La malattia acuta da radiazione (anche chiamata “avvelenamento da radiazioni“, “male da raggi“, “malattia acuta da radiazioni“, “malattia della bomba atomica” o – più propriamente – “sindrome da radiazione acuta” o “sindrome acuta da radiazione“, da cui l’acronimo “SAR“; in inglese “radiation sickness“, “radiation poisoning“, “radiation toxicity“, “atomic bomb disease” o “acute radiation syndrome“, da cui l’acronimo “ARS“), è una sindrome caratterizzata un insieme di sintomi potenzialmente letali derivanti da un’esposizione dei tessuti del corpo umano ad una forte dose di radiazioni ionizzanti (che sono capaci di alterare il DNA). La gravità è fortemente correlata alla dose di radiazioni assorbite dall’organismo: la situazione è più grave con dosaggi compresi entro 2 Gy, mentre diventa critica in genere sopra gli 8 Gy.
Che significa “Gy”?
Il Gy (gray) è l’unità di misura della dose assorbita di radiazione del sistema internazionale. Un’esposizione di un gray nell’organismo umano corrisponde ad una radiazione che deposita un joule (definito come 1 kg·m²/s²) per chilogrammo di tessuto biologico. Il gray deve il suo nome a Louis Harold Gray. Il gray ha sostituito la vecchia unità, il rad. Ricordo che 1 Gy corrisponde a 100 rad.
Cos’è una “radiazione ionizzante”?
Una radiazione è detta “ionizzante” quando trasporta abbastanza energia da liberare elettroni da atomi o molecole colpiti, rendendoli “ioni” (ionizzandoli). Questa caratteristica rende le radiazioni ionizzanti, capaci di danneggiare i tessuti biologici ed il DNA. I raggi gamma, i raggi X e la porzione ad alta frequenza degli ultravioletti dello spettro elettromagnetico sono esempi di radiazioni ionizzanti, mentre la parte più bassa degli ultravioletti dello spettro elettromagnetico, e anche la parte più bassa dello spettro sotto agli UV, compresa la luce visibile (inclusi quasi tutti i tipi di luce laser), gli infrarossi, le microonde e le onde radio sono considerate tutte radiazioni non ionizzanti. Una radiazione ionizzante ha energia superiore a 10 eV (elettronvolt).
Cenni storici
Gli effetti acuti delle radiazioni ionizzanti furono osservati per la prima volta quando il fisico tedesco Wilhelm Röntgen sottopose intenzionalmente le sue dita ai raggi X nel 1895. Pubblicò le sue osservazioni riguardanti le ustioni che si svilupparono e che alla fine guarirono e le attribuì erroneamente all’ozono. Röntgen credeva che la causa fosse il radicale libero prodotto nell’aria dai raggi X dell’ozono, ma ora si ritiene che altri radicali liberi prodotti all’interno del corpo siano più importanti. David Walsh identificò per primo i sintomi della malattia da radiazioni nel 1897.
Famosi numerosi casi che hanno interessato soprattutto alcune donne lavoratrici tra la fine degli anni ‘1o e l’inizio degli anni ’20 del secolo scorso. Famoso soprattutto un caso del 1917 che interessò alcune donne soprannominate “le ragazze del radio“, un gruppo di operaie che subirono un grave avvelenamento da radiazioni di radio, contenuto nella vernice radioluminescente utilizzata come pittura per quadranti nella fabbrica di orologi della United States Radium Corporation. Le donne, a cui era stato raccontato che la vernice fosse innocua, ingerirono quantità mortali di radio quando leccavano i pennelli per dare loro una punta fine; alcune di esse utilizzarono tale sostanza anche per decorarsi le unghie e i denti.
L’ingestione di materiali radioattivi causò molti tumori indotti dalle radiazioni negli anni ’30, ma nessuno fu esposto a dosi sufficientemente elevate e a velocità sufficientemente elevate da provocare l’avvelenamento da radiazioni.
I bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki nel 1945, eventi che sancirono la fine della Seconda Guerra Mondiale, hanno determinato l’assorbimento di dosi elevate e acute di radiazioni ad un gran numero di giapponesi, consentendo – a costo di morte e sofferenza di inaudita gravità – una maggiore comprensione dei sintomi e dei pericoli. Il chirurgo dell’ospedale della Croce Rossa Terufumi Sasaki ha condotto un’intensa ricerca sulla sindrome nelle settimane e nei mesi successivi agli attentati di Hiroshima e Nagasaki. Sasaki e il suo team sono stati in grado di monitorare gli effetti delle radiazioni in pazienti di varia vicinanza all’esplosione stessa, portando alla definizione di tre stadi registrati della sindrome. Entro 25-30 giorni dall’esplosione, Sasaki notò un forte calo nella conta dei globuli bianchi e stabilì questo calo, insieme ai sintomi della febbre, come standard prognostico per l’avvelenamento da radiazioni. L’attrice Midori Naka, che era presente durante il bombardamento atomico di Hiroshima, rappresentò il primo episodio di avvelenamento da radiazioni ad essere studiato approfonditamente. La sua morte, avvenuta il 24 agosto 1945, fu la prima morte mai ufficialmente certificata a causa dell’avvelenamento da radiazioni (in quel periodo denominata “malattia della bomba atomica“).
Registri degli incidenti da radiazioni
Esistono due database principali che tengono traccia degli incidenti dovuti alle radiazioni: l’americano ORISE REAC/TS e l’europeo IRSN ACCIRAD. Il REAC/TS riporta 417 incidenti verificatisi tra il 1944 e il 2000, che hanno causato circa 3.000 casi di avvelenamento da radiazioni, di cui 127 mortali. ACCIRAD elenca 580 incidenti con 180 vittime per un periodo quasi identico. La contabilità dettagliata dei casi è difficile a causa di fattori confondenti. L’avvelenamento può essere accompagnata da lesioni convenzionali come ustioni da vapore o può verificarsi in soggetti con una condizione preesistente sottoposti a radioterapia. Potrebbero esserci molteplici cause di morte dirette o indirette, come ad esempio tumori maligni o insufficienze d’organo, ed il contributo delle radiazioni potrebbe non essere chiaro nella patogenesi della malattia che ha portato alla morte del paziente.
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine
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