Differenza tra zucchero bianco, di canna, fruttosio e dolcificante

MEDICINA ONLINE DIFFERENZA ZUCCHERO BIANCO RAFFINATO GREZZO SACCAROSIO DI CANNA INTEGRALE FRUTTOSIO DOLCIFICANTE XILITOLO SORBITOLO ASPARTAME SUCRE SUGAR DOLCIFICANTE CALORIE DIETA STEVIA.jpgState per sorseggiare il vostro caffè, cosa scegliete tra zucchero bianco, zucchero di canna (grezzo o integrale), fruttosio e dolcificante? Sapete realmente in cosa differiscono tra di loro?

Zucchero bianco

Lo zucchero bianco “tradizionale” (anche chiamato zucchero bianco raffinato o saccarosio bianco) è un disaccaride costituito da due monosaccaridi, più precisamente glucosio e fruttosio. Lo zucchero bianco è il risultato finale di un lungo processo di lavorazione che utilizza reagenti chimici e che permette di separare e concentrare il saccarosio presente nell’estratto di radice della barbabietola da zucchero. A seconda della metodologia produttiva utilizzata, viene commercializzato quasi sempre sotto forma di zucchero in polvere o in zollette.

Zucchero di canna grezzo ed integrale

Lo zucchero di canna, invece, deriva dall’evaporazione del succo contenuto nel fusto della canna da zucchero, una pianta di origine tropicale. Esistono due tipi principali di zucchero di canna: lo zucchero grezzo e quello integrale.

  • zucchero di canna grezzo: è sottoposto a un processo di raffinazione simile a quello dello zucchero bianco, ha un colore dorato per la presenza di melassa che in alcuni casi viene aggiunta volontariamente;
  • zucchero di canna integrale: non subisce alcun processo di raffinazione pertanto, a differenza dello zucchero bianco e di quello grezzo, mantiene inalterato il contenuto di vitamine, minerali ed enzimi tipici della pianta da cui viene estratto.

Per approfondire, leggi anche: Differenza tra zucchero di canna grezzo e integrale: quale scegliere?

Fruttosio

Il fruttosio è uno zucchero semplice (monosaccaride) che si trova nella stragrande maggioranza della frutta, nel miele e anche in piccole quantità in alcune verdure; combinato con il glucosio forma il saccarosio, ovvero il comune zucchero bianco.
Ha un potere dolcificante che è superiore di circa un terzo rispetto a quello del saccarosio per cui se ne può utilizzare di meno per avere la stessa dolcezza dello zucchero tradizionale.

Leggi anche: Differenza tra monosaccaridi, disaccaridi, polisaccaridi, oligosaccaridi

Dolcificanti

I dolcificanti sono additivi alimentari utilizzati per conferire un gusto dolce ai prodotti alimentari e come edulcoranti da tavola. Come tutti gli additivi alimentari, i dolcificanti sono sostanze regolamentate la cui sicurezza è soggetta a valutazione prima dell’autorizzazione all’immissione in commercio. I dolcificanti in commercio sono diversi. Il più antico e noto dolcificante è la saccarina, una sostanza di sintesi totalmente priva di calorie con un potere dolcificante cinquecento volte superiore allo zucchero. Più recente è l’aspartame costituito da due aminoacidi naturali, l’acido aspartico e la fenilalanina, ha lo stesso potere calorico del saccarosio ma dolcifica duecento volte di più, pertanto se ne utilizza una quantità modestissima, ininfluente con computo calorico giornaliero. Non può essere utilizzato in presenza di una rara malattia genetica che si chiama fenilchetonuria. Un altro dolcificante sintetico è l’acesulfame K, totalmente privo di calorie e con un potere dolcificante duecento volte maggiore rispetto allo zucchero, ha il vantaggio di non possedere retrogusto amaro tipico della saccarina. I glicosidi steviolici sono usati come dolcificanti ed estratti dalle foglie della pianta Stevia. Questo dolcificante è fino a trecento volte più dolce dello zucchero. Altre sostanze utilizzate sono i polioli, xilitolo e sorbitolo, molto utilizzati in caramelle e gomme da masticare o dentifrici, ma da assumere con moderazione a causa del loro potere lassativo.

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I dolcificanti possono far male?

Un tema molto discusso parlando di dolcificanti è il loro possibile effetto dannoso per l’organismo. A tutela dei consumatori è stata definita la Dose Giornaliera Accettabile (DGA) per ogni dolcificante da parte dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa). La DGA viene rivalutata periodicamente e rappresenta quindi un limite di sicurezza e fornisce la quantità di prodotto utilizzabile per kilogrammo di peso corporeo che una persona può assumere quotidianamente per tutta la vita. Nell’Unione Europea (UE) l’etichetta sui prodotti alimentari contenenti i dolcificanti deve dichiarane la presenza, indicandone il nome o il suo numero con la E davanti.

Differenza di calorie ed indice glicemico

Ogni 100 grammi di prodotto avremo:

  • zucchero tradizionale: 395 calorie;
  • fruttosio: 368 calorie;
  • zucchero di canna grezzo: 380 calorie;
  • zucchero di canna integrale: 356 calorie;
  • aspartame: 365 calorie.

Dal punto di vista calorico lo zucchero bianco è un alimento leggermente più calorico, circa 15 calorie in più rispetto allo zucchero di canna grezzo, quasi 30 in più calorie rispetto al fruttosio e 30 calorie in più rispetto all’aspartame (che però ha un potere dolcificante 200 volte più elevato del saccarosio bianco, quindi ne basta molto meno per avere la stessa dolcezza. La quasi totalità dei carboidrati presenti nello zucchero tradizionale è rappresentato dal saccarosio in entrambi i tipi di prodotto, perciò l’indice glicemico dei due tipi di zucchero è sostanzialmente identico. Questo significa che a parità di zuccheri ingeriti la quantità di glucosio che entra in circolo nel sangue è la medesima, così come analoga è la risposta insulinica. Va anche detto che un paio di cucchiaini al giorno di qualsiasi tipo di zucchero, utilizzati per dolcificare il caffè o altre bevande, sono assolutamente ininfluenti sia dal punto di vista del bilancio calorico giornaliero (ogni cucchiaino di zucchero contiene circa 20 calorie) mentre invece è diverso il discorso per chi beve molti più caffè al giorno. I potenziali danni sono dovuti a tutti quegli zuccheri semplici che assumiamo quotidianamente senza accorgercene, poiché presenti nei cibi e nelle bevande che compaiono sulla nostra tavola: dolci e dolciumi, gelati, snacks, caramelle, merendine, bibite gassate, succhi di frutta e così via.

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