Le 10 fasi (più una) che accomunano tutti i fumatori: seconda parte

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma 10 FASI ACCOMUNANO TUTTI FUMATORI SIGARE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgPer scoprire le prime quattro fasi, vi invito a leggere questo articolo: Le 10 fasi (più una) che accomunano tutti i fumatori: prima parte

5) Fase “Sono un fumatore, lo ammetto”
In un certo momento della sua vita da fumatore, il soggetto non può più nascondersi dietro il “ne fumo poche”: ammette pubblicamente di fumare in maniera abituale. Anche se non lo ammetterà mai a se stesso ed agli altri, il suo orgoglio è ferito perché aveva detto a tutti che lui era troppo sveglio per diventare un vero fumatore, Di solito ai parenti e agli amici, preoccupati per lui, minimizza dicendo che “come ha iniziato a fumare lui può smettere quando vuole, ma non ora che la sua vita è così stressante, quindi aspetterà il momento propizio per diminuire le sigarette ed infine smettere del tutto”.

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6) Fase  “Mi piace fumare”
Il soggetto ormai capisce pienamente che fumare fa male alla salute propria e del proprio portafoglio, ma a lui “piace” troppo fumare. La sua vita è bella così e senza sigaretta una giornata gli appare nervosa e noiosa; anzi non gli appare proprio: non riesce a concepire come possibile una giornata senza sigarette esattamente come chiunque non concepisce come possibile una giornata senza respirare aria. Non crede che sia difficile smettere: non vuole proprio smettere! Fuma e riconosce solo i (presunti) effetti positivi del gesto. Nessuno può convincerlo che il fumo ha un brutto sapore e che in realtà è un tossico-dipendente al pari di un cocainomane. Si sente anche in forma! Non sa che se smettesse di fumare sarebbe doppiamente in forma di quanto si sente attualmente. Il lato economico poi è tragicomico. Quando andavo all’università potevo perdere dieci minuti della mia vita a scegliere se nella pausa pranzo comprarmi, il panino da 3 euro o quello da 2 euro per risparmiare qualche soldo, ma quando si trattava di tirare fuori quasi 5 euro per le Marlboro non battevo ciglio: per un fumatore qualsiasi spesa può essere messa in discussione tranne quella per le sigarette. A pensarci ora, da ex fumatore, questa fase potrei chiamarla “MI SONO COMPLETAMENTE RINCRETINITO”. Dopo quasi un anno senza fumare ho risparmiato circa 2000 euro e al bar dell’Umberto I non ho più problemi a scegliere il panino più costoso!

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7) Fase “E se smettessi di fumare? Valutiamo i pro e i contro” e  “Ma forse è il momento sbagliato per smettere”
Anche i fumatori più incalliti ad un certo punto si pongono il problema di smettere di fumare. Io per vari anni me lo sono ripetuto. Di solito in questa fase si valutano i pro ed i contro del fumare (senza rendersi conto che in realtà fumare non ha NESSUN PRO). Un “contro” classico è “se smetto di fumare ingrasso”. Se è questa la tua paura leggi qui. Uno dei problemi principali che si pone il fumatore che vuole smettere, è il momento propizio per smettere. Cari amici, ve lo dico con il cuore: il momento migliore per smettere di fumare è ORA, SUBITO, ADESSO! Perché il tanto fantomatico momento propizio, che secondo voi aumenterà le possibilità di smettere con successo, non arriverà mai, semplicemente perché la nostra vita è un insieme di preoccupazioni che si susseguono e di responsabilità che aumentano giorno dopo giorno. La cosa che dico sempre ai miei pazienti è che il momento migliore per smettere in realtà non è oggi: ma IERI! Un mio amico all’università di Medicina diceva che smettere col nervosismo dei nostri difficili esami universitari era impossibile, diceva che avrebbe smesso quando avrebbe finito tutti gli esami. Ma poi finiti gli esami c’era lo stress della laurea: avrebbe smesso dopo la laurea. Ma dopo la laurea c’è l’abilitazione, poi c’è il concorso per la specializzazione, poi quello per il dottorato, poi quello per entrare all’ospedale. Poi ci si sposa, non ci sono i soldi per pagare le bollette, i figli vanno male a scuola, la suocera invecchiando diventa sempre più insopportabile e quel rubinetto continua a perdere acqua anche se hai pagato cento euro all’ultimo idraulico per ripararlo: il momento rilassante sembra non arrivare mai! E quando poi arriva, magari durante una meritatissima vacanza al mare, ci si vuole “godere” il momento, quindi perché rovinarlo con lo stress di smettere? Tutto questo per dire che se siamo stressati non vogliamo smettere perché sotto stress ci appare più difficile smettere, se invece siamo rilassati non vogliamo smettere perché non vogliamo rovinarci il relax con lo stress di smettere. E’ un po’ quello che avviene con il gioco d’azzardo: quando si vince non si vuole smettere perché si sta vincendo e quando si perde si vuole continuare a giocare per riprendersi i soldi persi; il paragone è perfetto perché si tratta in entrambi i casi di una dipendenza, un circolo vizioso difficile da spezzare.
Morale della favola? Il mio collega di medicina non ha mai smesso di fumare e quando riceve i pazienti gli dice che LORO devono smettere di fumare e glielo dice mentre il SUO camice puzza come un posacenere sporco.

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8) Fase “Gomme, libri, diminuisco le siga, internet, elettroniche”
Il fumatore decide che è il momento di smettere, ma questa volta seriamente: non solo esamina fermamente la possibilità di non fumare ma passa all’azione, attivandosi nel ricercare un aiuto medico o psicologico, oppure decide che inizierà un periodo in cui fumerà sempre meno fino allo smettere di fumare. Di solito in questo periodo si passa parecchio tempo a cercare su internet informazioni sullo smettere (quindi se siete qui a leggere molto probabilmente siete in questa fase!). Alcuni usano i più vari rimedi: io ho provato (senza successo) con le gomme alla nicotina, alcuni usano i cerotti, altri, come il Verdone di “Compagni di scuola”, prova a smettere con una sigaretta finta per mantenere la gestualità. Un classico per smettere è comprare il libro “E’ facile smettere di fumare se sai come farlo” di Carr Allen. La nuova moda come ben sapete è quella di smettere con la sigaretta elettronica. A conti fatti non c’è un metodo giusto o sbagliato per smettere: il metodo migliore per me può essere inutile per te e viceversa, ognuno deve trovare la sua strada che però purtroppo a volte conduce al…

9) Fase “Fallimento”
Ben pochi purtroppo riescono a smettere di fumare al primo tentativo quindi purtroppo ci si ritrova sconsolati in questa fase. Io ho provato a smettere non so quante volte e fallivo sempre. L’importante, in questa fase, è non perdere la fiducia in se stessi ma cercare di imparare dai propri errori. La domanda da farsi è “dove ho sbagliato?” in modo da non rifare gli stessi errori quando si riproverà nuovamente a smettere. Se io avessi smesso di provare a farla finita con le sigarette all’ennesimo tentativo fallito, ora non sarei qui a dirvi che sono riuscito a smettere! Insomma: fiducia e RIPROVATE!

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10) Fase “Ho smesso”
Dopo vari tentativi il fumatore può realmente smettere. In questa fase, a cui aspirano quasi tutti i fumatori prima o poi,  inserisco i tabagisti che sono astinenti da più di sei mesi. Il fumatore si sente finalmente ex fumatore e continua a non fumare. Io ho smesso di fumare da 10 mesi e sono attualmente in questa fase. Attenzione: ho scritto “EX fumatore” invece di “NON fumatore” (che io riferisco a chi non ha MAI fumato una sigaretta). Chi ha smesso di fumare rimarrà un EX fumatore a vita (e non un “NON fumatore”), ciò significa che sarà per sempre molto più a rischio di riaccendersi una sigaretta rispetto a chi non ha mai fumato in vita sua. A questo proposito in tale periodo la parola d’ordine è “non abbassare mai la guardia“. L’errore classico è “siccome ormai ho smesso da tantissimo tempo posso fumarmi una sola sigaretta, che male c’è”. Ed invece basta solo un tiro per ritornare nel circolo vizioso. Conosco gente che ha smesso per anni per poi riprendere a fumare come e più di prima solo per essersi concesso qualche tiro quando pensava di essere ormai fuori dal tunnel e al sicuro. A tal proposito vi consiglio di leggere il libro gratuito di  Joel Spitzer: Non fare piu nemmeno un tiro

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11) Fase di “ricaduta”
Una ulteriore fase, in cui il sottoscritto si impegna ogni giorno per non ritrovarsi, è la fase di ricaduta: questa fase fortunatamente non è sempre presente, anche se frequente. Il fumatore ricade nella dipendenza dal fumo e possono succedere due cose: o torna alla fase 6 e si rassegna alla falsa convinzione che gli piace troppo fumare per poter smettere, oppure torna alla fase 8 e cerca nuovi sistemi più efficaci per riprovare a smettere.

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Qualcuno di voi si è ritrovato in una di queste fasi? Dite la vostra opinione tra i commenti e non dimenticate di votare al sondaggio (max 2 risposte ammesse)!

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

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