Terapia soppressiva con Eutirox per ridurre un nodulo tiroideo

MEDICINA ONLINE PESO TIROIDE IPOTIROIDISMO PARATIROIDI NODULI BILANCIA MASSA INDICE CORPOREA COCALORIE BASMATI BIANCO INGRASSARE DIETA COTTO CRUDO PIATTO CUCINA LIGHT MANGIARE DIMAGRIRE GRASSO DIABETE CARBOIDRATI GLICEMIASono una donna di 37 anni, a ottobre scorso ho scoperto di avere un nodulo alla tiroide. Ho fatto l’ecografia, visite endocrinologiche, le analisi sangue, e l’agoaspirato. Analisi tsh 2,85, ft3 3,70, ft4 13,0, tireoglobulina 0,30, calcitonina 0,98, AbTg neg, AbTPO neg. La diagnosi è nodulo benigno Tir 2. A gennaio scorso ho iniziato la terapia soppressiva con eutirox con il tentativo di fare ridurre o quantomeno bloccare la crescita del nodulo (circa 1,6 cm). I valori ormonali dopo circa cinque settimane di assunzione di Eutirox 75 al giorno erano: TSH 0,03; FT3 5,20; FT4 11,8. L’endocrinologo alla visita di controllo mi ha ridotto la terapia, eutirox 75 per sei giorni a settimana. La settimana scorsa ho rifatto le analisi (in ospedale), dopo due mesi dalla riduzione del dosaggio. TSH 0,38 (Rif. 0,35-4,94) FT3 2,56 (Rif. 1,71-3,71) FT4 1,09 (Rif. 0,71-1,48) AAT 1,0 (Rif. 0-34) TPO 0,0 (Rif. 0-12). Non ho ancora fatto vedere le analisi al mio endocrinologo, mi consiglia di continuare con questo dosaggio di tiroxina?

Come già risposto ad analoghi quesiti, ribadisco che l’ utilità della terapia tiroxinica nella patologia nodulare benigna della tiroide èIn questo ambito è controversa In altri termini il rapporto costo/beneficio della terapia con tiroxina va valutato caso per caso ed oggi questa terapia è molto meno usata che nel recente passato. Il razionale della terapia consiste nel ridurre i livelli di Tsh, ormone ipofisario che stimola la tiroide, e di conseguenza ridurre il volume del nodulo o almeno ridurre il rischio di progressione volumetrica del nodulo. Di recente è stato anche ipotizzato che in questo modo si riduca il rischio di oncogenesi tiroidea e cioè di trasformazione maligna del nodulo. Di converso però la terapia tiroxina induce uno stato di ipertiroidismo subclinico con aumento del rischio di osteoporosi e di aritmie, particolarmente nei soggetti anziani o a rischio per queste patologie. Inoltre non ha senso utilizzare la terapia se già nella valutazione basale il Tsh è ridotto o nella porzione bassa del range. In definitiva un trial con bassa dose di tiroxina con l’ obiettivo di una semisoppressione del Tsh (come nel suo caso, alla dose attuale che appare approriata) è proponibile in casi selezionati, per esempio: nei pazienti giovani, in chi è stato irradiato al collo in età giovanile, nelle aree di endemia gozzigena, nei casi con documentata tendenza all’incremento volumetrico del gozzo e/o dei noduli.

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