Morso di ragni velenosi: sintomi, segni, cosa fare, terapie

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma MORSO PENE RAGNO Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina Glutei Lombari AnoMoltissime specie di ragni sono velenose, tuttavia, i denti della maggior parte di esse sono troppo corti o fragili per penetrare efficacemente nella cute, quindi possono essere considerate inoffensive. Negli USA almeno 60 specie sono comunque considerate responsabili di morsi ai danni dell’uomo, come il Pamphobeteus, il Cupiennius e la Phoneutria, che – pur nonessendo native degli USA – ma possono essere importate nel paese con i prodotti agricoli o altri materiali, oppure con il commercio ufficiale o clandestino dei ragni come animali domestici inusuali.

Incidenza

Sebbene l’incidenza dei morsi di ragno negli USA sia sconosciuta, nel 1996, presso 67 centri antiveleni che servivano l’87% della popolazione, sono stati riportati 13167 morsi di ragno. Si ritiene che negli USA si verifichino meno di tre morti/anno, di solito tra i bambini.

Componenti del veleno

Soltanto alcuni veleni di ragno sono stati studiati in dettaglio. I più importanti sono quelli che possiedono componenti velenose neurotossiche (vedove nere) e necrotizzanti (ragni bruni o violino e alcuni ragni domestici). La componente più tossica del veleno della vedova nera (Lactrodectus sp) sembra essere un peptide che interferisce con la trasmissione neuromuscolare. Il veleno del ragno bruno o violino (Loxosceles sp) ha un’attività enzimatica superiore a quella del veleno di vedova nera, ma non è stata isolata alcuna frazione del veleno che provochi l’intera sequenza di eventi che dà luogo alla caratteristica lesione necrotica. L’infiltrazione di PMN svolge un ruolo importante nella fisiopatologia della vasculite locale delle lesioni necrotiche, ma il meccanismo con cui agisce non è del tutto compreso.

Sintomi e segni

I morsi di vedova nera in genere provocano un dolore acuto simil-puntorio, seguito da un dolore sordo, talora con intorpidimento, all’estremità colpita, e da dolore crampiforme e una certa rigidità muscolare all’addome o alle spalle, al dorso e al torace. Le manifestazioni associate possono comprendere irrequitezza, ansia, sudorazione, cefalea, vertigini, ptosi, edema palpebrale, eruzione e prurito cutanei, difficoltà respiratoria, nausea, vomito, salivazione, debolezza e aumento della temperatura cutanea in corrispondenza dell’area colpita. La PA e la pressione del LCR sono generalmente aumentate nei casi più gravi, negli adulti.

I morsi di ragno bruno o violino possono provocare un’immediata sensazione di bruciore o un dolore immediato minimo o assente, sebbene un certo dolore localizzato si manifesti entro 30-60 min. La zona del morso diventa eritematosa ed ecchimotica e può essere pruriginosa. Può essere presente anche prurito generalizzato. Si forma una bolla, spesso circondata da un’area ecchimotica irregolare o da una lesione con aspetto più a bersaglio, simile a un “occhio di bue”; la bolla centrale aumenta di volume, si riempie di sangue, si rompe e lascia un’ulcera sulla quale si forma un’escara nera che alla fine cade, lasciando un’ampia perdita di sostanza che può interessare anche il muscolo. Il dolore può essere intenso e interessare l’intera area colpita. Si possono manifestare segni e sintomi sistemici (p. es., nausea e vomito, malessere generale, brividi, sudorazione, emolisi, trombocitopenia e insufficienza renale). I casi fatali sono rari. Negli USA non è stato riportato alcun decesso.

E’ necessario fare ogni tentativo per catturare e identificare il ragno responsabile. Le vedove nere sono identificabili da una macchia rossa o arancione a forma di clessidra sulla parte ventrale dell’addome. I ragni bruni o violino hanno una macchia a forma di violino sul cefalotorace. Se il paziente non è in grado di confermare che è stato vittima di un morso di ragno, vanno prese in considerazione diagnosi alternative.

I morsi di pulce, di cimice dei letti, di zecca, di acaro e di tafano (v. oltre) vengono spesso confusi con morsi di ragno. Alcuni morsi di artropodi possono dare origine a lesioni bollose che si rompono e si ulcerano, ricordando quelle del ragno violino e di alcuni altri ragni. L’aracnidismo necrotico o gangrenoso attribuito ai ragni bruni o violino, soprattutto in zone dove questa specie non si trova, è probabilmente causato da ragni diversi dal Loxosceles o più probabilmente da altri artropodi: cimici vere della famiglia delle Reduviidae (cimici assassine, cimici ovali, cimici del bacio) e, in California e negli stati adiacenti, la zecca pajaroello, Ornithodoros coriaceus. Alcuni casi di cosiddetti morsi da ragni bruni o violino sono diagnosi errate di necrolisi epidermica tossica, eritema cronico migrante, eritema nodoso, sporotricosi, herpes simplex cronico o periarterite nodosa.

Cosa fare e terapia

Un cubetto di ghiaccio può essere posto sopra un morso di vedova nera per ridurre il dolore. I pazienti con età < 16 anni o > 60 anni, quelli con malattia cardiovascolare ipertensiva o quelli con sintomi e segni di avvelenamento grave devono essere subito ricoverati in ospedale e, quando la terapia sintomatica non ha successo, si deve somministrare loro 1 fiala (6000 U) di antidoto (Latrodectus mactans) EV (solitamente in 3-15 min) in 10-50 ml di soluzione fisiologica, dopo aver eseguito l’appropriato test cutaneo. Nei bambini può essere necessaria l’assistenza respiratoria. Si devono controllare spesso i parametri vitali nelle prime 12 h dopo il morso. Negli anziani, l’ipertensione acuta può richiedere un trattamento.

Per il dolore e gli spasmi muscolari, si possono somministrare lentamente EV 10 ml di gluconato di calcio al 10%. Possono esserne necessarie diverse dosi a intervalli di 4 h. Negli adulti è talvolta efficace un rilassante, in particolare il metocarbamolo somministrato EV; il diazepam 10 mg PO tid ha mostrato gradi diversi di efficacia. I narcotici e i bagni caldi possono dare sollievo.

Nel morso di ragno bruno o violino, per ridurre il dolore deve essere applicato temporaneamente del ghiaccio sulla zona colpita (avvolto in un panno per proteggere la cute dalle lesioni da freddo). Se il morso è a livello di un arto, quest’ultimo va tenuto sollevato fino a che il morso non è guarito. L’uso continuato di impacchi freddi (fino alla guarigione della lesione) contribuisce a ridurre il dolore.

Finché l’infiammazione non si spegne, viene somministrato dapsone 100 mg/die PO. Poiché il dapsone può provocare agranulocitosi e anemia emolitica, che può essere esagerata nei pazienti che hanno un deficit di G6PD, prima di istituire la terapia devono essere eseguiti un test per la G6PD e un emocromo completo; l’emocromo deve essere controllato anche in seguito. L’impiego della terapia con O2 iperbarico ha prodotto un certo miglioramento clinico soltanto in alcuni pazienti.

Le lesioni ulcerate devono essere pulite quotidianamente e sbrigliate secondo necessità. Prima di coricarsi può essere applicato un unguento a base di polimixina, bacitracina e neomicina. La maggior parte dei morsi richiede unicamente una terapia locale. La resezione chirurgica, se necessaria, deve essere rimandata fino a che l’area della necrosi non sia completamente delimitata. Le manifestazioni sistemiche vengono trattate in maniera sintomatica. I corticosteroidi per via generale non hanno mostrato benefici soddisfacenti o affidabili.

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