Biopsia epatica ecoguidata: procedura, tempi referto, fa male?

MEDICINA ONLINE FEGATO ECOGUIDATA BIOPSIA PERCUTANEA  ECOGRAFIA AGO DOLORE FA MALE ASPIRATO CHIRURGIA CHIRURGO EPATICA.jpgLa biopsia epatica (in inglese “liver biopsy”) consiste nel prelievo di un campione tessuto epatico che viene poi analizzato dal patologo allo scopo di eseguire una valutazione istologica, necessaria per la formulazione di una corretta diagnosi di malattia epatica, per valutarne la gravità e per monitorare i progressi del trattamento. La biopsia del fegato può avvenire per via:

  • percutanea: tramite un ago attraverso la pelle (quella di cui parlaimo in questo articolo);
  • transvenosa: inserendo un catetere attraverso la vena giugulare;
  • chirurgica: durante un intervento chirurgico addominale.

Quando avviene per via percutanea, l’inserimento dell’ago può essere facilitato dall’osservazione della zona del prelievo tramite ecografia (biopsia ecoguidata o “sotto guida ecografica”). Il campione viene esaminato al microscopio e può essere trattato successivamente con prodotti al fine di determinare il contenuto di ferro e di rame. Nel sospetto di tubercolosi viene effettuata una cultura microbiologica.

Tempi per il referto

I tempi per ottenere i risultati di una biopsia epatica sono molto variabili in base al laboratorio che effettua l’analisi. Nella maggioranza dei casi i tempi di refertazione oscillano tra 1 e 2 settimane.

Indicazioni

La biopsia epatica è spesso necessaria per la diagnosi di una patologia del fegato acuto o cronica, quando alcuni segni, sintomi o altri esami ne hanno fatto sospettare l’esistenza, ad esempio segni di insufficienza epatica, foetor hepaticus, itteroesami del sangue anomali. Essendo una procedura invasiva, la biopsia viene effettuata solo se necessario, quando altri test meno invasivi, come l’ecografia addominale, non hanno permesso una diagnosi certa. L’epatopatia alcolica e la tubercolosi del fegato possono essere diagnosticate tramite biopsia, ma anche nello studio di tumori del fegato la biopsia trova la sua utilità. Se la diagnosi è già chiara, come nell’epatite cronica B o l’epatite C, la biopsia epatica è utile per valutare la gravità del danno epatico associato; lo stesso vale per emocromatosi (una sovrabbondanza di ferro) anche se spesso viene evitata. La cirrosi biliare primitiva e la colangite sclerosante primitiva possono richiedere una biopsia anche se altre modalità diagnostiche, come l’elastografia (FibroScan) hanno reso questa meno necessaria. Occasionalmente, la biopsia epatica viene utilizzata per monitorare i progressi del trattamento, come ad esempio nell’epatite cronica virale.

Come ci si prepara ad una biopsia epatica?

La biopsia epatica viene eseguita a digiuno quindi il paziente NON deve mangiare né bere nelle 6 ore che precedono l’esame. Il paziente deve informare il medico sui medicinali assunti (specie anticoagulanti, antibiotici ed antinfiammatori), su allergie e malattie eventualmente in corso. Il paziente dopo il prelievo non si alzerà dal letto per almeno 4 ore quindi è preferibile che, se necessario, vada al bagno prima che l’esame abbia inizio.

Come si svolge una biopsia epatica percutanea?

  1. il paziente si stende sul lettino in posizione supina (a pancia in alto);
  2. il medico disinfetta la cute nel punto di ingresso dell’ago e somministra l’anestesia locale
  3. il medico posiziona l’eventuale guida ecografica sulla pelle;
  4. il medico inserisce l’ago della biopsia ed effettua il prelievo
  5. il medico rimuove l’ago dopo pochi secondi.

La biopsia epatica è dolorosa?

La biopsia è effettuata con una anestesia della zona di prelievo quindi generalmente non è dolorosa, tuttavia, durante il prelievo, alcuni pazienti avvertono un lieve fastidio , dolore o una sensazione di pressione sulla pelle. Il prelievo vero e proprio dura un tempo estremamente limitato. Un certo fastidio potrà essere avvertito al termine dell’effetto dell’anestetico.

Quanto dura una biopsia epatica?

Considerando la fase preparatoria, una biopsia epatica dura circa 20 minuti, tuttavia il prelievo in sé dura pochi secondi.

Dopo una biopsia epatica

Al termine della biopsia il paziente viene mantenuto a letto per alcune ore (di solito 4) in decubito laterale destro, se l’approccio è stato intercostale, o supino se è stato sottocostale; spesso viene applicata una borsa del ghiaccio nella zona del prelievo. Durante il soggiorno in ambulatorio il paziente può lamentare lievi dolori nel luogo dov’è stata eseguita la puntura, che sono però normali e scompaiono in poche ore. Dopo la dimissione è preferibile essere accompagnati da un conoscente, evitando di mettersi alla guida di veicoli. Tornato a casa, il paziente dovrà evitare di compiere sforzi fisici intensi per almeno uno o due giorni.

Effetti collaterali e complicanze

La biopsia epatica è generalmente una procedura sicura, ma è invasiva. Le complicanze della biopsia epatica sono rare ma potenzialmente letali. La maggior parte delle complicanze (60%) si verificano entro le due ore e il 96% entro le 24 ore successive alla procedura. Circa il 2-3% dei pazienti sottoposti a biopsia epatica richiedono l’ospedalizzazione per la gestione di un evento avverso. Il 30% dei pazienti avvertono dolore significativo durante la procedura. Sanguinamenti importanti dopo una biopsia del fegato si verificano in 1-2 pazienti su 100. Il sanguinamento di solito si manifesta entro le tre o quattro ore. Esso generalmente termina autonomamente, ma se persiste, una trasfusione di sangue può essere necessaria. Un intervento chirurgico o l’angiografia (una procedura in cui viene identificata la sede del sanguinamento e trattata) può essere richiesta se il sanguinamento è grave o non si ferma da solo. L’emorragia intraperitoneale è la conseguenza più grave del sanguinamento. Complicanze fatali sono stati riportate fino al 0,01-0,3% dei pazienti sottoposte a biopsia.

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