Verme solitario: lunghezza, come eliminarlo, nelle feci, immagini

La “Taenia solium“, comunemente chiamata “verme solitario“, “Tenia solium” o “tenia” (in inglese “pork tapeworm infection”, è un parassita pluricellulare della famiglia dei tenidi  (platelminti cestodi) che possiede quattro ventose sulla propria testa (chiamata “scolice“) e due file di uncini che gli permettono la permanenza all’interno dell’intestino umano. I segmenti che costituiscono il suo corpo prendono il nome di “proglottidi“, sono circa 800 nel parassita adulto e misurano circa 1,5 centimetri l’uno. Ogni Tenia solium adulta può raggiungere anche gli 8 metri di lunghezza (occupando ampie porzioni dell’intestino umano), ha un aspetto piatto e nastriforme ed è capace di generare oltre 50 mila uova.

Tipi di tenia

Anche se nel linguaggio comune con “tenia” ci si riferisce in particolare alla “Taenia solium”, in realtà esistono più di cento specie di tenia, ma solo tre di esse interessano l’essere umano:

  • Taenia solium: la “tenia dei maiali”, ha come ospite intermedio il maiale e come ospite definitivo l’essere umano. Occasionalmente anche l’uomo può essere ospite intermedio.
  • Taenia saginata: la “tenia dei bovini”, ha come ospiti intermedi i bovini e come ospiti definitivi gli esseri umani.
  • Taenia asiatica: ha come ospiti intermedi sia i maiali che, più raramente, i bovini, e come ospite definitivo l’essere umano.

Nel proseguo dell’articolo, dove non specificato, ci riferiamo in particolare alla forma più diffusa in Italia, la Taenia solium.

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Dove è diffusa?

La Taenia solium è diffusa in tutto il mondo, specie dove nelle regioni in cui gli individui vivono a stretto contatto con allevamenti di maiale e mangiano la sua carne non cotta. La tenia è molto diffusa in Asia, Africa, nelle Filippine, in America Latina, in alcune zone del Nord America ed in alcune zone europee, specie quelle meridional, tra cui l’Italia. Nei paesi di religione musulmana e in Israele è molto ridotta, a causa delle restrizioni alimentari imposte dalla religione diffusa in queste regioni.

Come viene trasmessa la tenia all’uomo?

Un individuo può acquisire la cisticercosi tramite l’ingestione delle larve, dette appunto cisticerchi, presenti nelle carni crude o poco cotte degli ospiti intermedi del parassita (i maiali) o, più raramente, attraverso l’ingestione diretta delle uova del parassita, presenti nelle feci umane o comunque in cibi contaminati da feci umane.

Sinteticamente, la trasmissione può avvenire:

  • tramite consumo a crudo o con cottura insufficiente di carni di maiale contaminata;
  • tramite il consumo di acqua o cibo, contenenti o entrati in contatto con le feci di un individuo o un animale infestato dalla tenia;
  • tramite stretto contatto quotidiano con una persona infestata dalla tenia, ad esempio un famigliare: l’ingestione può avvenire dopo aver toccato più o meno inavvertitamente gli abbigliamenti, le lenzuola, le feci o la biancheria intima dell’individuo con parassitosi.

Ciclo vitale nel suino

I suini si infettano assumendo cibo contaminato da materiale fecale contenente uova, o comunque ingerendo uova del cestode escrete insieme a feci di uomo o altri maiali infetti che abbiano contaminato l’ambiente e che siano venute al cospetto del suino. Le uova, una volta ingerite dal suino (ospite intermedio), si schiudono liberando un’oncosfera, ovvero la forma larvale prematura, che attraverso il circolo ematico raggiunge i muscoli, la lingua ed il cuore dell’animale, sviluppandosi nella forma larvale secondaria, che è il cisticerco. Il cisticerco può resistere vitale anche per alcuni anni in questi distretti corporei del suino. Il ciclo si conclude quando un uomo ingerisce queste larve contenute nella carne di maiale infetta non sufficientemente cotta o addirittura cruda: ricordiamo che nel caso sia cotta bene, le larve muoiono.

Ciclo vitale nell’uomo

Come già anticipato, la trasmissione avviene in due modi:

  • tramite ingestione di larve (cisterchi) con suino ospite intermedio;
  • tramite ingestione di uova, con umo ospite intermedio (più rara).

L’ingestione delle larve tramite carne cruda è la forma infettiva più frequente per l’essere umano e prende il nome di cisticercosi. Una volta giunte nell’apparato gastroenterico dell’uomo (l’ospite definitivo), si ancorano all’epitelio del lume duodenale, e qui si accrescono fino alla forma adulta, che si sviluppa in circa due mesi dall’ingestione. L’uomo poi emette nell’ambiente feci contaminate con uova che – ingerite dal maiale – fanno ricominciare il ciclo.
La seconda infezione, quella tramite l’ingestione di uova di tenia, genera una cisticercosi nell’uomo che in questi rari casi funge da ospite intermedio al posto del maiale, pur essendo la specie umana albergatrice della forma adulta e quindi da considerarsi ospite definitivo. Quest’ultima forma invasiva, rara, genera una patologia nota con il termine di “neurocisticercosi“. In questo caso i cisticerchi si annidano nel sistema nervoso centrale, in cui possono causare gravi problemi neurologici come l’epilessia e perfino la morte. Il decorso può provocare una sintomatologia più o meno grave dipendentemente della localizzazione delle cisti. In particolare grave è quella a livello cerebrale che può dar luogo a disturbi mentali, epilessia e segni legati all’aumento della pressione intracranica. La sede intraoculare può provocare la perdita permanente della vista.

Quanti vermi solitari possono essere presenti?

Nella maggioranza dei casi si riscontra un solo esemplare di tenia adulta in un uomo parassitato, ma è possibile anche la contemporanea presenza di due o più tenie.

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Di cosa si nutre il verme solitario?

All’interno dell’intestino umano il parassita si nutre assumendo per osmosi le sostanze nutritive presenti nel lume enterico, cioè quelle derivanti dalla digestione del cibo ingerito dall’essere umano.

Quanto può essere lungo un verme solitario?

La lunghezza è variabile in base al tipo di tenia:

  • Taenia solium: circa da 2 a 5 metri, con punte massime di 8 metri;
  • Taenia saginata: circa da 5 a 10 metri, con punte massime di 20 metri;
  • Taenia asiatica circa da  4 a 5 metri, con punte massime di 8 metri.

Sintomi e complicanze

Il parassita impiega un paio di mesi prima di raggiungere la forma adulta ed in tale periodo tende ad essere asintomatico, cioè a non dare alcuna manifestazione della propria presenza. I primi sintomi e segni compaiono solo dopo circa tre mesi dall’ingestione della larva e comprendono:

  • aumento dell’appetito che non viene placato anche aumentando le quantità di cibo ingerito;
  • senso di debolezza e stanchezza cronica che non si placa anche con riposo assoluto;
  • perdita di peso inspiegabile;
  • malessere generale;
  • nausea e vomito;
  • deficit di vitamine e sali minerali;
  • diarrea che si alterna paradossalmente a forte stitichezza;
  • dolore addominale diffuso;
  • senso di pesantezza addominale.

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La prima citata neurocisticercosi può essere asintomatica oppure determinare:

  • cefalea;
  • vertigini;
  • epilessia;
  • sonnolenza;
  • problemi neurologici vari (di tipo motorio, alla vista, all’udito…);
  • confusione;
  • coma e morte nei casi più gravi.

Quando andare dal medico?

In presenza dei sintomi prima descritti, è necessario rivolgersi al medico che prescrive una serie di esami di laboratorio e di diagnostica per immagini, capaci di individuare il problema.

Presenza di tenia nelle feci

Il paziente si reca dal medico spesso perché ha notato la presenza, nelle proprie feci, dei proglottidi, cioè i piccoli segmenti che compongono la tenia adulta. Quest’ultima ne possiede circa 800 ed alcuni di essi possono essere ritrovati nelle feci. I proglottidi si notano nel contesto delle feci perché sono dei segmenti di circa 1/1,5 cm, piatti, rettangolari o quadrati, di colore biancastro, bruno o giallognolo. In questo caso rivolgersi immediatamente al medico.

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Diagnosi di Taenia solium

La diagnosi di verme solitario si basa sulla visita medica (anamnesi ed esame obiettivo). L’anamnesi si focalizza soprattutto delle abitudini alimentari e del comportamento alimentare del paziente. Importantissimo è l’esame colturale delle feci, associato ad analisi del sangue che mostrano eventuali deficit nutritivi. La diagnostica per immagini conferma la presenza della tenia con una radiografia addome. Per approfondire, leggi anche:

Cura di verme solitario

L’infezione da Taenia solium adulta è trattata principalmente con niclosamide (Yomesan), che è uno dei farmaci più comuni nel trattamento delle infezioni da verme solitario adulto. Altre opzioni sono il Vermox (mebendazolo), lo Zentel (albendazolo) e il Combantrin (pirantel pamoato).

Per approfondire:

Prevenzione del verme solitario

E’ importante evitare:

  • il consumo crudo o con cottura insufficiente di carni di maiale;
  • il consumo di acqua o cibo, contenenti o entrati in contatto con le feci di un individuo o un animale infestato dalla tenia;
  • lo stretto contatto quotidiano con una persona infestata dalla tenia;
  • lavare bene mani ed indumenti.

Immagini di verme solitario

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