Salute dei bambini a rischio se obesi o in sovrappeso

BAMBINI OBESI SOVRAPPESO PESO GRASSORiusciremo a smetterla di considerare bambini troppo pasciuti e cicciottelli l’orgoglio di mamma e papà? I pediatri continuano a ripetere che il sovrappeso da piccoli è una seria ipoteca sulla salute da adulti e durante l’ultimo congresso mondiale di endocrinologia pediatrica di Milano hanno dato indicazioni per un metodo semplice e alla portata di chiunque per capire se c’è da preoccuparsi o no: basta misurare il girovita e fare il rapporto fra questa misura e l’altezza per sapere se il bimbo è a rischio obesità.

Il grasso viscerale

Il problema infatti è la “pancetta”, negli adulti come nei bimbi: il grasso viscerale è il più pericoloso e il classico indice di massa corporea (ovvero il peso corporeo diviso per il quadrato dell’altezza) non è l’ideale per capire se c’è. Meglio misurare la circonferenza della vita (in centimetri) e dividerla per il peso: se il rapporto è uguale o supera 0,5, meglio fare attenzione perché significa che un bel po’ di ciccia si è già accumulata sull’addome, indipendentemente dal peso segnato dalla bilancia. E questo è rischioso, anche per i bambini: c’è una relazione diretta fra grasso addominale e infiammazione sistemica. Quando si introducono troppe calorie, le cellule devono infatti aumentare di dimensioni per consentire lo “stoccaggio” dei grassi: questo stress le induce a produrre grandi quantità di molecole pro-infiammatorie, inoltre l’espansione delle cellule adipose provoca una riduzione della quantità di ossigeno nei tessuti e una modifica dei fattori protettivi locali. Se le anomalie persistono si sviluppano alterazioni della sensibilità all’insulina e si verificano infiammazione cronica dei tessuti e morte delle cellule.

Il pericolo del grasso

Se le cellule si ingrandiscono troppo “scoppiano”, infatti, ma questo non fa che peggiorare le cose: il grasso si deposita sugli organi e si attiva ancora di più una locale risposta infiammatoria. Il girovita abbondante è anche un indicatore affidabile della sensibilità all’insulina, che a sua volta è un fattore di rischio per il diabete. Un risultato uguale o superiore a 0,5 è un campanello d’allarme: significa che il bimbo è sulla strada dell’obesità: meglio non usare la parola sovrappeso, una definizione troppo spesso sottovalutata. L’obesità è uno dei maggiori problemi sanitari nell’infanzia e può anche anticipare la pubertà, oltre che creare le premesse per un maggior rischio cardiovascolare in futuro: oggi quasi un terzo dei bambini italiani è obeso o sovrappeso e tali dati collocano l’Italia al secondo posto, subito dietro gli Stati Uniti, nella poco lusinghiera classifica dei Paesi in cui l’obesità infantile è più diffusa. Quando l’eccesso di peso non viene risolto, l’infiammazione e i danni diventano cronici aprendo la strada a problemi come diabete, sindrome metabolica, statosi epatica (il cosiddetto “fegato grasso”). Combattere sovrappeso e obesità infantile è perciò un obiettivo molto importante di salute pubblica, per scongiurare l’arrivo di una generazione di giovani adulti malati cronici.

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