Come difendere la salute dei nostri occhi al mare e cosa fare se si irritano?

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Specialista in Medicina Estetica Roma DIFENDERE SALUTE OCCHI AL MARE  Radiofrequenza Rughe Cavitazione Grasso Pressoterapia Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Pancia Sessuologia Filler Botulino SexL’occhio è un organo davvero molto delicato ed è importante proteggerlo sempre, specie ora che il sole è così intenso e specialmente quando si va al mare o in piscina. Le palpebre e le lacrime sulla superficie oculare (film lacrimale) offrono una prima difesa nei confronti dell’ambiente esterno, tuttavia, quando apriamo gli occhi in presenza di una forte luce, il film lacrimale non riesce a schermare l’occhio dalle radiazioni solari e, in particolare, dall’azione dei raggi ultravioletti (UV). E’ per questo motivo che…

…il sole può nuocere alla vista

Il sole è una fonte molto potente di radiazioni luminose che provocano, specialmente se in eccesso, un danno ossidativo ai tessuti, facendoli invecchiare prima del tempo. Tutte le strutture oculari possono essere colpite; ma è la retina ad essere particolarmente vulnerabile e, una volta danneggiata, la sua funzionalità è difficilmente recuperabile. I raggi solari possono arrivare a provocare la morte di cellule retiniche (ad esempio se si fissa il sole). L’esposizione protratta ai raggi solari senza protezione può comunque favorire, soprattutto nella stagione estiva, l’insorgenza di patologie come congiuntiviti, cheratiti attiniche, cataratta e maculopatie fototraumatiche (lesioni della retina centrale). Frequente è la cheratocongiuntivite attinica, un’infiammazione acuta che colpisce sia la congiuntiva sia la cornea, con sintomi quali lacrimazione, dolore, gonfiore alle palpebre, sensazione di sabbia negli occhi, vista annebbiata o ridotta.

Ma allora come proteggere gli occhi al mare?

1) Occhiali da sole

Per precauzione, soprattutto al mare e in altre condizioni di elevata luminosità, gli occhiali da sole con filtri a norma di legge devono essere indossati da tutti, in modo da limitare l’azione dannosa dei raggi ultravioletti (UVA e UVB). Per coloro che vanno in barca a vela o praticano kitesurf/windsurf è importante difendersi dal riverbero del sole sull’acqua; quindi è opportuno utilizzare occhiali con montature grandi e resistenti agli urti, con lenti ad alto assorbimento e montature avvolgenti. È, inoltre, opportuno proteggere le palpebre e il contorno occhi. Si tratta di zone delicate che vanno difese, oltre che con gli occhiali da sole, anche con una crema solare ipoallergenica e priva di profumazione. In caso di problemi di arrossamento del contorno occhi si può, in prima battuta, ricorrere, una volta all’ombra, a impacchi con acqua fredda.

2) Lacrime artificiali

Per automedicazione si possono usare in abbondanza le lacrime artificiali, sapendo però che non sono sempre efficaci. Può essere inoltre opportuno utilizzare dei colliri, ma per il tipo specifico è necessaria una diagnosi precisa. Infatti è importante evitare di usare prodotti senza cognizione di causa perché, in presenza di una cheratocongiuntivite (congiuntivite associata a una cheratite), l’uso di un collirio errato potrebbe persino peggiorare il quadro clinico.

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3) Alimentazione adeguata

È opportuno introdurre nell’organismo vitamine e sali minerali, consumando molta frutta (soprattutto arancia, kiwi e albicocche), verdura (peperoni, pomodori, carote,vegetali a foglia verde come lattuga e spinaci) ed è molto importante seguire una dieta povera di grassi. Può essere utile – in soggetti affetti da distrofie retiniche – l’assunzione di complessi multivitaminici (contenenti vitamina A, C ed E, ma anche selenio, zinco e luteina). Il fine è ridurre ulteriormente lo stress ossidativo e proteggere le cellule della retina. Inoltre, è consigliabile mangiare spesso pesce perché contiene omega-3 e omega-6, acidi grassi che hanno dimostrato avere un effetto protettivo sulla macula. È sempre importante bere molta acqua (vedi punto successivo) – se possibile anche facendo ricorso a specifici integratori di sali minerali – perché le elevate temperature determinano una disidratazione maggiore e anche l’occhio può soffrirne. La conseguenza più comune è l’aumento della presenza delle cosiddette ‘mosche volanti’ ovvero dei corpi mobili, addensamenti proteici sospesi all’interno del corpo vitreo che proiettano la loro ombra sulla retina, causando qualche fastidio nella visione quando lo sfondo è chiaro (tuttavia sono innocui). Nei casi limite, invece, il corpo vitreo può – in seguito a notevole riduzione del suo volume – andare incontro a distacco (tecnicamente chiamato “distacco posteriore del vitreo”).

4) Bere molta acqua

Sì, è vero: è fondamentale sia per la salute dell’intero organismo che, più in particolare, dell’occhio. Infatti, il caldo di solito provoca uno stato di disidratazione; questo comporta problemi del corpo vitreo, il liquido gelatinoso che riempie il bulbo oculare: è questa la causa dei corpi mobili vitreali, che appaiono come mosche volanti (miodesopsie). Inoltre, nei casi estremi si può avere una retrazione del corpo vitreo stesso, con un distacco di quest’ultimo dalla retina (da non confondere col cosiddetto distacco di retina). La perdita della normale “salute” del corpo vitreo aumenta, comunque, il rischio di problemi retinici, soprattutto in persone predisposte (come quelle molto miopi oppure che soffrono di degenerazioni periferiche della retina). Per difendersi bisogna reintegrare i sali minerali e garantire un adeguato apporto idrico.

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Perché gli occhi al mare si arrossano con facilità?

Per diverse ragioni: l’azione del vento e il caldo aumentano l’evaporazione del film lacrimale, rendendo l’occhio meno protetto e creando, quindi, una condizione simile a quella dell’occhio secco. Il vento stesso può provocare dei disturbi (soprattutto in barca, in kitesurf o in windsurf), mentre in spiaggia può sollevare sabbia o polvere negli occhi, provocando un’infiammazione. (Consulta la scheda sull’occhio rosso). L’azione dei raggi ultravioletti può provocare una congiuntivite (che può avere anche un’origine virale) e persino una cheratite attinica. Tuttavia, quest’ultima raramente si riscontra per l’esposizione al sole, mentre è più frequente nelle persone che utilizzano fiamma ossidrica o lampade abbronzanti senza protezione. Tipico è il dolore oculare, che aumenta durante la notte, col picco massimo nelle prime ore del mattino. La terapia è a base di pomate antibiotiche e riepitelizzanti (con bendaggio oculare).

Se gli occhi si arrossano cosa bisogna fare?

È bene, in prima battuta, sciacquare abbondantemente l’occhio con acqua dolce (se si indossano lenti a contatto bisogna prima toglierle) e usare le lacrime artificiali per mantenere un’adeguata stabilità del film lacrimale. Infatti, col sole si può soffrire più facilmente di occhio secco. Se si fa un bagno in mare, soprattutto se si accusano irritazioni oculari, è meglio indossare la maschera o gli occhialini; una volta usciti dall’acqua è consigliabile instillare lacrime artificiali. Tuttavia, se il disturbo persiste bisogna recarsi da un medico oculista.

Cosa devo fare se mi è finita la sabbia negli occhi?

Risciacquare con acqua dolce in abbondanza è il primo consiglio utile. Può anche essere necessario effettuare un lavaggio oculare (con acido borico o altri prodotti disinfettanti); ma se il quadro clinico non migliora bisogna recarsi a un pronto soccorso oculistico.

Cosa si deve fare al mare se si usano lenti a contatto?

Al mare vanno tolte: se si ha un vizio refrattivo bisogna portare gli occhiali con lenti scure. Il comfort e la sicurezza delle lenti a contatto sono dati dalla presenza di un buon film lacrimale: si crea un film pre-lente (tra la cornea e la lente stessa) e un film post-lente: questo ‘ambiente’ fa sì che la lente a contatto non sia mai a diretto contatto con l’occhio grazie a una sorta di ‘cuscinetto’ idrico. L’alterazione del film lacrimale potrebbe portare alla scomparsa di questo ambiente ottimale; il bagno in mare, data la salinità dell’acqua, ne altera l’osmosi e tende a fare asciugare la lente a contatto, facendole perdere le sue caratteristiche peculiari. Le lacrime artificiali devono essere utilizzate più spesso quando si portano le lenti a contatto perché l’occhio tende a seccarsi, soprattutto d’estate. È certamente preferibile, infine, fare il bagno in mare senza lenti a contatto; in ogni caso, se questo avviene vanno messe nel liquido subito dopo il bagno per evitare che vi si depositi il sale e per disinfettarle. Ovviamente, a causa dei vari agenti atmosferici (sole e riverbero sull’acqua, vento, ecc.) si è più suscettibili ad arrossamenti oculari, per cui ribadiamo che è senz’altro preferibile evitare del tutto l’uso delle lenti a contatto al mare e fare ricorso, invece, ai tradizionali occhiali. Importante: bisogna evitare di addormentarsi al sole mentre le si portano ed ovviamente evitare di fare entrare sabbia negli occhi.

Posso portare le lenti a contatto in piscina?

No, anche in piscina, nei laghi e nei fiumi il loro uso è sconsigliabile: nelle acque dolci potrebbe essere presente l’Acanthamoeba, un microorganismo pericoloso che causa un danno molto grave alla cornea. Normalmente l’Acanthamoeba non penetra nella superficie dell’occhio, ma i microtraumi che la lente a contatto potrebbe creare aprono la strada all’infezione. Si deve, quindi, ricorrere sempre ad uno specialista quando si ha un sospetto di lesione corneale o se perdura la sensazione di corpo estraneo. Spesso la vacanza è associata ad una minore attenzione o ad una minore cura nell’uso delle lenti a contatto. Se si va in posti dove è difficile effettuare una loro regolare manutenzione o dove è difficoltoso reperire i liquidi di conservazione, è bene usare le lenti a contatto giornaliere per diminuire la possibilità di infezione e portare sempre gli occhiali da vista per essere pronti a toglierle in caso di fastidio o occhio rosso.

Cosa fare quando la crema solare va nell’occhio?

Bisognerà, in questo caso, sciacquare gli occhi con abbondante acqua dolce per eliminare la sostanza irritante. Infatti, può capitare che la crema solare vada negli occhi o che il sudore possa scioglierla, colando nell’occhio e provocando un forte bruciore.

Si può verificare una crescita anomala della congiuntiva a causa del sole?

Sì, può avvenire: un’esposizione esagerata al sole può provocare negli anni la formazione di pterigio. Si tratta di una malattia oculare, del tutto benigna, che consiste in una crescita anomala della congiuntiva, che arriva a coprire la superficie esterna e trasparente dell’occhio che si trova davanti all’iride (cornea) con un ispessimento dei vasi. Si potrebbe considerare una sorta di “callo” oculare. Ha una singolare forma triangolare e normalmente parte dal punto interno dell’occhio. Questa protuberanza si sviluppa tra le palpebre e la cornea; quest’ultima, in tale condizione, diventerà biancastra e ricca di vasi, con una superficie non regolare. Lo pterigio si accresce lentamente ma progressivamente. A volte può arrivare fino al centro della cornea, provocando una riduzione della vista. Non è doloroso, ma è antiestetico; deve, quindi, essere asportato dall’oftalmologo con un piccolo intervento.

Cosa avviene se si fissa il sole a lungo?

Se lo si fissa troppo a lungo si rischia di contrarre la cosiddetta “maculopatia fototraumatica”: purtroppo si tratta di un danno irrimediabile, poiché a causa dei raggi ultravioletti non filtrati si genera una cicatrice sulla retina nella zona maculare (area centrale della retina deputata alla visione dei volti, alla lettura, alla guida, ecc.). Le conseguenze possono essere anche molto gravi, con perdita temporanea o permanente della visione centrale (ad esempio una macchia al centro del campo visivo perché la retina è stata danneggiata). Non sono possibili terapie specifiche che permettano di recuperare il danno. Perciò una raccomandazione tanto fondamentale quanto ovvia è quella di non guardare mai direttamente il sole. Nel caso in cui lo si voglia osservare – ad esempio quando si verifica un’eclissi solare – è necessario fare uso di filtri speciali.

C’è il rischio di contrarre un tumore dell’occhio?

Sì, l’esposizione prolungata ai raggi solari può incrementare il rischio di contrarre un tumore oculare. Categorie professionali più a rischio sono, ad esempio i marinai, gli agricoltori e i lavoratori che utilizzano l’arco voltaico. Più in particolare i raggi ultravioletti possono concorrere, nel lungo periodo, a provocare lesioni tumorali della pelle intorno alle palpebre e della congiuntiva sia di natura benigna (come la pinguecola e lo pterigio) sia maligna (come il melanoma). Anche l’uvea può essere colpita: i raggi ultravioletti  possono accrescere, ad esempio, la possibilità di contrarre il melanoma dell’iride o della coroide.

Quali tipi di radiazioni solari, in particolare, sono nocive per le diverse strutture oculari?

L’occhio è particolarmente esposto allo stress causato dalla luce. I fotoni visibili “violetti e blu”, insieme ai raggi UVA (320-400 nanometri), sono pericolosi soprattutto per la retina, mentre il cristallino e la cornea sono particolarmente sensibili ai raggi UVC (200-290 nm). La cornea fa da primo filtro per le radiazioni luminose ed è, quindi, la prima struttura ad essere danneggiata da un’eccessiva esposizione (fotocheratite). L’assorbimento delle radiazioni solari, col passare degli anni, danneggia il cristallino e ne causa la perdita della trasparenza (cataratta), con conseguente indebolimento della vista; in questo caso, tuttavia, il cristallino opacizzato si può sostituire con un cristallino artificiale con un’operazione chirurgica di routine. Invece i danni che le radiazioni solari possono provocare alla retina sono in larga misura irreversibili. Diverse patologie hanno dimostrato un coinvolgimento delle radiazioni solari nell’induzione o nella progressione del danno retinico: edema maculare cistoide, retinopatia solare o epiteliopatia e degenerazione maculare legata all’età.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

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