Differenza tra profilassi e prevenzione

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Con “prevenzione” si intende un ampio gruppo di attività, azioni ed interventi che mira a promuovere la salute dell’individuo e della collettività riducendo:

  • la morbilità (il numero di malati in un dato periodo e gruppo);
  • la mortalità;
  • gli effetti dovuti a determinati fattori di rischio o ad una certa patologia (“profilassi”).

Tali obiettivi si ottengono con una serie di attività che non sono necessariamente mediche, ad esempio anche l’educazione alimentare nelle scuole è una forma di prevenzione, dal momento che i giovani studenti – imparando a mangiare in modo sano – avranno un minor rischio di sviluppare sovrappeso ed obesità, fattori di rischio per diabete, ipertensione, infarto del miocardio ed ictus cerebrale. Anche le campagne antifumo sono una forma di prevenzione di tutte le patologie correlate alla sigaretta, come il tumore del polmone e del pancreas. Iscrivere il proprio figlio a scuola nuoto è un altro esempio di prevenzione, perché una adeguata attività fisica previene le patologie cardiovascolari e polmonari.
La prevenzione coinvolge quindi varie figure e professioni in campo sanitario ma non solo: medico, infermiere, fisioterapista, insegnante, psicologo, psicoterapeuta, genitore. Gli obiettivi della prevenzione sono dunque principalmente:

  • evitare la malattia nel singolo e nella popolazione;
  • controllare la diffusione delle malattie nelle popolazioni;
  • eradicare le malattie;
  • favorire il reinserimento familiare, sociale e lavorativo del malato;
  • aumentare la qualità della vita del malato.

Esistono vari livelli di prevenzione, che si riferiscono ad atti e fasi diverse:

  • prevenzione primaria: interviene in individui sani, prima che la malattia si presenti, in modo da evitare del tutto la malattia;
  • prevenzione secondaria: interviene in individui malati ma in cui i sintomi non si sono ancora verificati o sono presenti nelle fasi iniziali, lievi e/o aspecifici, in modo da individuare la malattia nelle fasi precoci, prima che sia clinicamente grave, momento in cui una terapia ha certamente più probabilità di interrompere o far regredire la malattia. Esempio tipico è lo screening (ad esempio la mammografia in una donna adulta sana o la palpazione della prostata in un uomo adulto sano).
  • prevenzione terziaria: interviene in individui malati con sintomi conclamati, in modo da prevenire complicanze e recidive;
  • prevenzione quaternaria: interviene per prevenire le forme di iper-medicalizzazione.

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Profilassi

Al contrario della prevenzione, termine generale che include il miglioramento della salute tramite ampie strade, dal mangiar sano, all’attività fisica, alle campagne di screening in soggetti malati, la profilassi è invece un tipo specifico di prevenzione atta ad eliminare o almeno ridurre specificatamente gli effetti dovuti a determinati fattori di rischio o ad una certa patologia principalmente infettiva. La profilassi raggiunge questi obiettivi grazie a vaccini, antibiotici, disinfettanti e norme igieniche di base. La profilassi può essere:

  • primaria: l’adozione di interventi e comportamenti in grado di evitare o ridurre a monte l’insorgenza e lo sviluppo di una malattia: il suo scopo è quindi quello di evitare che una malattia si presenti, in individui sani, ad esempio impedendo ad un virus di penetrare nell’organismo;
  • secondaria: l’adozione di interventi e comportamenti in grado di evitare o ridurre lo sviluppo di una malattia quando è già presente nell’individuo, sia quando i sintomi non sono ancora comparsi (ad esempio nel periodo di incubazione di un virus) sia se i sintomi sono già presenti ma sono lievi/aspecifici.

Profilassi è quindi un termine che include un’ampia varietà di azioni mediche: ad esempio anche il lavarsi le mani con un sapone adeguato è profilassi primaria, perché elimina l’accumulo di sporco sulla pelle e quindi riduce il rischio di sviluppare una infezione. Sterilizzare una sala operatoria e gli strumenti chirurgici prima di iniziare un intervento, sono un altro esempio di profilassi primaria, perché riduce il rischio di infezioni del campo chirurgico. Il profilattico è un’azione di profilassi primaria (da cui il suo nome), perché serve a diminuire il rischio di contrarre una malattia sessualmente trasmessa. Il vaccino, stimolando la produzione di anticorpi, rende il soggetto immune e quindi previene la malattia virale, intervenendo prima ancora che essa sia contratta: il vaccino è quindi un tipo di profilassi primaria. Un antibiotico, al contrario del vaccino, interviene quando l’infezione batterica è già stata contratta ed è usata per impedire che il patogeno si moltiplichi, quindi è un tipo di profilassi secondaria.

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