Emoglobina glicata alta, valori normali, IFCC e diabete

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Gli effetti di glicemia cronicamente elevata sui vari organi

In caso di diabete o di sospetto di diabete, uno dei test più importanti è l’esame dell’emoglobina glicata che fornisce, insieme alla glicemia, un quadro dettagliato sulla situazione del paziente.

Cosa indica l’emoglobina glicata?
L’esame dell’emoglobina glicata (anche chiamato test A1c, HbA1c, esame dell’emoglobina glicosilata, glicoemoglobina, o Indice di Controllo Diabetico.) è un esame del sangue che fornisce al medico informazioni sui livelli medi di glicemia degli ultimi 3 mesi circa. Il valore indica la percentuale dell’emoglobina glicosilata, ossia legata a molecole di glucosio (zucchero); il risultato è espresso in valore percentuale (%) di emoglobina glicosilata rispetto all’emoglobina totale. Secondo un nuovo metodo di riferimento (IFCC), i risultati sono espressi in millimoli (mmol) di emoglobina glicosilata per mole di emoglobina totale (mmol/mol).

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Qual è la differenza tra glicemia e emoglobina glicata?
La glicemia indica il valore della concentrazione di glucosio nel sangue al momento del prelievo di sangue, l’emoglobina glicata indica invece, essendo  proporzionale alla concentrazione di glucosio registrata nel sangue in un certo arco di tempo, quelli che possono essere stati i livelli medi di glicemia negli ultimi 3 mesi. In un certo senso la glicemia “fa una foto della situazione, mentre l’emoglobina glicata “fa un video” degli ultimi mesi.

Emoglobina glicosilata: come ci si prepara all’esame?
Il dosaggio dell’emoglobina glicosilata non è influenzato dall’assunzione di alimenti, perciò l’esecuzione del prelievo di sangue non richiede il digiuno o altra preparazione particolare.

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Valori di emoglobina glicata
A seconda delle fonti consultate possono variare leggermente i valori considerati come normali.

Dall’OMS viene indicato come alto un valore superiore a 6.0% o a 42 mmol/mol (metodo IFCC). Sarebbe ovviamente opportuno puntare a valori anche inferiori.

Per rendere più semplice l’interpretazione è possibile fare riferimento alla seguente tabella (nella colonna centrale il nuovo metodo di riferimento IFCC)

HbA1c
(%)

HbA1c
(mmol/mol)

Utilizzo

4.0

20

Limite inferiore in soggetti non diabetici

5.4

36

Limite superiore in gravidanza (1o e 2o trimestre)

5.7

39

Diagnosi di prediabete

6.5

48

Diagnosi di diabete

7.0

53

Obiettivo terapeutico primario

È possibile calcolare il livello circolante medio di glucosio associato al risultato della glicata, che rappresenta una stima di massima del valore medio degli ultimi tre mesi; questo valore non corrisponderà alle misurazioni giornaliere di glucosio perché è una media su un periodo lungo invece di un livello glicemico in un determinato momento, come è quello misurato dallo strumento di automisurazione.

La tabella seguente mostra il rapporto tra i due numeri:

EMOGLOBINA GLICATA (%) GLICEMIA MEDIA (MG/DL)
5 97 (76–120)
6 126 (100–152)
7 154 (123–185)
8 183 (147–217)
9 212 (170–249)
10 240 (193–282)
11 269 (217–314)
12 298 (240–347)
13 326 (260-380)
14 355 (290-410)
15 384 (310-440)
16 413 (330-480)
17 441 (460-510)
18 470 (380-540)
19 499 (410-570)

Emoglobina glicata, prediabete e diabete

L’esame A1c è importante per la diagnosi di diabete tipo 2 e prediabete (intolleranza glucidica). Tra parentesi il nuovo metodo di riferimento IFCC:

  • Emoglobina glicata minore di 5,7% (39 mmol/mol): normale
  • Emoglobina glicata tra 5,7 e 6,4% (39-47 mmol/mol): prediabete (intolleranza glucidica)
  • Emoglobina glicata uguale o maggiore di 6,5% (48 mmol/mol): diabete

IMPORTANTE: Per la diagnosi di diabete, qualunque esame richiede la conferma di una seconda misurazione a meno che non ci siano chiari sintomi della malattia.
In alcuni pazienti la glicemia può indicare il diabete in assenza di modifiche coerenti di A1c. Può succedere anche il contrario: l’esame della glicata può indicare il diabete al contrario della glicemia. Data questa variabilità dei risultati, il medico fa ripetere gli esami prima di formulare una diagnosi.
Soggetti con risultati difformi possono essere nelle fasi iniziali della malattia, quando i livelli glicemici non sono ancora abbastanza alti da risultare in tutti i test. Talvolta in questa fase iniziale piccoli cambiamenti dello stile di vita (perdere un po’ di peso e aumentare l’attività fisica) possono aiutare a eliminare il diabete o a ritardarne l’insorgenza.

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Perché è importante l’esame dell’emoglobina glicata?
L’esame è importante soprattutto perché il diabete in fase iniziale non dà sintomi. Benché nessun test sia perfetto, l’esame A1c e la glicemia sono i migliori strumenti a disposizione per diagnosticare il diabete, una malattia grave e cronica. Questi esami permettono al medico di identificare e trattare il diabete prima che insorgano complicazioni, nonché di trovare e curare il prediabete, potenzialmente ritardando o prevenendo lo sviluppo del diabete tipo 2.

Emoglobina glicata in gravidanza e dopo il parto
Può essere usato alla prima visita medica durante la gravidanza per controllare se donne con fattori di rischio avevano malattie diabetiche non diagnosticate prima di rimanere incinte. In seguito, viene usato il test orale di tolleranza al glucosio per controllare se sta insorgendo il diabete, detto diabete gestazionale se in gravidanza. Dopo il parto, donne con diabete gestazionale dovranno essere controllate per verificare l’eventuale persistenza del diabete. Al posto dell’esame A1c, dovrà essere misurata la glicemia nelle 12 settimane dal parto.

Perché negli anni scorsi non era raccomandato?
In passato, l’esame non veniva raccomandato per la diagnosi perché a seconda del laboratorio si potevano ottenere risultati diversi. L’accuratezza è stata migliorata dal National Glycohemoglobin Standardization Program (NGSP, ossia il programma nazionale di standardizzazione dell’emoglobina glicata), che ha sviluppato standard per gli esami A1C. Il programma NGSP certifica che i fabbricanti di esami della glicata forniscano test coerenti con quelli usati in uno studio fondamentale sul diabete. Lo studio ha stabilito gli obiettivi attuali di A1c per il mantenimento della glicemia a livelli che riducono l’insorgenza di complicanze, come la cecità e le vasculopatie.

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Variabilità dei risultati
Tutti i test di laboratorio possono variare da un giorno all’altro e da un test all’altro. I risultati possono cambiare:

  • nel soggetto sottoposto a esami. I livelli di glicemia di un individuo in condizioni normali variano in funzione dei pasti, dell’attività fisica, di eventuali malattie e dello stress;
  • tra test diversi. Ciascun esame misura i livelli glicemici in modo differente. Per esempio, la glicemia a digiuno misura il glucosio libero nel sangue in condizioni di digiuno e mostra solo il livello di glicemia al momento del prelievo. Glicemie ripetute, come automisurazioni ripetute più volte al giorno con un misuratore per uso domestico, possono registrare le variazioni naturali della glicemia durante il giorno. L’esame A1c rappresenta la quantità di glucosio legato all’emoglobina, quindi riflette una media di tutti i livelli di glicemia del soggetto negli ultimi 3 mesi. L’esame A1c non mostra variazioni giornaliere significative.
  • nell’ambito dello stesso test. Anche quando lo stesso campione di sangue viene misurato più volte nello stesso laboratorio, i risultati possono cambiare per piccole variazioni di temperatura, attrezzatura o maneggiamento del campione.

Il medico tiene in considerazione queste variazioni quando analizza i risultati dei test e fa ripetere gli esami per conferma (la diagnosi si pone sempre dopo la conferma con un secondo prelievo in giorno diverso). Il diabete si sviluppa nel tempo, quindi il medico può dire quando i livelli glicemici complessivi stanno diventando troppo alti nonostante la variabilità degli esami. Il risultato di un esame A1c può variare di circa 0,5% rispetto al valore reale. Ciò significa che una misura del 7,0% potrebbe indicare un valore reale di A1c tra 6,5 e 7,5%.

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Falsi positivi e negativi
Falsi risultati di emoglobina glicata possono anche aversi in persone con altri problemi del sangue o dell’emoglobina. Per esempio, un risultato falsamente basso può essere misurato in soggetti con:

  • anemia
  • sanguinamenti importanti

Un risultato falsamente elevato può essere misurato in soggetti con ferro molto basso, per esempio soggetti con anemia da carenza di ferro.

Altre cause di falsi risultati di A1c sono:

  • insufficienza renale,
  • malattie epatiche.

Cos’è il prediabete e come comportarsi?
Il prediabete è un fattore di rischio per il diabete tipo 2. I soggetti con prediabete devono sottoporsi annualmente a un esame di controllo. Nell’ambito dei valori di A1c di prediabete (5,7 – 6,4%), maggiore è A1c, maggiore il rischio di diabete. Gli individui con prediabete sono a rischio di sviluppare il diabete tipo 2 nell’arco di 10 anni, anche se possono prendere delle misure per prevenire o ritardare la malattia.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

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