vita di almeno 100 cm negli uomini e 89 cm nelle donne è un importante fattore di rischio per l’insulino-resistenza e aumenta il rischio di diabete tipo 2. Questo è vero anche se l’IMC è nei limiti della norma.

Fattori di rischio

  • Sovrappeso,
  • obesità,
  • età sopra i 45 anni,
  • inattività fisica
  • genitore o fratello con diabete
  • famiglia di origine afro-americana, nativa dell’Alaska, indiana-americana, ispanica/latina o di un’isola americana del Pacifico,
  • partorire un neonato di peso superiore a 4,8 kg,
  • storia di diabete gestazionale (diabete che si sviluppa solo durante la gravidanza),
  • ipertensione arteriosa (almeno 140/90 mmHg) o essere in trattamento per ipertensione arteriosa,
  • livelli di colesterolo HDL inferiori a 35 mg/dl o livelli di trigliceridi superiori a 250 mg/dl,
  • ovaio policistico (PCOS, dall’inglese Polycystic Ovary Syndrome),
  • prediabete, glicemia a digiuno o tolleranza al glucosio alterate in esami pregressi,
  • altre condizioni associate con l’insulino-resistenza, come l’obesità o l’acantosi nigricans,
  • malattie cardiovascolari.

Prevenzione

La perdita di peso e la maggior attività fisica possono opporsi a insulino-resistenza e prediabete, prevenendo o ritardando il diabete tipo 2. Un soggetto può ridurre il proprio rischio

  • seguendo una dieta sana e mantenendo un peso corporeo corretto,
  • aumentando l’attività fisica,
  • non fumando,
  • assumendo farmaci.

Assunzione di cibo, dieta e nutrizione

Abitudini alimentari sane possono aiutare a perdere modiche quantità di peso e opporsi all’insulino-resistenza. Gli esperti incoraggiano l’adozione graduale di abitudini alimentari cui riuscire ad adeguarsi, invece di tentare diete drastiche per perdere peso. Può essere necessario l’aiuto di un dietista o la partecipazione a un programma di supporto della perdita di peso. In generale, il soggetto dovrebbe dimagrire scegliendo cibi sani, controllando le porzioni, mangiando meno grassi e aumentando l’attività fisica. Un individuo riuscirà a perdere stabilmente peso più facilmente quando impara a integrare i propri cibi preferiti in un piano alimentare sano. Il piano alimentare DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension, ossia diete per arrestare l’ipertensione), sviluppato dal NIH, si è dimostrato efficace nel ridurre l’insulino-resistenza se associato alla perdita di peso e all’attività fisica.

Supplementi nutrizionali

Studi sulla vitamina D mostrano un legame tra la capacità di mantenere livelli glicemici sani e quantità adeguate di vitamina D nel sangue. Sono tuttora in corso studi per stabilire i livelli di vitamina D corretti per prevenire il diabete.

Attività fisica

L’attività fisica regolare contrasta da sola diversi fattori di rischio. L’attività fisica regolare aiuta l’organismo ad adoperare l’insulina correttamente. L’attività fisica regolare aiuta anche un soggetto a:

  • perdere peso,
  • tenere sotto controllo i livelli glicemici,
  • tenere sotto controllo la pressione arteriosa,
  • tenere sotto controllo i livelli di colesterolo.

Nel DPP, i soggetti che svolgevano giornalmente per 5 giorni alla settimana attività fisica per 30 minuti riducevano il rischio di diabete tipo 2. Molte persone avevano scelto la marcia veloce come attività fisica. La maggior parte degli individui dovrebbe tendere a svolgere almeno 30 minuti di esercizio quasi tutti i giorni. I risultati ottimali si ottengono svolgendo sia attività aerobiche, che fanno lavorare grossi gruppi muscolari e aumentano la frequenza cardiaca, sia attività che rafforzano i muscoli.

Le attività aerobiche comprendono:

  • camminare velocemente,
  • salire le scale,
  • nuotare,
  • ballare e altre attività che aumentano la frequenza cardiaca.

Le attività che rafforzano i muscoli includono il sollevamento pesi ed esercizi come le flessioni. Chi non ha svolto di recente attività fisica dovrebbe consultarsi con il proprio medico per identificare gli esercizi più consoni e fare un controllo del proprio stato di salute prima di avviare un programma di attività fisica.

Smettere di fumare

Chi fuma dovrebbe smettere. Il medico può aiutare un soggetto a identificare le migliori strategie per smettere. Studi scientifici mostrano che chi si fa aiutare ha più probabilità di riuscire a smettere.

Farmaci

La metformina è raccomandata per il trattamento di alcuni individui ad altissimo rischio di diabete tipo 2. Nel DPP, la metformina ha dimostrato di essere il sistema più efficace nel prevenire o ritardare lo sviluppo di diabete tipo 2 nei soggetti più giovani sovrappeso con prediabete. In generale, la metformina viene consigliata in soggetti con meno di 60 anni e uno o più dei seguenti fattori di rischio, a giudizio del medico:

  • glicemia a riposo e tolleranza al glucosio alterate,
  • A1c superiore al 6%,
  • basso colesterolo HDL,
  • trigliceridi alti,
  • genitore o fratello con diabete,
  • IMC di almeno 35.

La metformina abbassa il rischio di diabete anche in donne con diabete gestazionale. Soggetti ad alto rischio dovrebbero chiedere al proprio medico se assumere metformina per prevenire il diabete tipo 2. Vari farmaci hanno mostrato di ridurre in misura variabile il rischio di diabete tipo 2, ma il solo medicinale raccomandato dalla società americana di diabetologia per la prevenzione del diabete tipo 2 è la metformina. Altri farmaci capaci di ritardare il diabete hanno effetti collaterali o non hanno efficacia sufficientemente durevole.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

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