Farmaci e terapie per i vermi intestinali di bambini e adulti

MEDICINA ONLINE Farmaci e terapie per i vermi intestinali di bambini e adulti apirantel pamoato Combantrin mebendazolo Vermox albendazolo Zentel quali usare.jpgLe parassitosi intestinali in bambini e adulti sono in genere efficacemente debellate grazie ad alcuni farmaci, che andremo ad elencare in questo articolo. Le parassitosi più diffuse in Italia sono quelle da ossiuri, da ascaridi e da tenia (verme solitario), quindi oggi ci occuperemo principalmente di queste.

IMPORTANTE raramente i farmaci di seguito elencati vengono usati contemporaneamente (ad esempio Vermox assieme a Zentel), tuttavia ciò non è da escludere, specie nel caso in cui il singolo farmaco non sia stato efficace. In alcuni casi i dosaggi esposti in questo articolo sono insufficienti a debellare la parassitosi, specie se sono presenti molti parassiti e se il paziente pesa oltre i 70 kg: in questo caso sarà il medico a modificare il dosaggio del farmaco. I farmaci elencati sono tutti dotati di elevata efficacia tuttavia, in base al caso specifico, un certo farmaco potrebbe effettivamente risultare più efficace degli altri.

NOTA BENE i farmaci elencati in questo articolo necessitano tutti di regolare prescrizione medica. Nonostante i loro effetti collaterali siano generalmente lievi, anche nei bambini, non assumere né somministrate al bambino nessun farmaco se il medico prima non ve lo ha consigliato. I principi attivi elencati in questo articolo potrebbero essere presenti anche in formato “equivalente” (farmaco “generico”).

Farmaci per ossiuri

L’infestazione da Enterobius vermicolaris è ubiquitaria ed è la parassitosi intestinale più diffusa nel nostro paese; si può anzi dire che nella pratica clinica quotidiana è presente in modo quasi esclusivo. Interessa soprattutto la popolazione prescolare, senza predilezione di sesso o variazioni d’incidenza stagionale.

MEDICINA ONLINE OSSIURI VERMI INTESTINALI IMMAGINE 1

Enterobius vermicolaris (ossiuri)

Il contagio avviene prevalentemente per via fecale-orale attraverso l’ingestione delle uova (presenti per contaminazione sulle unghie, negli alimenti o sulla biancheria) che raggiungono la forma matura a livello del cieco. Le femmine vanno quindi a depositare le uova nella regione perianale, soprattutto durante il riposo notturno, e questa localizzazione giustifica i sintomi: prurito anale o più raramente nelle bambine prurito vulvare e vaginite con piccole perdite ematiche. Dolori addominali, enuresi, bruxismo, appendicite acuta non sono stati invece messi in relazione certa con l’infestazione. La diagnosi può essere fatta con la ricerca delle uova mediante il test dello scotch tape (al mattino, prima di lavare la zona perineale del bambino, si appone una striscia di nastro adesivo trasparente sull’ano e la si applica poi su un vetrino da osservare al microscopio). Non è raro anche rinvenire gli ossiuri stessi (vermetti bianchi, lunghi 8-13 mm e molto mobili) nelle feci o nelle pieghe dell’ano, soprattutto se osservato al mattino al risveglio. Alternativamente, si può ricorrere all’esame microscopico delle feci, meno affidabile tuttavia per l’alta probabilità di risultati falsi negativi.

Strategia terapeutica
Gli obiettivi dell’intervento pediatrico sono principalmente due: l’eliminazione dei parassiti presenti e la prevenzione delle recidive e delle reinfestazioni, estremamente frequenti. Il trattamento dell’infezione consiste nella somministrazione di uno dei farmaci di scelta per via orale, secondo gli schemi e le dosi indicati in tabella. Per evitare che il bambino sia esposto a un nuovo contatto si consiglia di lavare la biancheria, personale e da letto, e tutto ciò che possa essere stato contaminato dal bambino nel corso dell’infezione. Inoltre, dato che l’infestazione si manifesta comunemente in gruppi familiari, può rendersi necessario trattare anche i genitori e gli eventuali fratelli.

Farmaci utilizzati
apirantel pamoato (ad esempio Combantrin)

 10 mg/kg (max 1 g) in un’unica somministrazione da ripetersi dopo circa 14 giorni
 os sosp 30 mL 5%

mebendazolo (ad esempio Vermox)

 100 mg in un’unica somministrazione da ripetersi dopo circa 14 giorni
 os sosp 30 mL 2%; 6 cpr 100 mg
 i due farmaci sono sovrapponibili per efficacia e tollerabilità; per entrambi si raccomanda un uso oculato nei bambini di età inferiore ai 2 anni

*anche l’albendazolo può essere impiegato alternativamente, con le stesse modalità indicate per la terapia dell’ascaridiasi

Per approfondire:

Farmaci per ascaridi

Molto meno frequente nei nostri climi, l’infestazione da Ascaris lumbricoides avviene per ingestione delle uova embrionate. Da queste si liberano a livello duodenale le larve che, dopo essersi fissate alla mucosa, possono attraversarla e trasferirsi, attraverso la circolazione portale, nel fegato e quindi nei polmoni. Nel corso di questa migrazione può verificarsi un’intensa reazione allergica, caratterizzata da una marcata eosinofilia. Dal polmone gli ascaridi risalgono poi lungo l’albero bronchiale, arrivano al faringe e vengono quindi nuovamente ingerite raggiungendo il piccolo intestino dove raggiungono la maturità. I vermi adulti permangono nell’intestino tenue dove le femmine producono circa 200.000 uova al giorno, che vengono poi eliminate con le feci.

MEDICINA ONLINE ASCARIDI IMMAGINI

Ascaris lumbricoides (ascaride)

Clinicamente vengono descritti sintomi gastrointestinali aspecifici, e solo nei bambini piccoli e per infestazioni massive possono verificarsi ostruzioni dell’intestino o del dotto biliare. La diagnosi è spesso occasionale perché vengono rinvenuti ascaridi isolati (vermi rotondi, rosati lunghi circa 15-40 cm) nelle feci, mentre le uova possono essere osservate all’esame microscopico delle feci.

Strategia terapeutica
Gli obiettivi dell’intervento sono, come nel caso dell’ossiuriasi, l’eliminazione dei parassiti presenti e la prevenzione delle recidive e delle reinfestazioni. Il trattamento farmacologico può essere effettuato con uno dei farmaci di scelta da somministrare per via orale secondo gli schemi e le dosi indicati in tabella. Per evitare la reinfezione è necessario garantire l’eliminazione del materiale fecale secondo norme igieniche. Può essere opportuno disinfettare gli alimenti che di solito vengono consumati crudi in una soluzione a base iodio.

Farmaci utilizzati
apirantel pamoato (ad esempio Combantrin)

 10 mg/kg (max 1 g) in un’unica somministrazione da ripetersi dopo circa 14 giorni
 os sosp 30 mL 5%

mebendazolo (ad esempio Vermox)

 100 mg in un’unica somministrazione da ripetersi dopo circa 14 giorni
 os sosp 30 mL 2%; 6 cpr 100 mg
 i due farmaci sono sovrapponibili per efficacia e tollerabilità; per entrambi si raccomanda un uso oculato nei bambini di età inferiore ai 2 anni

albendazolo (ad esempio Zentel)

 200 mg in bambini di età compresa tra 1 e 2 anni, 400 mg dopo i due anni, in un’unica somministrazione da ripetersi dopo circa 14 giorni
 os sosp 30 mL 4%, 3 cpr 400 mg
 controindicato nei lattanti

Per approfondire:

Farmaci per tenia (verme solitario)

Ancora più rara l’infestazione da Tenia saginata (tenia dei bovini) e da Tenia solium (tenia dei maiali), vermi piatti, nastriformi, lunghi fino a 6-7 metri, biancastri, costituiti da una testa (scolice) dotata di uncini per fissarsi alla mucosa e da una serie di segmenti (proglottidi). L’uomo si infetta mangiando carne cruda o poco cotta contenente la forma larvale, il cisticerco, che nell’intestino dà origine al verme adulto in 3 mesi circa.

MEDICINA ONLINE TAENIA SOLIUM TENIA VERME SOLITARIO INTESTINO pork tapeworm infection

Tenia

Nell’infestazione da Tenia saginata i sintomi sono molto rari e aspecifici (senso di pesantezza, nausea, diarrea, dimagrimento) e il riscontro dell’infestazione è spesso casuale per il ritrovamento delle proglottidi sulle feci o nelle pieghe dell’ano. La diagnosi si basa sul rinvenimento delle proglottidi nelle feci, fissate e colorate.
La cisticercosi, causata esclusivamente dalla forma larvale della Tenia solium, può presentare una sintomatologia varia e potenzialmente grave a seconda delle localizzazioni (muscolo, sistema nervoso centrale, occhio) e richiedere indagini diagnostiche più complesse (biopsia, TC, RMN).

Strategia terapeutica
Per ottenere l’eliminazione del parassita (spesso un unico verme) si richiede il trattamento farmacologico indicato in tabella.
Per prevenire l’infestazione è necessario il rigoroso controllo delle carni nei luoghi di produzione, e, per il consumatore, è consigliabile la cottura a a 56° per un tempo minimo di 5 minuti o il congelamento.

Farmaci utilizzati
niclosamide (ad esempio Yomesan)

 0,5 g in bambini di età inferiore a 2 anni, 1 g dai 2 ai 6 anni, 1,5 g dopo i 6 anni
 4 cpr 500 mg
 non sono segnalati effetti collaterali

Per approfondire:

Consigli utili

Visto l’elevatissimo rischio di reinfezione da parte di tutti i parassiti fin qui elencati, mentre si effettua la terapia farmacologica, si consiglia una attenzione estrema per l’igiene. I nostri consigli per evitare le reinfezioni e prevenire le recidive, sono:

  • evitare di grattarsi;
  • associare una crema per dare sollievo dal prurito;
  • praticare una corretta igiene personale, soprattutto la mattina appena svegli;
  • cambiarsi frequentemente la biancheria intima;
  • lavarsi le mani con acqua calda e gel detergente dopo essere andati in bagno o essersi toccato l’ano o la zona perianale (anche la vulva nelle femmine);
  • lavarsi le mani dopo aver cambiato un pannolino;
  • lavarsi le mani prima di toccare del cibo;
  • evitare di mettersi le mani in bocca dopo aver toccato l’ano;
  • tenere le unghie corte e pulite;
  • non mangiarsi le unghie;
  • lavare ad alta temperatura tutti i vestiti, le coperte, i cuscini ed altri tessuti che possono essere venuti a contatto con le uova;
  • disinfettare i giocattoli del bimbo;
  • insegnare ai bambini come lavarsi efficacemente le mani;
  • preferire la doccia al bagno;
  • mangiare cibi ben cotti;
  • bere acqua solo da bottiglie chiuse se si è in viaggio;
  • evitare ambienti e persone che hanno o hanno avuto la parassitosi;
  • evitare oggetti ed indumenti di persone che hanno o hanno avuto la parassitosi;
  • evitare di scuotere mutandine e pigiami, fatto che facilita la dispersione delle uova nell’ambiente.

Molto utile è anche l’assunzione di probiotici che, migliorando la flora batterica intestinale, aumentano le possibilità di successo della terapia. A tal proposito leggi:

Terapia per alleviare il prurito anale

La somministrazione di farmaci antiparassitari specifici come Vermox e Zentel, può essere accompagnata dalla contemporanea applicazione di creme ad azione topica utili per limitare il fastidioso prurito anale (e l’eventuale dolore) causato dalle parassitosi (in particolare da parte degli ossiuri, che di notte depositano le uova attorno all’ano, causando appunto prurito), a tal proposito si usano vari prodotti, tra cui:

  • pramoxina (ad esempio Proctofoam HC): è un anestetico locale da applicare sulla cute che prude, in genere per 3 o 4 volte al giorno;
  • ossido di zinco: ha proprietà anti-irritative e si trova spesso in commercio con altre sostanze come olio di mandorle dolci, glicerolo e cera d’api;
  • lidocaina (ad esempio Vagisil, Elidoxil, Lidoc C OGN): è un anestetico locale reperibile anche sotto forma di crema 0,5% e gel 2%, da applicare 3 o 4 volte al giorno sulla zona che prude o dolorante.

Rimedi naturali

I “rimedi della nonna” tipici in caso di parassitosi sono l’aglio e/o la menta piperita, sia applicati localmente che ingeriti, tuttavia la loro reale efficacia non è scientificamente dimostrata.

Trattare famigliari

In caso di infezione da parassiti nel bambini, è fortemente raccomandato che vengano trattati farmacologicamente anche tutti i famigliari e gli “amichetti” del bimbo, poiché, a causa della facilità di contagio ed alla frequente mancanza di sintomi, molti dei frequentatori abituali del bimbo potrebbero a loro volta avere la parassitosi senza neanche sapere di averla. E’ importante anche disinfettare qualsiasi oggetto o vestito dei famigliari e degli amici del bimbo, per evitare i rischi di reinfezione a causa delle uova.

Trattare il partner

Per gli stessi motivi visti nel paragrafo precedente, in caso di contagio degli adulti, è importante che vengano trattati anche i partner sessuali del paziente, specie se sono solite pratiche sessuali che comportino un contatto diretto tra la bocca e l’ano del partner.

Nuovo “ciclo” di terapia

I trattamenti prima descritti (anche quelli ripetuti dopo 14 giorni rispetto alla prima somministrazione) sono in genere “definitivi” e non servono ulteriori “cicli” di farmaco, tuttavia può succedere che i parassiti adulti vengano uccisi, ma le loro uova rimangano vitali, magari su oggetti o vestiti. In caso di nuovo contagio, la terapia dovrà essere semplicemente ripetuta daccapo, con le due dosi a distanza di due settimane. In alcuni casi il medico potrebbe decidere per usare anche un farmaco o un dosaggio differente.

Prezzo dei farmaci

Il costo dei farmaci elencati è il seguente:

  • Combantrin 250 mg/5 ml flacone da 30 ml: circa 5 euro;
  • Vermox 100 mg 6 compresse: circa 3 euro;
  • Zentel 400 mg 3 compresse: circa 7 euro;
  • Yomesan 500 mg 4 compresse masticabili: circa 3 euro.

Leggi anche:

Lo Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Questa voce è stata pubblicata in Dietologia, nutrizione e apparato digerente, Farmaci, terapie e sostanze d'abuso, Medicina di laboratorio, chimica, fisica, biologia e statistica e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.