Ascaridi: cause, sintomi, contagio, trasmissione, uova, cura definitiva

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Cause

L’ascaridiasi è una parassitosi causata dalla presenza di ascaridi, che si trasmettono facilmente tra individuo ed individuo.

Trasmissione e contagio

Gli ascaridi adulti vivono nell’intestino ma rilasciano le uova nelle feci del paziente. Successivamente tali uova, nell’ambiente, finiscono sulle mani di altre persone, che si infettano portandole poi alla bocca. Oppure le uova contaminano cibi che poi vengono mangiati: la trasmissione è quindi di “oro-fecale”. Il soggetto può anche “auto-infettarsi”, rendendo la parassitosi cronica.

Caratteristiche degli ascaridi

L’ascaride Ascaris lumbricoides è un verme nematode di grandi dimensioni, biancastro, la cui femmina adulta può raggiungere mediamente le dimensioni di 30 cm per 5 mm di diametro, mentre il maschio è lungo solitamente 20 cm con un diametro di 4 mm.

Comportamento degli ascaridi

  1. Le uova presenti nell’ambiente, vengono ingerite;
  2. le uova raggiungono il duodeno (primo tratto dell’intestino);
  3. dopo 1-2 settimane le uova si schiudono rilasciando le larve (il primo stadio del ciclo vitale del parassita);
  4. le larve migrano attraverso le pareti intestinali, perforandole, fino a raggiungere il circolo sanguigno;
  5. tramite il sangue, le larve raggiungono fegato, cuore e gli alveoli polmonari;
  6. le larve dai polmoni risalgono fino a raggiungere l’orofaringe, dove vengono in parte espulsi, tramite starnuti e colpi di tosse, e in parte deglutiti;
  7. le larve deglutite raggiungono lo stomaco passando attraverso l’esofago.

Durante questa prima fase, il parassita è di dimensioni ridotte ed il soggetto è in genere del tutto asintomatico, cioè non ha alcun sintomo della presenza del parassita.

  1. le larve dallo stomaco passano nell’intestino;
  2. la larva nell’intestino matura fino a diventare un parassita adulto;
  3. il parassita può vivere a lungo nell’intestino, fino a oltre un anno;
  4. il parassita emette le uova;
  5. le uova finiscono nell’ambiente tramite le feci.

Un ascaride adulto femmina può depositare anche 200 mila uova al giorno, la maggior parte delle quali finisce nell’ambiente. Di solito passano circa due mesi dal momento del contagio per raggiungere il momento della prima deposizione delle uova, da questo momento in poi il paziente diventa quindi potenzialmente infettivo per altre persone. La riproduzione non si conclude nell’intestino, quindi saranno presenti al massimo tanti parassiti quante sono le uova ingerite, cioè il numero di parassiti non può aumentare meno di ulteriori ingestioni di uova.

Fattori di rischio

Le condizioni che aumentano il rischio di contrarre la parassitosi da ascaridi, sono:

  • condizioni igieniche scarse;
  • sovraffollamento;
  • povertà;
  • frequentare ambienti con molti bambini, come le scuole;
  • usare le feci umane come fertilizzante;
  • non lavarsi le mani prima di mangiare;
  • consumare frutta e verdura non lavata;
  • consumare cibi non cotti;
  • portare le mani sporche alla bocca;
  • portando oggetti non puliti (ad esempio giocattoli nei bambini) alla bocca.

Nei Paesi ricchi, tra cui l’Italia, un importante fattore di rischio, che alza di parecchio il rischio di soffrire di ascaridiasi e di molte altre parassitosi, come quelle da ossiuri, è l’essere bambini e frequentare ambienti dove la trasmissione tra bimbi è facilitata, come le scuole.

Incubazione

I primi sintomi (non sempre avvertibili dal paziente) possono comparire tra 4 e 16 giorni dalla prima ingestione delle uova di ascaridi.

Sintomi e segni

Nella maggior parte dei casi, specie nelle fasi iniziali, i pazienti sono asintomatici, cioè non hanno alcun sintomi. Tra i possibili sintomi precoci, quando ancora i parassiti sono in stadio larvale, ricordiamo:

  • malessere generale;
  • febbre;
  • tosse secca;
  • dispnea;
  • sintomi simili all’asma;
  • dolori al torace;
  • espulsione di sangue rosso vivo con la tosse;
  • espulsione delle larve tramite colpi di tosse;
  • respiro sibilante.

Quando i parassiti diventano adulti, possono dare alcuni sintomi e segni tardivi, tra cui:

  • malessere generale;
  • presenza di vermi visibili nelle feci;
  • dolore addominale:
  • nausea;
  • vomito;
  • diarrea;
  • stipsi;
  • perdita di peso;
  • sensazione di movimento vicino l’ano;
  • presenza di sangue nelle feci.

La diarrea spesso si alterna a stipsi. Nella maggior parte dei casi, anche quando sono adulti, gli ascaridi non danno alcun sintomo e possono essere presenti per anni nell’intestino.

Sintomi gravi e rischi

Qualora il numero dei parassiti sia elevato, si può verificare una ostruzione intestinale o ritardi della crescita nei bambini, tuttavia sono situazioni che raramente si verificano in Italia. Il verme adulto può perforare la parete dell’intestino e depositare le uova nel peritoneo. Gravi problemi sistemici possono sorgere se i vermi adulti migrano in altre parti del corpo: in questi casi si può verificare persino la morte del paziente (rarissima in Italia). La mortalità tra i bambini è stimata in oltre 20.000 casi all’anno unicamente per le complicanze meccaniche (a livello gastrointestinale e respiratorio) causate dalle infestazioni ad elevata carica. La maggioranza dei decessi avviene nei Paesi poveri e/o tropicali.

Ascaridi: immagini

Ecco alcune immagini di ascaridi adulti:

Diagnosi

La diagnosi avviene generalmente attraverso un esame delle feci: un campione delle feci, visto al microscopio, rivela la presenza delle uova del parassita.

Trattamento

Solitamente la cura comprende l’uso di  farmaci antiparassitari come Vermox (mebendazolo) oppure Combantrin (pirantel pamoato) o ancora Zentel (albendazolo), spesso usati da soli o più raramente in combinazione tra loro, acquistabili solo con prescrizione medica. Salvo casi particolari, la cura prevede in genere due dosi di farmaco, con la seconda dose somministrata a due settimane di distanza dalla prima dose per ridurre le possibilità di recidive causata dall’eventuale presenza di uova attorno all’ano. I dosaggi variano in base a molti fattori come tipo di farmaco e peso corporeo. L’uso degli antiparassitari deve essere accostato ad elevati standard di igiene personale ed ambientale, soprattutto per evitare le frequenti recidive. Gli antiparassitari usati, sono di solito farmaci efficaci e ben tollerati, anche dai bambini. I possibili effetti collaterali più comuni sono malessere generale, diarrea, flatulenza, dolore all’addome, nausea e vomito. La terapia in genere viene estesa anche ai famigliari del paziente, anche se asintomatici. Qualora il numero dei parassiti sia elevato ed i farmaci non siano efficaci, si deve provvedere alla rimozione tramite rettoscopia o intervento chirurgico (raro).

Per approfondire:

Quanto tempo impiega la terapia a fare effetto?

La velocità con cui la terapia riesce ad eliminare i parassiti, dipende da vari fattori come farmaco usato e gravità della situazione, tuttavia mediamente, se si seguono i consigli del medico anche in fatto di igiene personale, i sintomi della parassitosi scompaiono nel giro di una settimana dall’inizio del trattamento. Spesso si procede a un esame delle feci di controllo qualche settimana dopo l’inizio della cura, per verificare che abbia fatto effetto.

Come eliminare le uova di ascaridi?

Poter eliminare le uova dall’ambiente è molto complesso dal momento che le uova sono invisibili, molto resistenti e sopravvivono a lungo. Lavare il più possibile l’ambiente è una buona norma, utilizzando vapore e soluzioni con candeggina. Le feci dei cani con parassitosi, vanno rimosse il prima possibile e allontanate dagli ambienti casalinghi, specie dalla cucina.

Ascaridi in gravidanza e allattamento

Nei casi di infezione in gravidanza o allattamento, spesso si preferisce aspettare prima di somministrare la cura antiparassitaria.

Prevenzione

Prevenire una parassitosi di ascaridi comporta il seguire una serie di consigli, tra cui:

  • lavarsi le mani accuratamente dopo essere stati in bagno, dopo aver cambiato un pannolino, dopo aver toccato la terra (specie se fertilizzata con feci) e prima di mangiare o cucinare;
  • insegnare ai bambini come lavarsi le mani in modo efficace;
  • bere solo da bottigliette chiuse;
  • evitare il ghiaccio;
  • evitare il consumo di frutta e verdura cruda;
  • favorire un accurato smaltimento delle feci;
  • mangiare cibo ben cotto.

Tutte questa raccomandazioni valgono ancora di più in caso di viaggi verso Paesi poveri e/o tropicali.

Quando contattare il medico?

Contattare il medico o il pediatra qualora si riscontrino dei parassiti nelle feci, qualora ci siano dei sintomi addominali contemporaneamente alla presenza di una parassitosi di un famigliare o qualora si verifichino dei sintomi simil-asmatici che insorgono di ritorno da un viaggio in Paesi poveri e/o tropicali.

Prognosi

La prognosi in Italia è infausta solo nei casi più gravi che sono estremamente rari e solo se la diagnosi e la terapia siano state tardive.

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