Differenza tra memoria a breve termine ed a lungo termine

MEDICINA ONLINE CERVELLO BRAIN TELENCEFALO MEMORIA EMOZIONI CARATTERE ORMONI EPILESSIA STRESS RABBIA PAURA FOBIA NERVO FACIALE ATTACCHI PANICO ANSIA IPPOCAMPO IPOCONDRIA PSICOLOGIA DEPRESSIONE TRISTE STANCHEZZA LOCUSLa “memoria” è la capacità del cervello di conservare informazioni, ovvero quella funzione psichica o mentale volta all’assimilazione, alla ritenzione e al richiamo, sotto forma di ricordo, di informazioni apprese durante l’esperienza o per via sensoriale. La memoria può essere trattata, in maniera complementare, studiando i processi neurofisiologici associati presenti nel cervello e quelli psicologici, cioè dal punto di vista soggettivo intrapersonale.

Classificazione della memoria per durata

Il più diffuso criterio di classificazione della memoria si basa sulla durata della ritenzione del ricordo, identificando tre tipi distinti di memoria: la memoria sensoriale, la memoria a breve termine, e la memoria a lungo termine. Esperimenti effettuati di recente sugli animali hanno confermato la teoria che prevede due diverse fasi di modellazione sinaptica: la memoria a breve termine ricorre all’ausilio di proteine preesistenti, per modificare in modo temporaneo l’attività sinaptica, mentre quella a lungo termine necessita dell’attivazione di geni e la sintesi di proteine nuove, allo scopo di variare le sinapsi, nella quantità e nella conformazione. Alcuni psicologi sostengono che la classificazione della memoria in base alla durata sia ingiustificata, e sia solo il risultato di diversi livelli di attivazione all’interno di un unico magazzino.

Memoria a breve termine

La memoria a breve termine (o Short-Term Memory) viene classicamente suddivisa nei seguenti sottotipi funzionali:

  1. la memoria di lavoro (in inglese Working Memory, o WM), che contiene informazioni che vengono tenute in mente per uno scopo.
  2. la memoria iconica, una tipologia di memoria sensoriale che viene sperimentata quando uno stimolo visivo, pur essendo terminato, continua a persistere per qualche istante.
  3. la memoria ecoica una tipologia di memoria sensoriale che viene sperimentata quando uno stimolo uditivo, pur essendo terminato, persiste per qualche istante.[4]

Il concetto di “memoria di lavoro” è stato introdotto da Baddeley ed Hitch, ed è sostanzialmente una modifica al modello di Atkinson e Shiffrin.

La memoria di lavoro, nel modello di Baddeley, è composta da tre componenti funzionali:

  1. l'”Esecutore centrale”, che ha molte affinità funzionali con i processi attentivi, e che coordina la gestione delle richieste cognitive;
  2. il “Loop articolatorio”, o circuito articolatorio, che contiene le informazioni in una forma fonologica, basata sul discorso verbale;
  3. il “Taccuino visuo-spaziale”, o visuo-spatial sketchpad, che è specializzato nella codifica visuale o spaziale delle informazioni.

Secondo diversi ricercatori, la componente del loop articolatorio sarebbe più complessa di quanto Baddeley ed Hitch abbiano ipotizzato in un primo momento; vi sarebbero infatti due diverse sottocomponenti in questo sistema: una passiva, che si basa sull’ascolto del linguaggio, ed una che si basa sulla sua produzione attiva.[5]

Memoria a lungo termine

La memoria a lungo termine (MLT), o Long-Term Memory, viene classicamente suddivisa nei seguenti sottotipi funzionali:

  1. memoria semantica: memoria legata alla comprensione del linguaggio; si riferisce ai significati delle parole e dei concetti;
  2. memoria episodica: memoria relativa agli eventi (ad es., la memoria episodica autobiografica è relativa agli eventi della nostra vita);
  3. memoria procedurale: memoria relativa alle azioni e procedure per eseguire comportamenti complessi.

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