Appendicectomia durata, tecnica, rischi, postoperatorio, convalescenza

MEDICINA ONLINE APPENDICE VERMIFORME APPENDICECTOMIA DURATA TECNICA RISCHI CONVALESCENZA ANESTESIA CHIRURGIA OPERAZIONE POST OPERATORIO MORTE.jpgCon appendicectomia in medicina si intende l’asportazione chirurgica dell’appendice vermiforme, che può avvenire tramite la chirurgia “open” (più invasiva) o mediante la più moderna tecnica video-laparoscopica (video-laparo-appendicectomia).

Per quali motivi viene asportata l’appendice?

L’appendicectomia viene praticata principalmente in presenza di appendicite acuta, cronica o cronicizzata (ma anche in caso di tumore). L’appendicite può presentarsi in vari modi (appendicite acuta catarrale, appendicite suppurativa, appendicite acuta grangrenosa). L’intervento mira a evitare che il processo infiammatorio provochi la rottura (appendicite acuta perforata) che favorisce l’estensione dell’infiammazione al peritoneo parietale.

Appendicectomia: quanto dura l’intervento?

Questo tipo di intervento è generalmente piuttosto rapido, può durare da 30 a 60 minuti effettivi (tempi di anestesia esclusi. La variabilità del tempo impiegato dipende da vari fattori, ad esempio dalla sede (se retrocecale ci vuole più tempo per localizzarla), dall’abilità del chirurgo, dall’eventuale presenza di complicazioni, come la peritonite.

Appendicectomia: quale anestesia viene utilizzata?

L’appendicectomia avviene generalmente in anestesia totale o, in casi del tutto eccezionali, in anestesia locale per infiltrazione. Solitamente prima dell’intervento vengono somministrati antibiotici.

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Tecnica chirurgica: laparotomia e laparoscopia

L’intervento per l’asportazione dell’appendice ciecale prende il nome di appendicectomia. Tale intervento, nelle sue numerose varianti tecniche, prevede di interrompere il vaso che irrora l’appendice (chiamato arteria appendicolare o arteria del mesenteriolo), di asportare l’appendice e di chiudere la breccia dell’intestino (il colon nella sua porzione iniziale che prende il nome di cieco). Le varianti sono molteplici, come si assiste in tutti gli interventi chirurgici eseguiti su patologie abbastanza diffuse, ma a grandi linee divisibili in due categorie:

  • le tecniche “open” o aperte o laparotomiche (ossia con ingresso nella cavità addominale mediante taglio della cute in prossimità dell’appendice);
  • le tecniche laparoscopiche (ossia con utilizzo di 2-3 piccoli fori nella parete addominali dai quali fare passare una piccola telecamera e i ferri necessari).

Come si svolge l’appendicectomia laparoscopica?

Lintervento per via laparoscopica prevede generalmente tre incisioni di piccolo diametro (1 centimetro) che consentono di inserire una piccola videocamera (laparoscopio) e gli attrezzi chirurgici necessari all’intervento. A seconda dell’andamento potrebbe rendersi necessario passare dalla via laparoscopica a un intervento tradizionale laparotomico. Ciò accade quando c’è un’infezione estesa o è presente un ascesso.

Come si svolge l’appendicectomia laparotomica?

L’intervento per via laparatomica, tradizionale, è eseguito con un’incisione, generalmente di 5-10 centimetri.

Quale tecnica è migliore?

Gli ultimi studi eseguiti mostrano una sostanziale eguaglianza in termini di risultati tra le due tecniche, sebbene quella laparoscopica abbia due vantaggi: da una parte quello estetico (i piccoli tagli di 5 mm si possono eseguire al di sotto della “linea delle mutande” ed uno nell’ombelico) ma soprattutto la possibilità attraverso la telecamera di visualizzare tutto l’addome (impossibile con il piccolo taglio in prossimità dell’appendice eseguito con l’altra tecnica) evidenziando altre patologie che “mimano” l’appendicite, come alcune patologie ginecologiche o le malattie infiammatorie intestinali e di “pulirlo” a fondo da eventuale materiale purulento. L’altro verso della medaglia è sicuramente la maggior difficoltà della tecnica (si opera “indirettamente” e con visione bidimensionale) ed il rischio di lesione di altri organi. Tali problematiche sono gradualmente superabili con l’incremento dell’esperienza del chirurgo. Per tali motivi la maggior parte dei centri applicano la tecnica laparoscopica nelle donne in epoca fertile (ossia dal menarca alla menopausa) ed in tutti i casi di diagnosi dubbia.

In entrambi i casi saranno visibili delle cicatrici. L’intervento in laparoscopia consente una guarigione più veloce e cicatrici meno visibili ed estese.

Quali sono i pro e i contro dell’appendicectomia?

L’appendicectomia è necessaria in presenza di un elevato rischio di perforazione, in presenza di infezioni e ascessi. Non esiste una cura farmacologica per l’appendicite e l’appendicectomia è l’unico intervento risolutivo. Non ci sono elementi che sconsigliano il ricorso all’appendicectomia, considerato che l’appendice è una struttura di cui si è persa la funzione nel corso dell’evoluzione ed è oggi un elemento la cui mancanza non ha implicazioni sulla salute.

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L’appendicectomia è dolorosa?

L’intervento viene effettuato generalmente in anestesia generale. Il paziente non avverte alcun dolore durante l’esecuzione. Al risveglio può accusare dolore addominale, localizzato nell’area della ferita, e per effetto dell’anestesia possono presentarsi mal di testa, confusione, stanchezza, nausea e vomito.

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Convalescenza dopo appendicectomia

La convalescenza in questo tipo di intervento è solitamente tranquilla, senza eccessivo dolore e di durata di alcuni giorni, nei quali bisognerà evitare eccessivi forzi. La durata è minore in caso di operazione effettuata in laparoscopia.

L’appendicectomia è pericolosa?

I rischi di questo tipo di intervento sono piuttosto rari. L’appendicectomia può avere delle conseguenze impreviste, come le lesioni degli organi, le infezioni e le emorragie. Vanno inclusi i rischi legati all’anestesia generale (reazioni ai farmaci, problemi respiratori) e quelli causati da una condizione infiammatoria o infettiva dell’appendice e del peritoneo avanzata.

Controindicazioni all’appendicectomia?

Tutti possono sottoporsi a questo intervento. In alcuni casi l’appendicectomia può essere controindicata quando c’è in atto una malattia infiammatoria che coinvolge l’intestino cieco. Le controindicazioni vanno valutate anche in relazione all’anestesia nei pazienti che soffrono di insufficienza respiratoria o di insufficienza cardiaca.

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