Gli italiani mangiano poca frutta e verdura

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Roma Medicina Chirurgia Estetica Rughe Cavitazione Dieta Peso Dimagrire Pancia Grasso Dietologo Nutrizionista Cellulite Cibo Senologo Psicologo Pene Cuore Amore Sessuologo Sesso ITALIANI FRUTTA E VERDURASi dipingono salutisti e attenti a mangiare sano, ma per gli italiani a tavola non mancano gli “scivoloni”: solo il 15% riesce a introdurre nella propria dieta giornaliera le giuste porzioni (almeno 5) di frutta e verdura consigliate dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). E queste scelte vengono difese con convinzione visto che 7 su 10 non ritengono di dover aumentare le quantità, e solo poco più del 10% sa veramente qual è il consumo raccomandato, mentre 7 connazionali su 10 non ne sono a conoscenza. Anche il pesce è quasi uno ‘straniero’ nelle tavole del Belpaese, visto che il suo consumo viene relegato in media a una volta e mezzo a settimana, mentre ampio spazio viene lasciato alla carne che nel 42% dei casi finisce nei piatti ben 3-4 volte a settimana. E lo stesso i latticini, protagonisti della portata in media 3,2 volte la settimana.

È il quadro che emerge da un’indagine presentata a Milano, condotta da Gfk Eurisko su un campione rappresentativo di 800 italiani dai 18 anni in su, con l’obiettivo di fotografare le abitudini alimentari e il ricorso all’integrazione alimentare della popolazione. Sette italiani su 10, rilevano gli autori della ricerca, definiscono la propria alimentazione sana ed equilibrata; oltre l’80% dichiara di aver adottato almeno un comportamento salutistico nell’ultimo anno in particolare sul fronte cibo, tanto che più del 50% si impegna a mangiare in modo vario ed equilibrato; il 66% (quota che sale al 73% fra gli over 50) fugge dagli eccessi, per esempio riducendo zuccheri, sale, grassi e alcol. Quando però il campione viene intervistato sugli alimenti consumati nelle 24 ore precedenti, in pochi passano l’esame a pieni voti, con consumi di frutta e verdura che si attestano nella maggior parte dei casi su quantitativi minimi e spesso non sufficienti.

La morale, riepilogano i ricercatori, è che la percezione di possibili problemi di carenza è molto bassa. Tanto che 7 italiani su 10 dichiarano di non aver mai usato integratori negli ultimi 12 mesi e oltre il 60% indica fra le motivazioni quella di non ritenersi a rischio di deficit nutrizionali. Sull’argomento un team di esperti italiani ha steso un documento, un position paper – ‘Nuove evidenze sull’uso dei multivitaminici e multiminerali e sensibilizzazione alle carenze nutrizionali nella popolazione over 50’ – che ha ottenuto il patrocinio di Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg), Società oftalmologica italiana (Soi), Società italiana di medicina generale (Simg) e Federazione Ordini farmacisti italiani (Fofi).

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