Aerosol per raffreddore in adulti e bambini: come si usa, apparecchi, vantaggi

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In varie condizioni e patologie si usa l’aerosol?

La terapia con l’aerosol non è associata solamente alla stagione invernale e alle malattie da raffreddamento, ma anche alla primavera e ai fenomeni allergici, che si presentano sempre più numerosi in questa stagione. L’aerosolterapia permette di:

  • umidificare le vie aeree;
  • somministrare localmente i farmaci vaporizzati in soluzione fisiologica;
  • ridurre i broncospasmi a carico del lume bronchiale e l’edema delle mucose respiratorie;
  • rendere le secrezioni tracheo-bronchiali più liquide, in modo da facilitarne l’eliminazione.

Si rende utile quindi in tutte quelle condizioni e patologie di interesse delle vie respiratorie in cui è necessario somministrare il farmaco per via inalatoria, come:

  • rinite;
  • pertosse;
  • polmoniti;
  • faringiti;
  • malattia polmonare ostruttiva cronica (BPCO);
  • controllo terapeutico della fibrosi cistica;
  • cure palliative;
  • sinusite;
  • tonsilliti;
  • raffreddore;
  • bronchite;
  • polmoniti;
  • broncopolmonite;
  • tracheiti;
  • asma bronchiale.

Via orale o nasale?

L’efficacia della terapia è maggiore per via orale, mentre quella nasale trattiene gran parte della soluzione, che così non riesce a raggiungere le vie respiratorie più basse, come i piccoli bronchi. In generale, le particelle di diametro superiore agli 8 micron impattano a livello dell’orofaringe, mentre le particelle di un aerosol in grado di depositarsi a livello delle basse vie aeree hanno dimensioni comprese tra 0,5 e 5 micron. Inoltre, solo il 10-15% del farmaco erogato tende ad essere assorbito dai polmoni: per questo motivo è importante un uso corretto del nebulizzatore.

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Efficacia terapeutica dell’aerosol

La somministrazione per via inalatoria di un farmaco, mediante aerosolterapia, permette un’efficacia terapeutica elevata, soprattutto considerando la possibilità di curare specificatamente le vie aeree alte, medie o basse. I vantaggi di tale via di somministrazione sono:

  • alta biodisponibilità del farmaco nelle zone bersaglio e bassa diffusione sistemica;
  • richiesti dosaggi bassi del farmaco per raggiungere l’effetto terapeutico;
  • bassi effetti collaterali, estremamente inferiori a quelli determinati dalla somministrazione del farmaco per via sistemica;
  • facile uso domiciliare, anche per bambini ed anziani;
  • costo ridotto delle attrezzature necessarie.

Come funziona un aerosol?

Il dispositivo per l’aerosol terapia, chiamato nebulizzatore, trasforma il farmaco in aerosol dalle gocce molto fini. Il liquido, immesso da un ugello, viene disperso da un diffusore, che ne consente la veicolazione attraverso l’albero respiratorio. A seguito dell’inalazione, le particelle finissime (solide o liquide), sospese stabilmente nell’aerosol, si depositano e vengono assorbite dalle mucose delle vie aeree. L’aerosolterapia consente di ottenere, quindi, un’azione locale mirata, senza coinvolgere l’organismo a livello sistemico.

Quali farmaci vengono usati nell’aerosol?

Le sostanze più usate sono:

  • mucolitici;
  • antiallergici;
  • antiasmatici;
  • cortisonici;
  • antibiotici;
  • antinfiammatori;
  • broncodilatatori.

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Fattori che possono influenzare l’efficacia terapeutica dell’aerosol

La diffusione dell’aerosol lungo le vie respiratorie è condizionata da diversi parametri, come ad esempio:

  • caratteristiche del paziente: sesso, età, morfologia dell’albero respiratorio, pervietà delle vie aeree, stato di salute generale ed eventuali patologie presenti;
  • caratteristiche dell’inalazione: volume inspirato, velocità dei flussi inspiratori, frequenza respiratoria, tempo di apnea;
  • struttura chimica del farmaco e sua solubilità;
  • caratteristiche delle particelle nebulizzate: dimensione, densità, velocità;
  • caratteristiche del dispositivo di somministrazione: velocità di nebulizzazione, pressione e condizioni di erogazione.

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Caratteristiche dei dispositivi necessari per l’aerosol

I nebulizzatori sono gli apparecchi per aerosolterapia più facili da utilizzare e permettono di inalare il farmaco respirando normalmente. La funzione di questi dispositivi consiste nel trasformare la sostanza terapeutica in minuscole goccioline (simili ad una nebbiolina). Il farmaco è introdotto in un’apposita ampolla di aerosolizzazione, di vetro o plastica, secondo dosi stabilite e prescritte dal medico. L’apparecchio per l’aerosol è costituito da un compressore di aria, che emette un flusso d’aria, il quale raggiunge l’ampolla, contenente il farmaco, mediante un tubo di plastica. Il flusso d’aria raggiunge un’elevata velocità e genera una depressione che aspira il farmaco dall’ampolla, producendo minuscole goccioline che rimangono in sospensione (miscela di gas + liquido = aerosol). La qualità dell’aerosol dipende molto dalle dimensioni delle goccioline di medicinale: più sono ridotte, più tendono a depositarsi uniformemente sulla mucosa delle vie aeree. In particolare, le particelle nebulizzate devono possedere dimensioni mediamente di 2-4 micron per ottenere un effetto curativo sulle basse vie respiratorie (soltanto le particelle più piccole riescono a raggiungere i bronchi in profondità).
Oltre al nebulizzatore e all’ampolla, il dispositivo comprende anche una serie di diversi accessori, da scegliere secondo le necessità:

  • Boccaglio: va trattenuto tra i denti, con la bocca serrata ed il naso chiuso con le dita od una molletta. Se l’età e la capacità di collaborare del paziente lo permettono, il boccaglio è l’erogatore da preferire nella terapia inalatoria delle vie aeree inferiori. Rispetto alla maschera, infatti, evita che avvenga la deposizione nasale del farmaco (ricordiamo che il naso agisce da filtro, limitando l’effetto terapeutico della sostanza terapeutica).
  • Mascherina: deve essere utilizzata nei casi in cui l’utilizzo del boccaglio Maschera aerosolnon sia facilmente applicabile, come nel caso dell’applicazione pediatrica.La maschera deve aderire bene al volto, in modo da non disperdere la soluzione all’esterno; deve coprire bocca e naso insieme. È il dispositivo più comodo da utilizzare, tuttavia può depositare l’aerosol anche su pelle del viso, occhi e mucosa nasale, la quale può filtrare la sostanza terapeutica prima che raggiunga la zona obiettivo del trattamento.
  • Forcella nasale: è utilizzata in caso di somministrazione diretta alla mucosa del naso; trova una scarsa applicazione reale (ad esempio, per determinate condizioni, si tende a preferire la doccia nasale).

Esistono due principali tipi di nebulizzatori per l’aerosolterapia:

  • Nebulizzatore pneumatico:
    • sfrutta un getto d’aria generato da un compressore per produrre particelle omogenee e stabili;
    • è dotato di una ampolla che garantisce una nebulizzazione di buona qualità;
    • economico e molto resistente, ma abbastanza rumoroso (fattore che può essere di disturbo per un paziente in età pediatrica).
  • Nebulizzatore ad ultrasuoni:
    • sfruttano la vibrazione dei cristalli di quarzo;
    • sono costosi, ma meno rumorosi di quelli pneumatici;
    • sono più rapidi nel tempo di nebulizzazione e garantiscono una vaporizzazione ottima;
    • possono modificare la struttura di alcuni farmaci inattivandoli, per la modalità con cui la sospensione è sottoposta a frammentazione.

Il nebulizzatore rappresenta un’apparecchiatura semplice da utilizzare per la terapia con l’aerosol, ma è piuttosto ingombrante. Altre tecnologie, che consentono di somministrare sostanze medicinali per via inalatoria, sono compatte e portatili:

  • Inalatori a dose misurata (MDI, da Metered Dose Inhaler): sono MDIutilizzati soprattutto per il trattamento dell’asma e delle malattie polmonari croniche ostruttive (BPCO),in quanto permettono un’auto-medicazione pratica, con dosi accurate e riproducibili di farmaco (di solito, un corticosteroideo o un broncodilatatore). Per l’utilizzo di questo dispositivo è richiesta un’ottima coordinazione fra erogazione dell’aerosol e atto inspiratorio.
  • Inalatori a polvere (DPI, Dry Powder Inhaler): il medicinale non è in forma liquida, ma è costituito da una polvere secca.

Uso corretto dell’aerosol

È importante usare l’apparecchio con particolare attenzione all’igiene, lavandosi bene le mani prima di maneggiarlo. Con una siringa sterile monouso si inietta nell’ampolla di vetro la soluzione fisiologica entro la quale è disperso il farmaco che si vuole somministrare, facendo molta attenzione alla quantità prescritta, per evitare eventuali effetti collaterali. Durante l’utilizzo del dispositivo:

  1. Assemblare tubi di raccordo, ampolla e boccaglio (o maschera) del nebulizzatore;
  2. Mettere la soluzione (in genere soluzione fisiologica + farmaco) preparata nell’ampolla del nebulizzatore;
  3. Sedersi con il tronco ben eretto, in una posizione rilassata;
  4. Azionare il dispositivo;
  5. Nebulizzare il farmaco a vuoto per almeno 15 secondi, per saturare le pareti dell’ampolla e stabilizzare le particelle in sospensione;
  6. Tenere il nebulizzatore in posizione verticale durante la somministrazione;
  7. Il modo di respirare ha una grande influenza sulla quantità di aerosol che raggiunge le vie aeree. Allo scopo di favorire la massima deposizione di particelle, è necessario inspirare lentamente, cercando di trattenere il respiro per 5-10 secondi, prima di espirare.
  8. Il tempo di erogazione per 2-3 ml di farmaco corrisponde a circa 8-10 minuti: respirare finché il nebulizzatore non produce crepitii o non viene più prodotto aerosol.

Pulizia e manutenzione dell’aerosol

  • Sciacquare il nebulizzatore con acqua (meglio se distillata) e asciugare all’aria, quotidianamente in caso di uso regolare e dopo ogni utilizzo in caso di uso saltuario.
  • La maschera, boccaglio e l’ampolla devono essere scollegati, smontati e lavati in acqua calda, senza usare detersivi. I componenti devono essere lasciati asciugare all’aria, per una notte.
  • Componenti monouso, come il boccaglio, la maschera, il tubo di raccordo e l’ampolla dovrebbero essere sostituiti ogni 3-4 mesi in caso di un uso continuo.

Vantaggi e svantaggi dei nebulizzatori

In genere, i nebulizzatori sono i dispositivi di prima scelta indicati per i pazienti pediatrici (neonati e bambini), a causa del calibro ridotto delle vie aeree inferiori e delle scarse capacità di coordinamento e trattenimento del respiro.

Vantaggi

  • Capacità di vaporizzare molte sostanze farmaceutiche senza difficoltà.
  • Capacità di vaporizzare una miscela di più farmaci compatibili.
  • Necessità di una minima cooperazione da parte del paziente, rendendolo un dispositivo adatto ai bambini e alle persone molto anziane.
  • Consente la personalizzazione del dosaggio e della concentrazione degli attivi, adattabile in base alla gravità dei sintomi o all’età.

Svantaggi

  • Tempi d’inalazione relativamente lunghi (il trattamento necessita da 5 a 25 minuti).
  • Apparecchiatura ingombrante. Necessita di alimentazione elettrica o di batterie.
  • Esiste un’efficacia variabile in relazione ai diversi tipi di dispositivo.
  • È necessaria un’accurata pulizia dell’apparecchio per aerosolterapia, per evitare le possibili contaminazioni.

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