Una vostra amica è troppo magra? Vi insegno a capire se soffre di anoressia

riconoscere anoressiaMi capita spesso che una persona venga da me per chiedermi una opinione, preoccupata dal fatto che una sua amica è vistosamente al di sotto del peso normale o allarmata nel vedere che questa è dimagrita troppo in un arco di tempo eccessivamente breve. E’ ovvio che non tutti quelli che dimagriscono molto o che sono al di sotto del peso normale soffrono di anoressia, tuttavia è importante ricordare che non tutte le persone sottopeso che stanno “benissimo” con un certo vestito (secondo i canoni della nostra ormai distorta società) sono sane. Insomma come fare a distinguere una persona normale o al massimo sottopeso da una persona che soffre di anoressia, in un mondo che idolatra modelle malate?

Partiamo dalla definizione

L’anoressia (dal greco ανορεξία: anorexía composto da alfa privativo e órexis: ‘appetito’ quindi senza appetito) è un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato dal rifiuto del cibo, che nasce per la paura morbosa di ingrassare. La caparbia volontà di mantenersi sotto un peso normale, comunque percepito come eccessivo dall’anoressico, conduce allo sviluppo di una repulsione ossessiva nei confronti del cibo che dilaga fino a scatenare i sintomi fisici dell’anoressia conclamata: peso corporeo sotto i limiti di normalità (inferiore all’85% del peso ideale, indice di massa corporea anche detto BMI inferiore a 1,75 kg/m2), magrezza francamente patologica, bassa temperatura corporea, bradicardia, fragilità di unghie e capelli, osteopenia, alopecia, riduzione del volume del seno, ipotensione, pelle secca, aspetto debilitato/cachettico, ritardi mestruali e amenorrea (ritardo di almeno tre cicli mestruali consecutivi).

Nel caso l’anoressia si accompagni a saltuarie abbuffate seguite da condotte di eliminazione (anoressia nervosa di tipo bulimico), si registra una tipica erosione dentale dovuta agli episodi ripetuti di vomito autoindotto, spesso con ipertrofia delle ghiandole salivari.

Leggi anche: Mi dicevano “sei grassa” così decisi che non avrei mangiato più. Mai più. La testimonianza di una paziente anoressica

Alcuni dei sintomi dell’anoressia sinora elencati riguardano esclusivamente il sesso femminile, nel quale la frequenza della malattia è da 20 a 25 volte superiore rispetto alla popolazione maschile, in alcune popolazioni il rapporto uomo donna è ancora più a favore di quest’ultima. Nell’uomo anoressico si può apprezzare un importante calo della libido e dell’attività eiaculatoria. Alcuni autori associano l’anoressia maschile al termine vigoressia.

Leggi anche: Disturbi del comportamento alimentare in aumento tra gli uomini

E anche: Vigoressia: essere muscolosi e vedersi flaccidi

Cosa ci dicono le analisi del sangue?

In presenza di anoressia, le analisi del sangue possono rilevare alterazioni endocrine con valori di ormoni tiroidei, leptina e gonadotropine prossimi ai limiti inferiori di normalità o al di sotto di essi. Si può registrare anemia, leucopenia con linfocitopenia, ipokaliemia, ipocalcemia, ipomagnesemia ed ipofosforemia, alcalosi metabolica ed ipoglicemia. Il metabolismo basale appare decisamente inferiore rispetto alla norma.

Come riconoscere quando una persona soffre di anoressia?

L’esordio dell’anoressia è piuttosto sfumato sul piano sintomatologico e difficilmente riconoscibile anche dai familiari. Un basso peso corporeo, anche se non ancora patologico, associato alla colorazione giallo-arancio del palmo delle mani e della pianta dei piedi, può essere uno dei pochi sintomi fisici associati all’anoressia nervosa negli stadi precoci. Questo sintomo potrebbe infatti derivare dall’abitudine di mangiare quasi esclusivamente vegetali, molti dei quali ricchi di carotenoidi, che si accumulano nella cute determinando la carotenodermia. La condizione non va confusa con l’ittero, nella quale la magrezza è causata da disordini epatici e la colorazione giallastra si estende anche alle sclere oculari.

Nelle fasi di esordio dell’anoressia nervosa sono soprattutto alcuni sintomi di carattere psicologico, tradotti in azioni e stati d’animo peculiari, a far sospettare la malattia:

1) paura morbosa ed immotivata di aumentare di peso;

2) rifiuto ossessivo del cibo o di alcuni tipi di alimenti, specie di quelli con elevato contenuto calorico;

3) alterata percezione corporea: si tende a vedersi grassi nonostante l’ago della bilancia segnali un peso corporeo normale, inferiore alla norma o decisamente sottopeso;

4) ansia nell’osservare il proprio corpo allo specchio per la paura di vedersi ingrassati;

5) eccessivo esercizio fisico nel tentativo disperato di bruciare più calorie

6) iperattività ed ansia;

7) tendenza a nascondere o a non ammettere di avere un problema con il cibo: si mente sulla quantità di alimenti consumata (arrivando a lasciare finte prove per dimostrare ai propri genitori di mangiare più di quanto si faccia realmente) e si banalizzano o nascondono i sintomi ed i disturbi fisici derivanti dall’anoressia;

8) sensazione di disagio quando ci si trova a mangiare in pubblico o in compagnia di altre persone;

9) abuso di tisane, integratori/farmaci anoressizanti, lassativi, diuretici e farmaci che intervengono sulla tiroide per aumentare il metabolismo;

10) pratiche inconsulte per consumare più calorie, ad esempio eseguire docce o bagni con acqua fredda, esercizi fisici sfrenati ad orari o in luoghi inusuali, pratica di attività motoria nonostante le precarie condizioni fisiche;

11) consumo di acqua in quantità eccessive per stimolare il senso di sazietà;

12) tentativo di sembrare più magra scegliendo abiti neri, con righe verticali o tagliandosi i capelli;

13) comportamento compulsivo ritualistico riguardo al cibo (tagliare le pietanze in pezzi piccolissimi e rigirarli nel piatto prima di mangiarli, cucinare piatti elaborati per i familiari senza assaggiare quanto preparato, raccogliere e catalogare le ricette);

14) sensazione di non essere capiti da nessuno, se non da altri che condividono la “voglia di dimagrire”;

15) sintomi depressivi e, in alcuni soggetti, pensieri suicidari.

Cosa fare nel dubbio?

Se riscontrate almeno la metà questi sintomi in qualcuno che vi è vicino dovreste subito iniziare ad indagare più a fondo sulle abitudini della persona in questione, fecendo intervenire i familiari ed eventualmente cercando di convincere la persona a farsi una visita di controllo dal medico.

Secondo la mia esperienza il paziente con anoressia è un paziente molto fragile ma che rimane saldo sulle sue convinzioni di NON avere un problema, nel dubbio, se volete portarlo da un medico per fare diagnosi esatta di anoressia, ditegli che lo state portando ad una visita di controllo generica perchè se il paziente anoressico intuisce che lo state portando ad una visita che riguarda il suo rapporto col cibo, allora si “chiuderà a riccio” e non riuscirete a portarcelo!

Se voi stessi vi siete ritrovati in almeno 6 di questi punti, dovete cercare assolutamente di superare la vostra convinzione di sottostimare quelli che potrebbero essere i primi sintomi di una malattia del comportamento alimentare: potrebbe salvarvi la vita.

Leggi anche: Anoressia: le immagini drammatiche di un corpo che non esiste più

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Advertisements

Informazioni su Dott. Emilio Alessio Loiacono

https://medicinaonline.co/about/
Questa voce è stata pubblicata in Dietologia, nutrizione e apparato digerente, Ormoni ed endocrinologia, Psico-dietologia e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Una vostra amica è troppo magra? Vi insegno a capire se soffre di anoressia

  1. trappolapertopi ha detto:

    Sono d’accordo sui consigli per riconoscere l’anoressia (direi solo, i vestiti neri sono più per nascondere che il grasso che per sembrare più magra. anche quando agli altri sembra che grasso non ce ne sia). Cosa fare quando la si ha riconosciuta è tutta un’altra cosa. Consigliare la terapia non basta.

    • l’anoressia è una patologia di interesse psichiatrico e purtroppo il paziente psichiatrico è difficile da trattare. Bisognerà scegliere un medico con profonde conoscenze di queste problematiche e con grande esperienza ed umanità, lui saprà impostare la corretta terapia ritagliandola sul paziente come un sarto quando crea un abito su misura. Dall’anoressia si può guarire se si ha un buon medico, tanti amici ed un ambiente amorevole.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...